Ravenna, giovane calciatore insultato dagli spalti: “Femminuccia”. L’allenatore ritira la squadra

Più informazioni su

Domenica scorsa, durante una partita di calcio giocata tra due squadre del forese, con giovanissimi classe 2007, che quest’anno compiono 12 anni, un genitore ha lanciato dagli spalti insulti diretti ad un ragazzino della squadra avversaria rispetto a quella in cui milita il proprio figlio. Il clima che aleggiava in campo e nelle tribune era già teso, ma sono state proprio le parole urlate da questo genitore a convincere la squadra dell’atleta preso di mira a ritirarsi al termine del primo tempo, perdendo così a tavolino il match. La notizia è riportata da “Il Resto del Carlino”, in edicola oggi, martedì 19 marzo.

“Mio figlio ha i capelli lunghi – racconta la madre al Resto del Carlino – e si è sentito insultare a lungo durante la partita. Questa persona l’ha apostrofato per il suo aspetto.” “Femminuccia” e “vai a fare danza” sono alcune delle parole pronunciate dal genitore nei confronti del ragazzino. Insulti che hanno lasciato sgomenti non solo il giovanissimo calciatore, ma anche i suoi compagni e il suo allenatore, che ha deciso di interrompere il gioco e ritirare la sua squadra. Un gesto simbolico come a voler comunicare che è meglio perdere e restare uniti, piuttosto che provare a vincere facendo soffrire uno dei ragazzi.

“Mio figlio tiene moltissimo al calcio e alla sua squadra – aggiunge la madre – e ci è rimasto molto male per quello che è successo ieri. Quelle urla dagli spalti lo hanno fatto sentire umiliato, tant’è vero che mi ha chiesto di tagliarsi i capelli. Mi fa molto male vederlo così: lui deve poter scegliere da solo come vuole tenere i capelli, e non certo sentirsi condizionato da quelle frasi.”

“Sto ancora valutando se sporgere denuncia – continua –, non voglio che queste brutte parole restino impunite. È vero che si è trattato di un genitore solo e che sembrava isolato dal resto della squadra e dei presenti, ma trovo davvero orribile che un uomo adulto usi queste parole contro un ragazzino”.

 

Più informazioni su