Insulti razzisti alla candidata Fatou Boro Lo (Europa Verde) perchè attacca Salvini sui migranti

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Fatou Boro Lo è candidata di Possibile nella lista Europa Verde alle elezioni europee di domenica. È originaria di Dakar e ha la cittadinanza italiana da tempo. È residente a Ravenna, dove vive insieme alla famiglia, compagna di Andrea Maestri. Fatou Boro Lo è stata fatta oggetto di insulti razzisti dopo avere postato sui social un suo commento sulla vicenda della Sea Watch definendo “vergognoso” il comportamento di Salvini. 

Fatou Boro Lo ha pubblicato un video in cui faceva il punto sulla vicenda Sea Watch. Questo il testo: “Ho una cosa da dire: sono arrabbiata. Anzi, incazzata nera. Perché il comportamento di #Salvini sulla #Seawatch è vergognoso. Come al solito, sa solo fare propaganda sulla pelle dei più deboli, aiutando mafie e trafficanti di esseri umani. E non se ne può più. #RestiamoUmani”.

Il video ha provocato molte reazioni e a Fatou Boro Lo sono arrivati molti insulti razzisti insieme a tante attestazioni di stima. «Sono sconvolta dalla violenza e dalla volgarità delle affermazioni – ha dichiarato Fatou Boro Lo a Giornalettismo -. Siamo nel 2019 e non hanno senso questo tipo di insulti. Io vado comunque avanti con più forza di prima, perché penso a quelli che li subiscono tutti i giorni, sia come donne e sia come cittadini stranieri, e magari non hanno la forza di denunciarli. Io sono italiana e viviamo in una società multietnica: queste persone che non hanno argomenti e non hanno nulla da dire se ne devono fare una ragione. Perché più mi insultano e più mi danno coraggio».

Gli insulti sono sintetizzati in un post della segretaria di Possibile Beatrice Brignone: «ma vai a cagare», «che cerchino di sistemare i problemi nella loro giungla», «arrogante la signorina, si desse una calmata», «metti un paio di mutandine rosse così riconosco il balcone dove appendi lo striscione», «sparati se hai un minuto». Ma poi ci sono ancora i paragoni con Cécile Kyenge (candidata alle europee con il Partito Democratico), le immagini di prostitute sul ciglio di una strada, gif con banane e scimmie, immagini di Salvini con il classico “bacione”.

«Per evitare di starci male, bisognerebbe riderci un po’ su – ha commentato Fatou Boro Lo -. Ma mi danno più fastidio gli insulti sessisti. Il fatto di paragonarmi a una prostituta e il fatto di chiedermi di indossare una mutande rossa: sono insulti che non riguardano soltanto una persona straniera, ma che toccano da vicino ogni donna». 

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