Bullismo. Sedicenne terrorizza una classe di prima superiore: denunciato e sospeso da scuola

La risposta del dirigente scolastico del Torricelli Ballardini

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Un caso di bullismo piuttosto grave, è stato scoperto dalla Polizia Locale manfreda in un prestigioso istituto superiore di Faenza. La vicenda si consuma all’interno dell’Istituto Torricelli Ballardini, dove, a quanto riporta la Municipale, gli studenti di una prima superiore, si sono trovati a fare i conti con un compagno più grande di loro di un anno, proveniente da un altro istituto, che era riuscito, con minacce e modi violenti, a terrorizzare l’intera classe.

 

La vicenda è emersa da un’accurata indagine della polizia locale faentina, il cui intervento era stato richiesto dagli stessi insegnanti al seguito di un furto verificatosi in classe. Dagli zaini di quattro ragazze erano infatti spariti dei soldi e le studentesse avevano trovato il coraggio di denunciare l’accaduto ad un insegnante. Si parla di coraggio perchè, da quanto emerso dalla successiva indagine, si è capito che non era la prima volta che si verificavano degli “ammanchi” tra i portafogli e gli zaini degli studenti. Il bullo era solito rubacchiare, ma nessuno aveva mai detto nulla agli insegnanti o in famiglia, per paura delle ripercussioni.

 

L’insegnante, avvertito dei fatti, non ci ha pensato due volte a contattare la Polizia Municipale, le cui puntuali indagini hanno portato non solo ad individuare il responsabile del furto, ma anche a portare alla luce il contesto di indimidazione e violenza che il giovanissimo aveva costruito in classe. I compagni infatti, sottostavano alle vessazioni del sedicenne, che li minacciava e li terrorizzava, anche semplicemente per farsi passare i compiti.

 

L’episodio più grave segnalato dalla Municipale è quello di un video fatto con il cellulare, nel quale il giovane bullo avrebbe ripreso le sue compagne in biancheria intima, intente a cambiarsi negli spogliatoi della palestra per l’ora di ginnastica. Le immagini pare che fossero poi state mostrate a compagni ed amici, ma gli agenti dovrebbero essere intervenuti in tempo, prima della loro diffusione a mezzo social.

 

Al termine dell’indagine, la Polizia Locale ha provveduto ad inviare un rapporto alla Procura della Repubblica dei Minori di Bologna che ha ritenuto, visto la consistenza degli elementi probatori raccolti, di iscrivere il ragazzo nel registro degli indagati, con ipotesi di reato molto gravi, facendogli notificare immediatamente l’avviso di garanzia. I reati dei quali è accusato il giovane, per altro indicato come un “ragazzo proveniente da una buona famiglia” e non da situazioni di disagio familiare o socioeconomico, sono furto aggravato e diffusione di riprese e registrazioni fraudolenti al fine di recare danno all’altrui reputazione.

 

Dalla scuola non sono comunque rimasti con le mani in mano, in attesa degli esiti penali della vicenda: non appena è stato chiaro quale fosse la gravità della situazione, il consiglio di classe (al suo completo, compresi i rappresentanti di genitori e studenti) ha provveduto a sospendere per 15 giorni il ragazzo, che attualmente risulta si sia ritirato dall’istituto scolastico.

 

“Il fenomeno del bullismo nelle scuole – sottolineano dal comando manfredo della Locale – è purtroppo in crescita continua su tutto il territorio nazionale, ed è importante spiegare ai ragazzi di non nascondersi, di avere subito la forza di parlare con i propri genitori e di rivolgersi senza indugio alle forze dell’ordine qualora si fosse vittima di queste azioni”. 

 

Il professor Luigi Neri, dirigente scolastico dell’istituto Torricelli Ballardini, in merito a questa vicenda afferma di dissentire “da talune espressioni utilizzate quali ‘terrorizza’ e ‘clima di terrore’. Non mi era pervenuta alcuna segnalazione in merito ad atti di tale gravità; d’altra parte, allo scrutinio di fine quadrimestre, lo studente in questione aveva riportato in Condotta il voto ‘8’”.

 

“Le mancanze contestate sul finire del secondo quadrimestre erano indubbiamente gravi – aggiunge il preside – ma lo studente e la famiglia hanno tempestivamente provveduto agli opportuni atti di riparazione. Avendo partecipato alla seduta del consiglio di classe (che ha deciso sui provvedimenti disciplinari a carico dello studente, n.d.r.) come Dirigente, avevo proposto una sanzione disciplinare di entità assai più lieve rispetto a quella poi inflitta, ma la mia proposta è stata respinta”.

 

“Dissento infine – conclude il preside – da queste enfasi giornalistiche, che anzichè recare aiuto a uno studente, in una situazione indubbiamente difficile, recano danno al minore – non si sa perchè, di fatto “messo alla gogna” e alla famiglia, che ha sempre manifestato un atteggiamento di piena collaborazione”.

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