Bancarotta fraudolenta. Procura di Ravenna chiude inchiesta su “Nicks & Sons”: 8 persone indagate

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Per il crac della ex “Nick & Sons srl”, marchio di moda molto conosciuto a Ravenna e dichiarato fallito nell’aprile del 2014, diventata “Ns Retail srl” la Procura di Ravenna ha notificato un avviso di conclusione indagine ad otto persone. In sette devono rispondere in concorso, sia morale che materiale, di bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata. La notizia è riportata da “Il Resto del Carlino” oggi, 7 giugno, in edicola.

Quattro saranno chiamati a rispondere anche di auto-riciclaggio transnazionale legato a cessione di quote nell’agosto del 2015 ad una società svizzera, la Italventure, riconducibile a Giuseppe Musca, mentre tre dovranno rispondere di maxi-evasione sia sull’imposta sui redditi, l’Ires, che sull’Iva.

Nel documento a firma dei pm, oltre a Musca, indicato come consulente della fallita srl almeno dal 2000, come tale per l’accusa capace di ideare le operazioni ritenute distrattive, troviamo Valerio Brighi, 64 anni, legale rappresentante della srl in questione dal 1983 all’aprile 2013 oltre che socio al 70%. A seguire il figlio Federico, 39enne, indicato come amministratore delegato di una società, la Education, fino al marzo 2012. Luca Midali, 53 anni, è stato inquadrato come uomo di fiducia di Musca.

Poi ancora Arnaldo Giuseppetti, 66 anni, legale rappresentante della fallita srl per un anno a partire dall’aprile 2013, Marco Antonini, 58 anni, amministratore di fatto per lo stesso periodo, Davide Valdonio, 41 anni, amministratore di fatto per l’anno precedente ed infine Fabrizio Brigandì, 59 anni, referente di una società chiamata New Center Craft. 

Per gli inquirenti si trattò di una distrazione di aziende, marchi, soldi e merce a favore di società riconducibili agli indagati: ciascuno in ragione del proprio ruolo, avrebbe contribuito a quella che è stata definita “sistematica spoliazione delle proprietà” della fallita srl.

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