Operazione Ravenna Ticket. Ex gestione biglietteria e bookshop al Museo Nazionale e altri siti: arrestato imprenditore, 3 denunciati. Sequestri per mezzo milione

La Guardia di Finanza di Ravenna ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Ravenna, nei confronti di un imprenditore originario di Roma, già attivo nel ravennate, per il reato di peculato continuato in concorso con altri tre indagati.

Il provvedimento restrittivo è stato adottato sulla scorta delle indagini svolte dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ravenna, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, che hanno fatto luce sulle condotte illecite dei rappresentanti della società di Roma “Novamusa”(fallita a inizio 2019), affidataria della gestione dei servizi di biglietteria e “bookshops” presso il Museo Nazionale di Ravenna (si specifica che la gestione non è quella attuale, n.d.r.) nonché presso la Basilica di Sant’Apollinare in Classe ed il Mausoleo di Teodorico, questi ultimi inseriti nella lista dei siti dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.

Il contratto di concessione dei servizi prevedeva che la società romana – che svolgeva, attraverso sue consociate, gli stessi servizi anche per numerosi musei e monumenti della Capitale e per i maggiori siti archeologici della Sicilia – versasse all’Ente pubblico un canone fisso annuo di 36,100 euro, un aggio pari al 73,10 % degli introiti derivanti dal servizio di biglietteria e royalties pari all’8,20% sul fatturato conseguito sui servizi di bookshop (prenotazione, prevendita, noleggio audioguide e wishper, visite guidate, vendita prodotti editoriali e oggettistica, vendita e-commerce e assistenza didattica).

Una foto della conferenza stampa
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Dalle informazioni preliminari acquisite, tuttavia, è emerso che la società (nelle sue funzioni di esercente un pubblico servizio perché addetta a riscuotere per conto di un Ente pubblico) non versava tutte le somme dovute, sottraendole così alle casse ministeriali.

È stata quindi avviata un’articolata attività investigativa che ha consentito di accertare come, dal 2013 al 2017, i tre amministratori unici succedutisi nel tempo e l’amministratore di fatto della società avessero omesso il versamento dei canoni annui per 100mila euro e di entrate destinate all’Erario a titolo di aggio sui servizi di biglietteria e royalties sui servizi di bookshop per ben 462mila euro, distraendo anche somme derivanti dalla gestione dei servizi in concessione, per oltre 112 mila euro, non transitati nemmeno sui conti della società affidataria (ovvero, contanti mai nemmeno versati, n.d.r.).

Così le Fiamme Gialle hanno denunciato – per il reato di peculato continuato- i tre amministratori pro tempore della società e l’amministratore di fatto che, nonostante avesse da tempo formalmente lasciato l’incarico di amministratore unico, continuava a mantenere il controllo della società dall’esterno attraverso altre a lui riconducibili.

Alla luce delle solide prove acquisite, è stata richiesta l’emissione di un ordinanza di custodia cautelare in carcere per il principale indagato e il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie della società e dei 4 indagati per circa 550 mila euro.

I finanzieri ieri, 10 luglio, 2019, hanno rintracciato e arrestato l’indagato ad Anguillara Sabazia, nella zona del lago di Bracciano, nella sede di una delle società a lui riconducibili, e lo hanno portato in carcere a Civitavecchia.

Insomma, i “problemi” con Novamusa, che sono iniziati circa due anni fa, quando si generarono diverse problematiche (in molti ricorderanno che nel ponte del 2 giugno 2017 le biglietterie dei siti in questione rimasero chiuse, e diversi dipendenti vennero licenziati) sembrano ora giunti a un importante risultato.

Il procuratore capo di Ravenna Alessandro Mancini, alla conferenza stampa di questa mattina, ha ringraziato la Guardia di Finanza per l’operazione svolta in maniera “celere, professionale e competente, come sempre. Stiamo sviluppando un forte contrasto a questo tipo di reati.”

A sua volta, il Colonnello Andrea Fiducia, comandante della Guardia di Finanza di Ravenna, ha ringraziato la Procura “per il sostegno e la vicinanza in indagini complesse come questa su fenomeni che alterano la corretta gestione di finanze pubbliche”.