Imprenditore immobiliare in combutta con clan della camorra: confische per 300 milioni, anche a Ravenna

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I finanzieri del Comando Provinciale di Bologna e del Comando Provinciale di Napoli hanno sottoposto a confisca un ingente patrimonio del valore di circa 300 milioni di euro, in esecuzione di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria napoletana, riconducibile a P.A., 63 anni, “imprenditore” operante nel settore immobiliare, condannato nell’ambito dell’operazione “Omphalos” per i reati di esercizio abusivo del credito ed intestazione fittizia di quote societarie e di beni, quest’ultimo con l’aggravante del cosiddetto “metodo mafioso” per aver agevolato vari clan camorristici. La notizia è riportata dal Mattino di Napoli online.

L’organizzazione, operante in diverse regioni italiane – Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Lombardia – ma con base prevalente in Campania era risultata attiva in diversi settori illeciti, quali le truffe alle assicurazioni, l’esercizio abusivo del credito, gli investimenti immobiliari e l’intestazione fittizia di beni, effettuando in questo modo un’attività di reimpiego sistematico di enormi somme di denaro di provenienza illecita.

La confisca eseguita ha interessato l’intero complesso patrimoniale e monetario illecitamente accumulato dall’imputato, costituito da un ingente numero di cespiti dislocato in 7 province (Bologna, Ravenna, Napoli, Caserta, Benevento, Latina e Sassari); si tratta, infatti, di ben 628 tra fabbricati e terreni, 16 autovetture, anche di lusso, rapporti bancari e partecipazioni societarie, il cui valore è risultato nettamente sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati dallo stesso e dal suo nucleo familiare.

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