Lettera di Matteo Cagnoni dal carcere con foto di Bezzi: la Procura apre un fascicolo d’indagine

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Il Resto del Carlino oggi in edicola riporta la notizia di una nuova indagine che vede al centro ancora una volta Matteo Cagnoni (non è indagato al momento), il dermatologo di fama che nel settembre del 2016 uccise brutalmente la moglie Giulia Ballestri, femminicidio per il quale l’uomo è stato condannato all’ergastolo (pena che sta scontando nel carcere di Ravenna).

La vicenda su cui la Procura di Ravenna ha aperto un fascicolo riguarda una lettera inviata dal carcere da Cagnoni a un pregiudicato albanese, conosciuto fra le mura dello stesso penitenziario. Nella lettera (intercettata dagli inquirenti prima che arrivasse a destinazione e affrancata fuori dal carcere, a Firenze, città dove vivono i genitori di Cagnoni), secondo quanto riporta Il Resto del Carlino, c’erano 500 euro e allegata una pagina dello stesso giornale, dove è ritratto Stefano Bezzi, il nuovo compagno di Giulia prima che venisse ammazzata, uomo contro il quale Cagnoni ha riversato spesso parole di odio, e non solo parole. La lettera reca la firma di Matteo Cagnoni.

Il PM Angela Scorza indaga per capire se la lettera rappresenti una sorta di piano preordinato e di istigazione a delinquere contro Stefano Bezzi. E vuole capire anche come quella lettera sia potuta uscire dal carcere. Il destinatario Marin Gjeloshi – che sta finendo di scontare una pena di 5 anni per avere causato la morte accidentale di un amico – sostiene che quei 500 euro sarebbero una ricompensa per non meglio precisati favori.

Nel frattempo, sempre Il Resto del Carlino riporta la notizia che la villa teatro del delitto in Via Padre Genocchi – in teoria sotto sequestro e sigillata – in questi anni è stata violata più volte e messa a soqquadro: sono spariti anche degli oggetti. Anche su questo la Procura indaga.

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