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Sindaco di Lugo su crisi di governo: “Una grande manifestazione popolare contro odio e rancore”

“La crisi di governo si apre a pochi giorni dall’inizio delle ferie estive. La gente svuota le proprie città per raggiungere la meta delle tanto desiderate vacanze. Non è così per tutti. Certo. Sono lontani i tempi in cui l’Italia nel pieno delle boom economico o nei favolosi anni ’80 dava questa opportunità a tutti, davvero a tutti: imprenditori, dirigenti, colletti bianchi e perfino la classe operaia. Oggi siamo ancora nella coda profonda di una trasformazione sociale ed economica che ormai, più per convenzione che per altro, ci ostiniamo a chiamare crisi.” Con queste parole il sindaco di Lugo Davide Ranalli si esprime in merito all’attuale crisi che il governo italiano sta vivendo.

“Fra qualche giorno, dicevo, il Parlamento sarà chiamato ad un voto di sfiducia per il governo giallo-verde. Salvini, avrebbe preferito che il Presidente Conte si dimettesse. Conte, da parte sua, sembra avere tirato fuori gli artigli solo ora, un peccato, costringendo Salvini a “parlamentizzare” la crisi di governo. In queste ore eminenti strateghi della politica, gli stessi che ci hanno portato in questa tragica situazione, stanno ipotizzando ricette ed alchimie che appaiono più degne di un libro di stregoneria, Pessoa docet, che di un dibattito politico serio. Non nego – prosegue – che, per quanta distanza mi divida, da sempre, da Walter Veltroni, ho trovato il suo intervento, sul quotidiano La Repubblica, non solo molto equilibrato ma anche con un respiro più profondo del politicismo a cui, troppo spesso, siamo abituati. Per questo credo che dentro quelle parole a cui l’ex Sindaco di Roma fa riferimento dobbiamo affiancare non le azioni ma gli esempi.”

“Allora io dico che se si vuole davvero raggiungere quella unità a cui spesso veniamo richiamati è arrivato il tempo di ricostruire quello che nelle nostre città non più tardi di tre mesi fa ci ha consentito di vincere, ovunque, al primo turno nei nostri comuni. Un campo largo di forze che abbia, al primo posto, il desiderio di respingere la società del rancore che genera mostri e che trova, nella destra reazionaria di Salvini l’unica strada possibile. Serve dunque – aggiunge -, ora, una grande manifestazione popolare organizzata nelle nostre città per raccogliere quelle energie che si sono spese per affermare principi e valori e un disegno forte di comunità. Non è l’idea del partito dei Sindaci, superato dai fatti e dalla storia. È qualcosa di più, è la forza delle comunità riformiste, quelle in cui amministratrici ed amministratori si battono, ogni giorno, per fare in modo che nessuno resti indietro.”

“Raccogliamo le energie pulite e vitali dei nostri territori quelli che, ancora, hanno il coraggio di indignarsi se decine di uomini, donne e bambini scappati dalla guerra giacciono in mare o dai tanti ragazzi che hanno scelto di stare dalla parte dell’ambiente e dunque del futuro; parliamo con chi pensa che combattere la povertà non sia una utopia ma una cosa giusta e che le cose giuste, ancora oggi, possono essere una agenda politica da portare avanti. Il 26 maggio, nella mia città e in quelle di questa provincia quella ricetta risultò vincente, questa volta non so se sarà sufficiente ma, da parte mia, continuo a pensare che è meglio il rimpianto di avere perso una battaglia del rimorso di non averla combattuta in prima linea. Come sempre” conclude Ranalli.