Drammatica storia di una giornalista malata di tumore. Ancisi (LpRa): “eutanasia da ingiunzioni fiscali di Ravenna Entrate”

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, ha annunciato l’intenzione di proporre al Consiglio comunale di Ravenna di deliberare la definizione agevolata delle entrate tributarie comunali (sulla casa, sui servizi indivisibili, sui rifiuti, sull’occupazione di aree pubbliche, sulla pubblicità, sulle pubbliche affissioni, sul soggiorno nelle strutture ricettive).

“Questa facoltà è stata introdotta dalla legge 58 del 28 giugno 2019, ex Decreto Crescita, che consente di rateizzare il pagamento delle cartelle esattoriali arretrate notificate dal 2000 al 2017 senza che siano pagate penali – spiega Ancisi -.

“La finalità della norma è di superare l’irragionevole disparità tra i contribuenti dello Stato, che hanno già usufruito di tali agevolazioni con scadenza il 31 luglio 2019, e quelli degli enti pubblici territoriali, in primis i Comuni – prosegue il capogruppo -. Dovremo ben approfondire questa proposta, ma ora, più che coi discorsi, vale dimostrarne il senso profondo pubblicando la lettera che una giovane e nota ex giornalista locale (del Carlino, del Corriere e di un giornale on line) mi ha indirizzato.

“Caro Alvaro, ti scrivo come cittadina e avrei piacere, se quello che sto per raccontarti verrà da te utilizzato, di mantenere l’anonimato…

Nel 2012, mi viene diagnosticato in primavera un tumore maligno estremamente raro alla pelvi. La malattia, al momento della scoperta, aveva già divorato l’ischio e si era sviluppato nella pelvi fino a raggiungere il diametro di 9 cm.

Svolgevo la professione giornalistica dal 2002, ma ero una freelance… Mi aspettano sei cicli di chemioterapia… Nel frattempo, ho dovuto prendere una badante fissa per mia madre, vedova dal 2003 e sofferente di BPCO, di leucemia mieloide cronica e di demenza senile… Per la badante, integravo la sua pensione con 1.000 euro di tasca mia.

Mi sono messa alla ricerca di un posto in casa protetta. Una badante sola non riusciva a gestire una malattia complicata come quella della mia mamma. Ho trovato un posto a San Pietro in Vincoli in settembre: ero felice perché avrei potuto affrontare l’intervento che mi aspettava più tranquilla. 2.800 euro, per tre quarti di tasca mia.

Il 7 dicembre vengo operata al Rizzoli di Bologna. Un intervento altamente demolitivo mi ha asportato l’emibacino sinistro (mi hanno ‘disossata’) e impiantato una protesi d’anca. Mi ha salvato la vita, ma sono dovuta rimanere immobile a letto per due mesi. Ero sola, non avevo parenti, la mia mamma non poteva certo aiutarmi.

Ho dovuto prendere una badante, questa volta per me: tra la casa protetta di mia madre, la badante per me, il tutore ortopedico e tutto quello che serve per vivere, per circa sei mesi della mia vita ho speso ogni mese 6-7 mila euro.

Ho azzerato i risparmi, tutti. Nel frattempo, non lavorando, non avevo entrate. Ho venduto la casa in cui vivevo per pagare i debiti e mi sono trasferita in quella di mia madre, che nel frattempo era morta. Per riuscire ad andare avanti non ho pagato IMU, Irpef, contributi previdenziali.

Oggi mi ritrovo con l’80% di invalidità, un dolore cronico che mi costringe ad assumere oppioidi e un’infezione cronica (osteomielite) che mi costringe a cicli annuali di camera iperbarica e a medicazioni di una fistola sempre aperta per cui compro (tutto a mie spese) garze, cerotti e disinfettanti chirurgici.

Ho smesso la professione giornalistica perché le mie condizioni non mi permettono la velocità e l’impegno temporale di qualche anno fa… Ho avviato un’altra attività, che mi consente di rispettare i miei tempi e la mia condizione. Non ho mai chiesto un aiuto economico al Comune (ricevo l’assegno di invalidità di 285 € perché nel 2017 ho avuto un reddito di 439 €).

Nel frattempo sono cominciate a piovere cartelle esattoriali. Giustamente, non avendo pagato. Tuttavia, mentre con l’Agenzia statale delle Entrate si riesce a fare delle rate anche piccolissime, che ti consentono bene o male di affrontare la spesa, con Ravenna Entrate no. Le rate sono al massimo 12, punto. Non riesci a pagarle? Peggio per te…

Non credo – viste le difficoltà economiche di questi anni – di essere l’unica cittadina in queste condizioni. Non credo neanche che un Comune, che dovrebbe essere la casa di tutti noi, debba permettersi di martoriare in questo modo cittadini non disonesti, ma in grande difficoltà oggettiva. Credo che sia necessaria una riforma della tassazione locale (e dell’esazione). (V.R.)”.

Ancisi si è dichiarato pienamente d’accordo sulla necessità della riforma del regolamento: “al momento, basta una semplice deliberazione del Consiglio comunale da approvare entro il 9 settembre, che sono disposto anche a scrivere“.

Commenti

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  1. Scritto da Andrea

    Ecco cosa intendevo: non credo che casi come questo siano meno rilevanti e degni di attenzione rispetto ai presentati 11 progetti per il miglioramento delle condizioni di vita e salute dei detenuti (che, ripeto, benvengano).

  2. Scritto da A

    E’ assurdo che proprio un Comune di sinistra si atteggi ad implacabile esattore anche nei confronti di coloro che per motivi di salute si trovano nell’impossibilità prolungata di produrre reddito da lavoro. In una Società giusta e attenta ai bisogni delle persone, questi dovrebbero essere totalmente esentati da qualsiasi tassa o impegno burocratico.