Filo spinato sì, filo spinato no: il caso del San Biagio di Ravenna su Uno Mattina in Rai

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La vicenda dei cittadini del Borgo San Biagio di Ravenna – una decine di famiglie – che hanno tirato su del filo spinato attorno alle recinzioni delle loro abitazioni, a due metri di altezza, per proteggersi dai ladri e che per questo sono stati multati dalla Polizia locale – 50 euro l’importo – è diventata una notizia “nazionale” e oggi è finita nella trasmissione di RaiUno UnoMattina che ha ascoltato le parti in causa. Da una parte i cittadini tartassati dai ladri e poi multati, dall’altra il Comandante della Polizia locale Andrea Giacomini.

I cittadini intervistati – una decina – hanno segnalato i ripetuti casi di furti subiti e rappresentato la loro esasperazione, che li ha portati appunto a una misura estrema, quella di mettere a due metri di altezza del filo spinato fra le loro proprietà confinanti per evitare il passaggio dei ladri, anche se tale misura – come è stato detto in trasmissione – non ha sortito gli effetti sperati, perché i ladri sono tornati lo stesso.

Il Comandante ha ricordato che l’intervento della Polizia locale è nato da una richiesta di un vicino che vive nei dintorni, che ha segnalato la presenza del filo spinato e ha voluto sapere se si trattava di una cosa regolare oppure no. A quel punto è partito il controllo e c’è stata la successiva contestazione della violazione al regolamento edilizio che vieta, non solo a Ravenna, ma ovunque, l’uso in città del filo spinato per difendere le proprietà.

Il Comandante ha fatto capire che si tratta anche di una regola di buon senso poiché se i Comuni autorizzassero l’uso del filo spinato poi al primo bambino che si fa male o al primo animale vittima del filo spinato gli stessi cittadini chiederebbero conto al Comune di un regolamento sbagliato.

Su questo tema si è mosso nei giorni scorsi Alvaro Ancisi (LpRa) che ha decisamente preso le parti dei multati, definendo quelle multe immotivate. Ancisi ha insistito sul fatto che quelle multe siano da annullare: “Se non bastasse l’applicazione logica del regolamento comunale, depone infatti per l’autoannullamento di queste multe la giurisprudenza di massimo livello che, incrociando il diritto di godere della proprietà “in modo pieno ed esclusivo”, come dice l’art. 832 del codice civile, con l’art. 51 del codice penale, giustifica l’utilizzo dei mezzi di difesa della proprietà alle sole condizioni che vi sia proporzionalità tra il bene proprio aggredito e l’offesa potenzialmente arrecabile all’aggressore, che tali mezzi non abbiano un’eccessiva capacità lesiva (come non l’hanno dei graffi) e che siano percepibili dall’aggressore (in modo che sia consapevole del pericolo a cui si espone con la propria condotta): condizioni rispettate tutte, senza dubbio, posando un filo spinato ad oltre due metri di altezza.”

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Commenti

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  1. Scritto da luca

    Ci penserà il nuovo governo giallo-rosso (visto che sono i colori di Ravenna!!!) che sicuramente applicherà le norme e le leggi del decreto sicurezza!!!!! Quello messo in piedi dall’altro governo!!!! 🙂 🙂 🙂

  2. Scritto da Andrea

    Vorrei fare presente al Comandante che il buon senso prevede anche che questi delinquenti,se vengono acciuffati,il giorno dopo non siano subito liberi di poter riprendere la loro”attività”.Le leggi fanno acqua da tutte le parti e a doverne fare le spese è sempre più spesso la gente onesta che cerca di poter avere un po’ di tranquillità.

  3. Scritto da A

    Il Comandante dei Vigili avrebbe detto che “il regolamento edilizio vieta, non solo a Ravenna, ma ovunque, l’uso in città del filo spinato per difendere la proprietà.” Implicitamente ammette che in campagna non sarebbe vietato. Fossi un ladro di campagna, sarei alquanto contrariato per la disparità di trattamento rispetto al ladro di città.