Quantcast

Gruppi di opposizione su sospensione vertici Autorità Portuale Ravenna: “Nominare subito nuovo presidente”

Dopo la notizia della sospensione per un anno dall’incarico di Daniele Rossi, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, Paolo Ferrandino, segretario generale della stessa AdSP e di Fabio Maletti, direttore tecnico dell’Ente Porto nell’ambito del procedimento giudiziario per i reati ambientali e amministrativi collegati alla presenza della Berkan B nelle acque della Pialassa dei Piomboni, le opposizioni prendono posizione e non sono morbide verso AP e Rossi.

RAVENNA IN COMUNE

Il capogruppo di Ravenna In ComuneMassimo Manzoli ribadisce in una nota scritta “di essere stati gli unici, o quasi, a porre domanda diretta sul tema del cimitero delle navi e che il presidente Rossi aveva risposto affermando che “… le navi, adesso questo mi sembra che si riferisse ancora una volta alle navi in Piallassa, per cui ripeto, l’ho già detto, la responsabilità delle navi non è dell’Autorità Portuale, quindi non so cosa dirvi, è responsabilità della Capitaneria di Porto. La fauna… quindi insomma con le navi concordo… ah sì, se avevamo segnalato, certamente, abbiamo più volte segnalato che anche per recuperare spazio in banchina e quindi per recuperare spazio alle attività portuali abbiamo sollecitato alla definizione di una soluzione. Noi sappiamo che qualcosa di simile, una sorta di rimozione delle navi è stata fatta dal comando centrale della Capitaneria di Porto nell’area del porto di Civitavecchia. Quindi, insomma, abbiamo più volte sollecitato perché la stessa procedura… la Capitaneria, perché la stessa procedura si potesse applicare, si applicasse anche al nostro caso”.”

“Non tocca a noi stabilire se la competenza della rimozione spettasse e spetti a Capitaneria di Porto o Autorità Portuale, e quindi se i vertici di AP abbiano infranto la legge. Tocca a noi sottolineare l’enorme sicurezza del presidente Rossi nel “non rispondere” spesso alle nostre domande. Tocca a noi, però, sottolineare anche che tutto ciò era prevedibile e lo avevamo previsto. Continuiamo a ribadire che per il porto, per l’hub portuale, viste le enormi difficoltà e variabili, serviva e serve un piano B (nel caso tutto non andasse come si immaginavano). Un’alternativa o via d’uscita su un argomento così importante per la vita della nostra città è essenziale. Accogliamo con piacere gli amici dell’opposizione che, da oggi, si uniscono alla nostra richiesta” conclude Manzoli di Ravenna in Comune.

MEET UP A RIVEDER LE STELLE

Il Meetup A riveder le stelle di Ravenna si complimenta per il lavoro finora svolto dalla Magistratura sul caso Berkan B. “Da mesi  – spiega – stiamo segnalando e denunciando la drammatica vicenda in atto nel Porto di Ravenna da ottobre 2017, senza che nessuna delle istituzioni abbia mai aperto bocca in merito, né tantomeno agito. La soddisfazione è comunque molto misera, perché le denunce e le richieste di intervento urgente che abbiamo effettuato a tutti i livelli, non sono riuscite a fermare il disastro ambientale.”

“Dopo la prua completamente affondata in marzo 2019, anche lo spezzone di poppa, dove sono alloggiati cisterne e motori, è ad un passo dal completo affondamento – aggiunge Meet Up – e a quel punto nemmeno il minimo contenimento delle panne sarà più efficace: un disastro di proporzioni e durata inimmaginabili per la salute dei cittadini, per il nostro patrimonio ambientale, per la salubrità delle acque, per il Porto stesso. Se non verranno presi provvedimento al più presto, la carcassa affonderà e lì verrà lasciata per sempre. Tra Berkan e “cimitero delle navi”, la Pialassa Piomboni è divenuta a tutti gli effetti una discarica abusiva di materiali tossici e pericolosi, non sappiamo gestita da chi e in base a quali normative. Ravenna non può più permettersi di sacrificare i propri cittadini e l’ambiente, già inquinatissimo, sull’altare della politica, fatta di nomine senza competenza, di indifferenza ed inerzia, di sperpero di denari pubblici e di progetti faraonici, di fatto, irrealizzabili.”

“Perché, oltre la Berkan, le assurde vicende di questi mesi stanno ponendo all’attenzione anche la questione “terminal crociere” ed il progetto di cosiddetto “hub” portuale. Una via crucis che procede da oltre 10 anni, tra grandiose varianti poi abortite, profondità di fondali inverosimili, escavo per oltre 7 chilometri in mare aperto, la famosa “curva” davanti ai Piomboni che renderebbe inutili approfondimenti sovradimensionati, il riciclo dei fanghi mai preso in considerazione e il cui spandimento devasterà ettari ed ettari di paesaggio prossimo alla località turistiche e non ancora cementificato, casse di colmata come discariche e sequestrate, inquinamento e distruzione, da mare e da terra, della Pialassa dei Piomboni. Italia Nostra, che ha firmato una delle due denunce depositate in febbraio e marzo, valuterà nei prossimi giorni se costituirsi parte civile. Invitiamo le altre associazioni di tutela ambientale, finora silenti, ed il Comune di Ravenna, il cui Sindaco è tutore della salute pubblica e membro del comitato esecutivo del Parco del Delta del Po – Parco che ricomprende le acque, la flora, la fauna e i fondali dei Piomboni – a fare altrettanto” conclude il Meet Up grillino.

FORZA ITALIA

Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia, si unisce al coro e sostiene che “nella denegata ipotesi che la sospensione dalla carica per i tre vertici apicali dell’Autorità non dovesse decadere, il rischio che tutto il lavoro fin qui svolto per l’approfondimento del canale Candiano vada in fumo è purtroppo concretissimo. Da parte nostra non vi è dunque alcuna valutazione sul merito delle motivazioni giuste o sbagliate della misura cautelare: non è compito della politica, ma dei difensori e della magistratura. La speranza è ovviamente che l’innocenza degli indagati venga provata al più preso e che le misure cautelari perdano efficacia con rapidità.”

“Tuttavia – continua – non si può restare con le mani in mano mentre l’iter giudiziario prosegue senza un’interlocuzione preliminare con il governo affinchè, qualora divenisse inevitabile la nomina di un commissario, egli avesse le caratteristiche professionali e “politiche” per poter portare avanti ciò che il Presidente Rossi e la sua squadra hanno fin qui prodotto, arrivando – è il caso di dirlo – a pochissimi metri dal traguardo. In questo senso è d’obbligo che il Sindaco si attivi quanto prima con le istituzioni competenti, perché il porto di Ravenna ha già perso troppe opportunità e ha subito troppi ostacoli per essere costretto ad aspettare anche un’eventuale ulteriore inerzia”.

LA PIGNA

Arriva anche il commento del capogruppo della lista di opposizione La Pigna, Veronica Verlicchi che informa di aver provveduto a depositare una mozione nella quale si chiede al sindaco di attivarsi presso il Ministro delle infrastrutture e il presidente della Regione Emilia-Romagna al fine di procedere alla nomina di un nuovo Presidente dell’Autorità portuale.

“La Presidenza dell’Autorità portuale, firmata Daniele Rossi ha mostrato fin da subito segnali preoccupati. E fin da subito, la nostra lista civica ha espresso forti dubbi sulla competenza di questo Presidente – spiega Verlicchi – nominato dall’allora Ministro Pd delle infrastrutture Graziani Delrio.  Dubbi difronte ai quali il Pd ravennate ha fatto muro, non senza l’aiuto di alcuni esponenti della minoranza, arrivando addirittura ad accusarci di essere contro gli interessi del porto di Ravenna. Al contrario, era proprio la nostra preoccupazione per le sorti del porto che ci ha spinti in più occasioni a cercare di portare il Presidente Rossi nella sala del Consiglio comunale di Ravenna per informare riguardo i suoi progetti e giustificarne i ritardi. La sua presidenza era, però, già segnata fin dal primo momento quando la sua nomina arrivò dopo l’uscita dell’ex Presidente Galliano di Marco e il conseguente commissariamento di ben 8, sentenziata dallo stesso Derio che sollecitata dai vertici Pd Ravennati. ”

“Sta di fatto che a subire le conseguenze delle scelte della dirigenza Dem ravennate siamo ancora una volta noi cittadini. Perché se per quanto riguarda l’annosa questione del disastro ambientale della Berkan B occorrerà attendere l’esito delle indagini della procura ravennate prima di addossare a Rossi le colpe, per ciò che concerne la sua presidenza si hanno già tutti gli elementi inequivocabili per poterne tirare le somme. A 3 anni dalla nomina di Rossi – conclude Verlicchi  – il progetto di escavo dei fondali del Candiano é letteralmente insabbiato. Il porto turistico perde navi a rotta di collo e quello commerciale continua a segnare risultati con il segno meno. Per non parlare del disastro Marina di Ravenna, dove l’autorità portuale continua a fare danni mantenendo canoni demaniali altissimi che ne impediscono lo sviluppo commerciale e continuando a sostenere la gestione fallimentare di Marinara. Il nuovo ministro delle infrastrutture Paola Micheli, di cui il sindaco de Pascale asserisce di avere ottimi rapporti decida immediatamente per il commissariamento di detto ente oppure per la decadenza di Daniele Rossi e la contestuale nomina di un nuovo presidente”.