“Non chiamateli delitti d’amore”: Carla Baroncelli parla del femminicidio Ballestri su Videoregione

La giornalista di inchiesta e scrittrice Carla Baroncelli, autrice di ‘Ombre di un processo per femminicidio. Dalla parte di Giulia’ (un’analisi del caso Ballestri-Cagnoni) dopo varie soste in città e paesi, è stata ospite del Salotto Blu di Videoregione a Forlì: l’intervista andrà in onda su Videoregione rossa (12 sul telecomando) sabato 21 settembre alle 23.15 e domenica 22 alle 7.30 e alle 13.30, e su Videoregione blu (112 sul telecomando) domenica 22 alle 00.45, alle 15.45 e alle 19.30.

“Il 25 e il 26 settembre – scrive la Baroncelli in proposito sulla sua pagina Facebook – si apre il processo a Bologna in corte d’Assise d’appello contro Matteo Cagnoni condannato all’ergastolo in primo grado per il femminicidio di Giulia Ballestri. La linea difensiva dell’imputato è chiara: io non sono stato, ma se dite che sono stato io… ero talmente fuori di me…non stavo bene… raptus? tempesta emotiva? Pertanto la difesa chiederà una perizia psichiatrica. In pratica una riduzione della pena. 30 anni? 16 anni con le attenuanti, non più aggravanti? 12 anni per buona condotta? Arresti domiciliari… Senza tener conto che i femminicidi muovono dalla volontà di un uomo di eliminare una donna che li ha rifiutati, che ha detto di no, che ha detto basta, che ha detto voglio una vita diversa. Per questo saremo al processo. Per continuare ad ascoltare, capire e raccontare mantenendo al centro la vita delle donne uccise perchè si sono opposte al potere di un uomo che voleva farla da padrone”.

“Ma la domanda è sempre la stessa: – continua la Baroncelli – perchè gli uomini uccidono le donne che li vogliono lasciare? Gran parte degli uomini è incapace di elaborare gli abbandoni, è incapace di accettare le conseguenze delle decisioni che le donne prendono rispetto alla propria vita, è incapace di sopportare di perdere potere e dominio sulla vita di donne che considerano di loro proprietà. Un profondo rammarico è per certa stampa che ancora oggi racconta i femminicidi come fossero delitti d’amore o d’onore, inoculando così la sensazione che la vittima abbia delle responsabilità nell’essersi andata a cercare la punizione e il responsabile abbia avuto buone ragioni con le quali empatizzare … mi tradiva, l’amavo, non mi voleva più… Insomma, le Ombre sono tornate”.

Carla Baroncelli

Carla Baroncelli ha seguito le 30 udienze del processo di primo grado per capire perché Giulia è stata uccisa, e per farlo legge ciò che rimane in ombra perché le parole dette, anche nelle aule di un tribunale, nascondono stereotipi e pregiudizi di genere. Le udienze del processo sono l’occasione per ragionare di violenza di genere, di educazione di genere, di molestie e maltrattamenti, di femminicidio, di patriarcato e di potere maschile sulle donne.

Carla Baroncelli è stata giornalista alla cronaca del Tg2 per 23 anni, di cui cinque passati a seguire il processo Marta Russo, la studentessa uccisa nel 1997 in un vialetto dell’Università la Sapienza di Roma. Ha seguito le 30 udienze del processo di primo grado a Matteo Cagnoni.