La Polizia di Ravenna arresta tre pregiudicati, uno di questi era in regime di detenzione domiciliare presso il Nuovo Villaggio del Fanciullo

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La Polizia di Stato ha condotto in carcere venerdì 11 ottobre M. R., 42enne foggiano, per il reato di violazione degli obblighi di sorveglianza speciale. M.R. fu arrestato in Puglia il 26 ottobre 2017 per aver violato gli obblighi della sorveglianza speciale a cui era sottoposto, con fine pena nel febbraio 2020. Successivamente, nel settembre scorso, con ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Lecce M.R. venne ammesso al regime della detenzione domiciliare presso la Comunità Terapeutica Nuovo Villaggio del Fanciullo di Ravenna. Dal suo ingresso nella struttura M.R. aveva però iniziato a mostrare un atteggiamento polemico e oppositivo nei confronti degli operatori della struttura, arrivando finanche a istigare gli altri ospiti della Comunità alla ribellione.

In considerazione di tali comportamenti, la Comunità si è vista costretta a revocare la sua disponibilità a proseguire il progetto terapeutico di recupero di M.R. Ieri l’Ufficio di Sorveglianza di Bologna, alla luce di quanto accaduto, ha revocato la misura della detenzione domiciliare nei confronti di M.R. che è stato prelevato dalla Comunità dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Ravenna e condotto in carcere.

La Squadra Mobile ha arrestato M.G., 55enne ravennate, in esecuzione a un ordine di esecuzione per la carcerazione, che è stato emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Ravenna, in quanto M.G. doveva scontare la pena di due anni e otto mesi di reclusione, in relazione al reato di violenza sessuale continuata per il quale venne denunciato nel 2012. Il provvedimento restrittivo, dell’11 ottobre scorso, è stato emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali una volta che la sentenza di condanna è divenuta definitiva in seguito al ricorso in Cassazione a conclusione dell’iter processuale: venne condannato dal G.U.P. presso il Tribunale di Ravenna nell’agosto 2015, ricorse poi in Appello che lo condannò nel settembre 2017 quindi il ricorso alla Suprema Corte che ha confermato la condanna dei Giudici dell’Appello.

Ieri pomeriggio gli investigatori della Squadra Mobile hanno rintracciato M.G. e, dopo le formalità del caso, lo hanno dichiarato in arresto e condotto alla Casa Circondariale di Ravenna dove dovrà scontare la condanna.

La Polizia di Stato ha infine dato esecuzione all’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vasto (CH), nei confronti del 50enne M.R. torinese domiciliato a Ravenna, per il reato di atti persecutori. L’uomo nello scorso mese di settembre è stato denunciato dalla ex moglie vittima della sua condotta vessatoria.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vasto (CH), all’esito delle indagini svolte dagli investigatori del Commissariato di P.S. di Vasto (CH) per chiarire la vicenda,  ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini, emettendo nei confronti di M.R. la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla ex moglie.

Contestualmente M.R. dovrà astenersi da qualsiasi forma di comunicazione (telefonica, informatica, etc.) e mantenere una distanza si almeno 1000 dalla donna. Il provvedimento è stato eseguito ieri dagli agenti della Sezione reati contro la persona della Squadra Mobile di Ravenna.

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