Nuova tensostruttura esterna al Fellini: piazza Kennedy vuole diventare il salotto buono di Ravenna fotogallery

Sarà inaugurata ufficialmente giovedì 24 ottobre alle 19.30 alla presenza dell’assessore Roberto Fagnani, forse accompagnato dal sindaco e poi domenica 27, con un evento sfilata nell’ambito della manifestazione GiovinBacco, la nuova struttura esterna del Fellini Scalino 5 in piazza Kennedy, che punta così a diventare il secondo salotto buono della città, forte delle meraviglie storico-architettoniche da cui è circondata, come il Palazzo Rasponi delle Teste e la Casa del Mutilato.

Sciolto il mistero di cosa si celi dietro il cantiere aperto l’8 ottobre scorso, che molti ravennati avranno notato in questi giorni davanti al locale: si tratta di un dehor innovativo, pensato per inserirsi con gusto nel contesto della piazza, valorizzandola, a vantaggio dei tanti turisti, ma anche dei ravennati di passaggio, dal pranzo alle ore piccole – l’orario del locale è stato infatti allungato nell’ultimo anno dalle 11 di mattina alle 3 di notte.

La struttura, composta da tre piattaforme in legno a diverse altezze, sopraelevate dal piano stradale e ombreggiate da vele bianche, è interamente smontabile, non prevede fissaggi a terra che intacchino la pavimentazione della piazza e si pone come una sorta di “palco” dal quale osservare lo spettacolo vero e proprio, che è quello della piazza stessa e degli eventi che vi trovano posto. Solo la piattaforma più rialzata, anche per garantire la sicurezza di chi la occuperà, sarà circondata da una balaustra in vetro, le altre due resteranno aperte.

Vi troveranno posto sedie e tavolini per un totale di 80 coperti e i gestori, forti di un recente passaggio societario che ha visto uscire dalla compagine una socia storica come Erika Buratti ed entrare Gennaro Ferrara, punteranno tutto sulla ristorazione, coinvolgendo chef esperti, che sappiano elaborare proposte culinarie ricercate.

L’investimento, totalmente a carico dei soci del Fellini, si aggira attorno ai 60-70mila euro e i pezzi che compongono la struttura sono stati creati artigianalmente, ad hoc per il progetto. Anche l’opera d’arte che sovrasta la gradinata ne trarrà valorizzazione: sarà protetta dal passaggio e verrà adeguatamente illuminata con dei faretti.

Lo spazio sarà fruibile sia d’estate, quando costituirà l’unico angolo veramente ombreggiato e fresco della piazza, sia d’inverno, almeno nelle ore calde della giornata, sfruttando l’esposizione a sud e l’irraggiamento solare. Possibile anche che si studino soluzioni per riscaldarlo artificialmente , meno impattanti e più confortevoli dei classici “funghi”.

Entrando in qualche dettaglio di tipo tecnico: la parte più rialzata sarà coperta da una vela autoportante di tipo nautico, con palo centrale di raccolta, coadiuvata da presidi che, in caso di folate di vento improvvise, le permettano di sganciarsi e riavvolgersi, evitando pericoli. Il tutto è sostenuto da due ponti sfalsati, appoggiati l’uno sull’altro che sono stati scelti per non impattare sulla veduta complessiva del palazzo, utilizzando colori in linea con la “tavolozza cromatica” del Palazzo del Mutilato e della sua facciata. I due “gradini” più vicini al piano stradale, saranno coperti da due grandi ombrelloni.

Il progetto nasce nel 2016, quindi in piena ristrutturazione di piazza Kennedy. Giuseppe Romagnoli, l’architetto che l’ha realizzato, ne ebbe l’idea e la sottopose ai gestori del Fellini, ai quali piacque molto. Partì così l’iter burocratico per renderla concreta.

“Il cantiere di piazza Kennedy ci ha messo in grande difficoltà – non nega Giuseppe Pietropaolo, socio e titolare del Fellini -, ma siamo sempre rimasti positivi e abbiamo pensato da subito di guardare lontano, fare un bel lavoro in piazza anche per arredarla, dato che ci sembrava un po’ spoglia”.

“Inizialmente la Sovrintendenza era un po’ titubante – non nasconde l’architetto Romagnoli – perché negli anni la Casa del Mutilato è stata pesantemente rivisitata dalle ristrutturazioni, che comunque l’hanno indubbiamente valorizzata. La gradinata esterna, per esempio, non è quella originale, che restava confinata al giardinetto interno, bensì una sua estensione, fatta per migliorare l’accesso alla struttura”.

“Quando però ho presentato il progetto – continua l’architetto Romagnoli – si sono ricreduti: vi hanno visto l’opportunità di completare la valorizzazione dell’arredo urbano della piazza”.

“Pensiamo che – conclude PietroPaolo – se la piazza è bella e con locali aperti 7 giorni su 7, sarà naturalmente attrattiva per i ravennati e per i turisti. E se è così, tutte le attività che vi si affacciano ne trarranno beneficio. Sentiamo voci di altri imprenditori che intendono investire sulle attività di piazza Kennedy e ne siamo ben felici: se cresce il fermento, cresce l’indotto e c’è più lavoro per tutti”.

E sulle possibili polemiche che spesso accompagnano ogni cambiamento in città dice: “sappiamo di non poter accontentare tutti, speriamo di accontentarne la maggior parte. Tutto questo è stato pensato per valorizzare la piazza e non solo per creare indotto commerciale. O quanto meno per farlo attraverso la valorizzazione. Sarà uno spazio in cui costruiremo anche eventi che coinvolgono le altre attività del centro storico: dopo la sfilata del 27, siamo già pronti per l’evento di halloween giovedì 31”.

Commenti

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  1. Scritto da marco74

    Tralasciamo la definizione di salotto buono che di buono non c’è niente ma a parte questo è ben noto ovunque in tutte le città del mondo che per esaltare bellezze di varie opere, piazze e monumenti necessitano tende ombreggianti e tavolini !!! non lo sapevate!!! ma infatti per migliorare l’aspetto di tutti i monumenti di ravenna potremmo installare tanti ombrelloni da spiaggia e magari qualche sdraio!! compreso di secchielli e palette !!

  2. Scritto da cromwell

    Ma la piazza è ancora uno spazio pubblico? Credevo fosse stata privatizzata.

  3. Scritto da S.N.

    Ma non erano quelli che si erano opposti con maggior “slancio” alla chiusura della piazza?
    Ora hanno “capito” che avevano ragione quelli favorevoli alla nuova piazza?
    Ben venga il “ravvedimento”