Pendolari di Godo: “Faremo causa a Trenitalia”. Intanto le fermate cominciano a tornare ma dei rimborsi si sa poco

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Il rimborso dei soldi spesi negli abbonamenti per un servizio di cui non hanno mai potuto usufruire, il ripristino delle fermate e anche, o forse in primis, delle semplici scuse da parte di Trenitalia per tutti i disagi subiti.

Queste in sostanza le richieste che i pendolari di Godo, una sessantina di famiglie, rappresentate dall’avvocato Emanuele Fregola di Ravenna, avrebbero portato all’incontro di mediazione fissato per ieri, martedì 22 ottobre, a Ravenna con l’azienda di trasporti. Mediazione che però è naufragata ancor prima di cominciare, visto che Trenitalia non si è proprio presentata.

“Dopo aver chiesto con largo anticipo questo incontro, solo ieri mattina alle 11 ci sono pervenute due righe da parte dell’azienda, che ne comunicavano l’assenza – spiega l’avvocato Fregola -. È ovvio che la sola presenza non sarebbe bastata a garantire la buona riuscita della trattativa, ma sarebbe stato letto come un segnale di buona volontà, di ascolto da parte dell’azienda”.

“E invece niente – prosegue l’avvocato -, ora non ci resta che procedere per vie legali, e nel contenzioso potrebbero entrare anche i pendolari di Classe. Chiederemo al giudice di quantificare, in via equitativa, anche i danni subiti per la forzata riorganizzazione subita dai pendolari, che avevano pianificato di usare il treno e da un giorno all’altro si sono ritrovati a piedi”.

La vicenda

La protesta dei pendolari di Godo va avanti da ormai un anno. Esattamente da quando, il 9 dicembre del 2018 è entrato in vigore l’orario invernale di Trenitalia, che ha visto la soppressione di numerose fermate alla stazione di Godo.

La riorganizzazione dei treni fa parte di un processo assai più ampio, non certo mirato a colpire i pendolari ravennati, quanto a garantire un miglior collegamento ferroviario tra Ravenna e Bologna, richiesto esplicitamente dalla Regione Emilia Romagna, committente del servizio, a Trenitalia, per ovviare all’oggettivo e annoso isolamento della città bizantina dal capoluogo.

Il progetto è stato elaborato da Trenitalia e condiviso con i tecnici della Regione che alla fine hanno dato l’ok per l’entrata in vigore. Ci si aspettavano applausi, ma piovvero fischi e proteste: Ravenna, con i nuovi treni e orari era più “vicina” a Bologna, ma i pendolari delle stazioni minori restavano a piedi.

In particolare Classe (con pochi frequentatori, però) e Godo (stazione decisamente più utilizzata), dove gli utenti si ritrovarono con un abbonamento annuale pagato profumatamente a settembre (circa 300 euro per i giovani e 500 per gli adulti), che da dicembre non potevano più utilizzare per la mancanza di treni che fermassero nella stazione negli orari utili.

Forse nessuno si sarebbe aspettato tutto questo “polverone” da un paese di mille abitanti. Ma così è stato.

“Non parliamo di rimborsi milionari – commenta l’avvocato Fregola -, si tratta di un contenzioso da 15mila euro in tutto, ma le famiglie ne hanno fatto ormai una questione di principio. Si sono sentite messe da parte dall’azienda”. Un po’ come se Trenitalia si fosse intascata i soldi degli abbonamenti senza rendere il servizio.

Se tutto sembra filare liscio fino a qui, a sentire il parere di Trenitalia si entra però in un cortocircuito comunicativo dal quale è difficile uscire. L’azienda ribadisce che le modifiche all’orario, con le conseguenti soppressioni di treni e fermate, non sono state un’iniziativa di Trenitalia, ma rispondevano alle richieste della Regione, che per l’azienda di trasporti è il committente, come a dire, il capo che ti dice cosa fare. Sulla base di quelle richieste, che prevedevano l’esigenza di collegamenti più rapidi Ravenna Bologna, fu elaborato un orario, che venne condiviso con gli amministratori e i tecnici regionali, preposti all’approvazione – ci tengono a ribadire in Trenitalia.

Non appena nacquero le proteste, vennero istituiti tavoli di confronto tra l’azienda, la Regione e i sindaci dei territori. “Da allora – dicono da Trenitalia – molto è stato fatto per venire incontro alle legittime richieste dei pendolari: il primo treno con fermata a Godo è stato reintrodotto il 17 dicembre 2018, un altro è subentrato a gennaio 2019, seguito da un successivo a marzo. Dal 9 giugno 2019 altri tre treni fermano a Godo, raggiunti da ulteriori tre a partire dal 9 settembre. Entro dicembre di quest’anno Godo arriverà ad avere 36 fermate in un giorno feriale medio, addirittura una in più di prima”.

Per quanto riguarda Classe, la situazione sembra più ostica: “Qualche cosa in più è stata fatta anche su Classe – aggiungono -, ma i cambiamenti più rilevanti si potranno apprezzare da gennaio 2020, con l’entrata in servizio dei nuovi treni sulla tratta, che grazie ad una maggiore accelerazione potranno consentire margini di manovra diversi di quelli fin qui a disposizione. Tutti questi impegni sono stati presi da Trenitalia e sono stati mantenuti”.

Il problema delle fermate dunque sembrerebbe in via di risoluzione, resta però quello dei rimborsi. “Ci risulta – continuano da Trenitalia – che la Regione abbia disposto di riconoscere un mese di abbonamento gratuito a chi ha subito i disagi. La misura non è ancora entrata in vigore ma dovrebbe essere comunicata a breve”.

Ma allora come mai se molte delle istanze, nel concreto, sembrano affrontate, da entrambe le parti, pendolari da un lato e Trenitalia dall’altro, si assiste ad un muro contro muro che probabilmente sfocerà in una causa legale?

L’impressione è che fin dall’inizio, tra le parti in causa, ci si sia ascoltati poco e di conseguenza, capiti poco. Trenitalia si è relazionata quasi esclusivamente con la Regione e con i sindaci, dunque per via istituzionale, cosa che è anche comprensibile, visto che il servizio è erogato dall’azienda ai cittadini, ma sulla base delle richieste della Regione.

Ma i soldi dei biglietti e degli abbonamenti l’azienda li percepisce direttamente dai cittadini, che di conseguenza vedono in Trenitalia l’interlocutore di riferimento. E il fatto che non presenzi nemmeno ad un incontro di mediazione non è certo un buon segnale nei loro confronti.

 

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Commenti

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  1. Scritto da Antonio Pagnani

    NON RIESCO A CAPIRE PERCHE LE FERROVIE REGIONALI CONVOCANO I PENDOLARI POI NON SI PRESENTANO . QUESTA è la serietà dei servizi regionali ai cittadini noi di Godo mi permetto di aggiungere anche Classe. siamo molto stanchi di sentirci presi in giro . non vorrei che tirando la corda si rompesse del tutto . Poi non dimentichi la regione E.R CHE A BREVE SI VOTA .