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Un presidio davanti al carcere per chiedere che Matteo Cagnoni sia trasferito da Ravenna

Oggi, 25 novembre, ricorre la celebrazione della Giornata Nazionale contro la violenza sulle donne. E proprio in un giorno così significativo diamo spazio all’iniziativa promossa da Udi, Linea Rosa, Casa delle Donne di Ravenna e Associazione Dalla Parte dei Minori a partire da questo venerdì 29 novembre: un presidio settimanale, davanti al carcere di Ravenna, tutti i venerdì dalle 17.30 alle 18, per affermare a gran voce che il posto dell’ergastolano Matteo Cagnoni, condannato per il cruento femminicidio della moglie Giulia Ballestri non è la casa circondariale della città, ma un carcere adeguato, come quello della Dozza di Bologna, dove originariamente era stato trasferito.

Anche dopo la sentenza di secondo grado, che ha confermato la condanna, Cagnoni continua ad essere detenuto nella casa circondariale di Ravenna, dove è stato trasferito su sua pressante richiesta praticamente un anno fa, il 23 novembre del 2018, dopo appena 112 giorni trascorsi alla Dozza. Richiesta che Cagnoni avanzava da molto tempo, già durante il lungo processo di primo grado, apportando come motivazione le sue crisi di panico, che a Bologna sarebbero peggiorate, oltre al bisogno di vivere più vicino ai suoi tre figli, affidati al fratello della donna che ha assassinato perchè voleva separarsi da lui.

La casa circondariale ravennate però, non è idonea ad ospitare condannati per reati così gravi come l’omicidio pluriaggravato. I detenuti che ospita sono tutti condannati in via definitiva a pene non superiori a 5 anni o in attesa di giudizio.

L’iniziativa fa seguito all’interpello del 29 novembre 2018 promosso dalle avvocate delle associazioni parti civili al processo, rivolto alle autorità competenti, compreso l’allora Ministro della Giustizia Bonafede, alla raccolta firme su change.org che era arrivata a superare la quota di 60mila e la partecipata fiaccolata cittadina che si svolse il 12 dicembre 2018, quando donne e uomini contrari a questo trasferimento, si unirono dietro allo striscione “Nè privilegi, nè disparità. Per Giulia Ballestri”.

“Se tutte le azioni fatte fin qui non bastano – si legge nel volantino che promuove l’iniziativa e invita tutta la cittadinanza a prendere parte – se le regole dell’ordinamento giuridico e le prassi organizzative penitenziarie non valgono, come sembra, per tutta la popolazione carceraria ristretta in via cautelare o definitiva, faremo di più“.

L’appuntamento per chi volesse partecipare al presidio è dunque ogni venerdì dalle 17.30 alle 18 davanti all’ingresso della Casa Circondariale di Ravenna in via Port’Aurea. È possibile coordinare la propria presenza con UDI o Linea Rosa ai seguenti contatti:

udiravenna@gmail.com  – 0544/461934
linearosa@racine.ra.it – 0544/216316.