Il Sindaco Michele de Pascale scrive a Cristina Muti: “non siamo pronti, questa notizia ci ha colto di sorpresa”

La lettera di Cristina Muti ai suoi collaboratori era sul tavolo da quasi due settimane. E doveva rimanere segreta o comunque un fatto interno alla Fondazione e al Festival. Così non è stato. Perché è impossibile tenere chiusa in un cassetto una cosa così grande. Perciò quando la lettera è diventata di dominio pubblico lo sconcerto è serpeggiato e chi stava ancora meditando il da farsi di fronte alle parole della signora Cristina Muti è stato colto di sorpresa. Fra questi probabilmente lo stesso Sindaco, che ora prende carta e penna e scrive alla creatrice e all’anima del Ravenna Festival una lettera accorata, chiedendole di non abbandonare la nave così all’improvviso, perché “non siamo pronti, questa notizia ci ha colto di sorpresa e la responsabilità non è tua, ma nostra che non ci siamo preparati come dovevamo: quindi ti chiedo a nome di tutti i cittadini di Ravenna di fare in modo che i tuoi occhi continuino ad osservarci e la tua mano ad indirizzarci, qualche volta anche sgridandoci se dovessimo abbassare il livello della nostra ambizione.”

Scrive il Sindaco Michele de Pascale: “Carissima Cristina, non ti nascondo che siamo tutti dispiaciuti per la tua decisione e anche preoccupati per il percorso futuro del Festival e più in generale dell’offerta culturale di Ravenna. In primo luogo perché in questi trentuno anni con il tuo lavoro hai cambiato la nostra città, rendendola migliore e aprendo strade che parevano impraticabili.

Negli anni ’90 Ravenna ha riscoperto le potenzialità del proprio patrimonio artistico, archeologico e turistico e della creatività dei suoi cittadini. Tu hai avuto lo straordinario merito di aver saputo comprendere questa enorme potenzialità e di aver cambiato la città, accendendo su di lei i riflettori e accendendo la fiamma della cultura, della musica, del teatro e della poesia.

Hai contribuito a dare vita ad una Ravenna consapevole della sua ricchezza e grandezza, non solo collocate nel passato, e di come la nostra storia possa essere fonte di straordinaria ispirazione, anche per la produzione artistica contemporanea. E così grazie a te Ravenna ha cambiato volto, è divenuta uno dei palcoscenici più prestigiosi al mondo, in grado di attirare sempre di più l’attenzione del turismo internazionale colto e amante dell’arte.

La città è preoccupata non perché non abbia fiducia nella straordinaria squadra che hai voluto con te per il nostro Festival e nelle relazioni internazionali che sono state costruite, ma perché tu sei la madre del Festival, la sua anima e quel fil rouge di continuità che fa sì che tanti eventi straordinari diversi tra loro abbiano una radice comune e un’identità unica.

In questi ultimi anni ci è stato evidente che avevi scelto dapprima di lasciare la direzione artistica, poi di affidare la regia di una delle opere della Trilogia d’Autunno, ma tutti abbiamo fatto un po’ finta di nulla, sperando che questo momento potesse avvenire fra qualche anno, anche se avevamo intuito che si stava avvicinando.

Siamo convinti che proprio per il lavoro straordinario che hai fatto, non ci troviamo davanti ad un evento, il Festival, che inizia e si conclude con il lavoro della sua ideatrice, a differenza di altri; perché hai saputo fare crescere grandi professionalità e creare relazioni internazionali che si sono radicate in città.

Però non siamo pronti, questa notizia ci ha colto di sorpresa e la responsabilità non è tua, ma nostra che non ci siamo preparati come dovevamo: quindi ti chiedo a nome di tutti i cittadini di Ravenna di fare in modo che i tuoi occhi continuino ad osservarci e la tua mano ad indirizzarci, qualche volta anche sgridandoci se dovessimo abbassare il livello della nostra ambizione. Con affetto e stima, Michele.”

Fin qui in Sindaco. La Fondazione Ravenna Manifestazioni per ora non ha emesso alcuna nota ufficiale e si allinea con le parole del primo cittadino. Il Sovrintendente Antonio De Rosa lascia intendere comunque che qualcosa di più sarà messo in chiaro il 14 dicembre in occasione della presentazione alla città della XXXI edizione del Festival. E non mancherà nell’occasione la stessa Cristina Mazzavillani Muti, che a questo punto sarà chiamata magari a puntualizzare ad uso dei media e del pubblico il senso di quelle parole che dovevano rimanere circoscritte a una ristretta cerchia di collaboratori.