Cervia. Lavoro in nero alla casa famiglia: i sindacati chiedono al Prefetto un tavolo provinciale

CGIL, CISL e UIL commentano: “la recente inchiesta che ha evidenziato irregolarità nella gestione del personale di una casa famiglia di Savio di Cervia, è l’ennesima dimostrazione della presenza sul nostro territorio di fenomeni distorsivi del mercato del lavoro che vanno rigettati con decisione dall’intero sistema produttivo e dalle istituzioni. Quanto emerso dalle importanti attività d’indagine dimostra il progressivo espandersi del fenomeno a nuovi settori d’attività e quindi la necessità di riprendere urgentemente il tema, con la regia della Prefettura e con una consapevole e convinta partecipazione di tutte le istituzioni e dell’insieme delle associazioni di categoria. Per questi motivi, Cgil, Cisl e Uil chiedono al Prefetto la convocazione del “Tavolo provinciale sul mercato del lavoro ed il rispetto delle regole”.

Da tempo le organizzazioni sindacali denunciano “la presenza diffusa di lavoro nero, di situazioni riconducibili al caporalato, di un uso spregiudicato degli appalti e delle terziarizzazioni finalizzati a ridurre il costo del lavoro applicando “contratti pirata”, lucrando sulla perdita delle condizioni di miglior favore per i lavoratori a fronte di continui cambi d’appalto, con omessi versamenti contributivi e d’imposta. Pratiche incompatibili con un tessuto economico improntato alla legalità, al rispetto delle regole, alla leale concorrenza e che danneggiano l’intera collettività. Nel caso oggetto d’inchiesta, è emersa la fornitura di personale da parte di una società di servizi, tramite un contratto d’appalto fittizio finalizzato alla somministrazione irregolare di manodopera ed all’evasione contributiva”.

“Si tratta – concludono i Sindacati – di un fenomeno estremamente preoccupante, già registrato nel nostro territorio, anche se con implicazioni di minore gravità, e sviluppatosi soprattutto nell’ambito dei pubblici esercizi e del turismo, tanto che è stato oggetto di uno specifico protocollo sottoscritto nel 2019 in Prefettura fra i sindacati, le associazioni d’impresa e i sindaci di Ravenna e Cervia. Quella firma è stata l’occasione per una prima riunione in Prefettura, con l’obiettivo di definire tavoli tecnici e di approfondimento con le parti sociali, le istituzioni, tutte le autorità competenti e gli organismi ispettivi per prevenire il diffondersi di questi fenomeni. Dobbiamo registrare che quegli impegni ad oggi non hanno avuto seguito e che non tutte le rappresentanze del mondo produttivo hanno riconosciuto le criticità evidenziate con la medesima convinzione”.