Faenza. Per via del Coronavirus salta il viaggio dei ceramisti in Cina, a Fuping

Era prevista per la prossima settimana la partenza per la Cina di una delegazione di ceramisti italiani, selezionati per uno scambio culturale e professionale con il Fuping International Pottery Art Village, città a pochi chilometri da Xi’An. Ma, in seguito all’emergenza Coronavirus, il workshop, che doveva durare una quarantina di giorni, è stato annullato.
“Per noi che ci occupiamo di ceramica le relazioni con la Cina sono decisive –  spiega il vicesindaco di Faenza Massimo Isola, presidente del AiCC Associazione Italiana Città della Ceramica -. Grazie ad una serie di importanti progetti internazionali siamo riusciti a costruire importanti rapporti che sono fondamentali per la ceramica faentina e italiana. Purtroppo l’emergenza Coronavirus rischia di avere delle ricadute, dirette ed indirette, anche in questo settore”.

Sono due i grandi progetti che vedono la ceramica al centro del rapporto tra Faenza, l’Aicc – Associazione Italiana Città della Ceramica e la Cina: il primo riguarda Jingdezhen, capitale mondiale della maiolica, dove ogni anno ad ottobre si svolge la più grande fiera internazionale della ceramica e dove nel 2019 è stata allestita un’esposizione dedicata alla ceramica faentina ed europea.
“La città di Faenza ha un rapporto decennale con Jingdezhen, dove circa 120 mila persone sono impiegate nel settore della ceramica. Da tempo stiamo lavorando per avere una delegazione di Jingdezhen all’edizione 2020 di Argillà, festival e mostra mercato della ceramica in programma dal 4 al 6 settembre, organizzato dal Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza insieme al Comune di Faenza e in collaborazione con AiCC. Proprio quest’anno è in programma una grande mostra sulla porcellana di Jingdezhen. Poi a ottobre saremo noi ad essere loro ospiti. Si tratta di mostre complesse che prevedono un’organizzazione di molti mesi ma ad oggi la programmazione è stata messa in stand by. Siamo d’accordo di riprendere i ragionamenti tra qualche settimana, dopo i primi di marzo, per capire come procedere”.

Il secondo grande progetto tra la ceramica italiana e cinese riguarda uno scambio culturale e professionale con la città di Fuping, attivato nel 2019 e in programmazione fino a settembre 2020. Si tratta di un progetto che prevede la realizzazione di cinque workshop in Cina destinati a 30-40 ceramisti italiani, attentamente selezionati ed in particolare provenienti dalle Città della Ceramica aderenti ad AiCC. Ed è proprio il workshop in partenza la prossima settimana, a cui doveva partecipare anche il ceramista  faentino d’adozione Oscar Dominguez, ad essere “saltato”.

A Fuping c’è una grandissima fabbrica di porcellana dove vi è uno dei più grandi musei della ceramica internazionale al mondo. 20 anni fa una delegazione italiana partecipò ad una residenza d’artista e ne nacque una collezione di ceramica scultorea contemporanea italiana – spiega Isola -. Il progetto attivato a luglio 2019, prevede una nuova collezione, realizzata da una quarantina di artisti italiani: una parte delle sculture entreranno a far parte della collezione permanente, mentre altre diventeranno una mostra itinerante, che toccherà molte città della Cina e dell’Europa”.

Le prime due delegazioni di artisti sono partite nel 2019, ma il terzo gruppo doveva partire la prossima settimana. “La decisione di bloccare la partenza, prevista i primi di febbraio, è stata presa alcuni giorni fa. Era già tutto pronto, avevamo già i visti del consolato e i biglietti aerei” – prosegue Isola -. L’obbiettivo è quello di riprendere il progetto non appena sarà superata l’emergenza Coronavirus. Speriamo che la situazione torni alla normalità prima della partenza programmata per aprile 2020, per il gruppo guidato dal faentino Beppe Orneti, direttore dell’associazione”.

Sia con Fuping che con Jingdezhen abbiamo relazioni decennali e importanti. Siamo scioccati e colpiti per ciò che sta accadendo là – prosegue Isola –. È chiaro che quando si hanno relazioni articolate con Paesi esteri, può accadere che i programmi subiscano delle modifiche. Ci auguriamo che si trovino delle soluzioni in tempi brevi e che a settembre la delegazione cinese possa partecipare a Argillà e che prosegua il progetto con il Fuping International Pottery Art Village. Si tratta di un progetto davvero fantastico, che ci permette di realizzata una collezione di 30 pezzi di artisti contemporanei italiani in Cina”.