Ciao Fabrizio, ciao Sindaco: il commosso saluto di Ravenna a Fabrizio Matteucci fotogallery

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Quando un uomo muore è la sua umanità che perdiamo, prima di ogni altra cosa. E l’umanità di Fabrizio Matteucci era forte, densa, ricca. Vera. Quell’umanità mancherà ai suoi cari, a Simona e Sayo che lui amava tanto. Mancherà a Ravenna e ai ravennati: anche quelli erano grandi amori di Fabrizio Matteucci. Amori diversi, certo, ma amori. Riconosciuti e ricambiati. Così si spiega il grande moto di commozione che ha colpito la città dopo la prematura, improvvisa, crudele scomparsa dell’ex Sindaco, fra le mura di casa, la mattina del 16 febbraio.

Così si spiega la fila ininterrotta di persone in Municipio a rendere omaggio alla salma, per stringersi ai suoi cari, per abbracciare Simona e Sayo fra lacrime, ricordi e anche sorrisi. I sorrisi larghi di Fabrizio Matteucci. A lui sarebbe piaciuto tutto questo affetto, tutto questo calore. Lui che li sapeva dare con generosità. Ora ha ricevuto la sua parte di amore da Ravenna e dai ravennati. Anche a parziale risarcimento dei patimenti che, per forza di cose, ha dovuto attraversare e sopportare come Sindaco di anni difficili. Ma tutto questo ora lo ripaga e di lassù Fabrizio Matteucci ne sarà felice.

È difficile per chi scrive fare la cronaca di questi momenti, dell’ultimo saluto, dell’orazione civile in Piazza del Popolo, perché le lacrime scorrono via insieme alle parole. Perché a noi è capitato di percorrere un pezzo di strada insieme a lui. Con lui se ne va anche un pezzo di vita e di storia personale. La cronaca richiede distacco. Ci scuserete se qui ce n’é troppo poco.

Entriamo nella sala preconsiliare del Municipio poco dopo mezzogiorno, la sala è piena di gente. Tante persone comuni. Molte personalità. L’ultimo picchetto d’onore è composto dal Sindaco di Ravenna Michele de Pascale, dal Presidente della Regione Stefano Bonaccini, dal segretario provinciale del Pd Alessandro Barattoni, dall’Assessore Ouidad Bakkali. Arriva il coro dei Canterini Romagnoli Pratella Martuzzi e intona una nenia, una ninna nanna per l’eterno riposo del Sindaco.

Fra i politici ci sono oltre a Bonaccini, Graziano Delrio, Paolo Calvano, Vasco Errani, Stefano Collina, Alberto Pagani, Andrea Corsini, Manuela Rontini, Gianni Bessi, il Sindaco di Bologna Merola, di Rimini Gnassi, di Cesena Lattuca. Ci sono gli ex Sindaci Angelini e Mercatali. C’è il vice Sindaco Fusignani, ci sono gli Assessori comunali, i consiglieri di maggioranza e alcuni di opposizione come Ancarani, Panizza, Alberghini. Per la Lega arriva l’ex deputato Gianluca Pini. Tante le personalità del mondo della cultura, dell’economia, dello sport.

Tutti si stringono attorno a Simona e Sayo. Poi la sala viene fatta sgomberare e ci si trasferisce in Piazza del Popolo per la cerimonia civile. Di fronte ad alcune centinaia di persone parlano il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale e l’Assessore Ouidad Bakkali, che a Matteucci era molto legata.

L'ultimo saluto. La cerimonia funebre per Fabrizio Matteucci in PIazza del Popolo a Ravenna

Michele de Pascale cerca di trattenere la commozione ma la voce è leggermente incrinata. “Ciao Fabrizio, qui sulla tua piazza c’è tutta la tua città” esordisce e ricorda che nel Palazzo Comunale, la sua casa, tutti sono passati a rendergli omaggio.

“Non dovevi farmi questo scherzo… non pensavo di dovere usare questa fascia in un’occasione come questa” ha aggiunto de Pascale, che poi ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno ricordato la figura di Fabrizio Matteucci, con parole dolci, sentite, “più sincere del solito”, perché “Fabrizio era una persona la cui umanità ti toccava nel profondo. Era saldo nei suoi valori. Era un Sindaco generoso e innamorato di Ravenna che si appassionava alle vicende di tutti, in particolare degli ultimi.” Era vicino alle persone, soprattutto nel momento delle difficoltà e del dolore: era una sua grande dote, dice il Sindaco.

Aveva passione. Insiste su questo de Pascale. Ed era “onesto, buono, generoso, un leader politico vero” a cui non faceva difetto, appunto, l’umanità. Un politico “con uno sguardo verso il futuro, che riguardava noi giovani… aveva questo tarlo, l’ansia di passare il testimone, soprattutto negli ultimi mesi del suo mandato.”

Michele de Pascale ricorda gli ultimi anni sereni e felici di Matteucci, che ora poteva dedicare tanto tempo alla sua amata famiglia, quando “attraversava la sua città e la gente lo fermava, gli stringeva la mano, gli sorrideva: è la cosa più bella che può capitare a un ex Sindaco.”

“Ci mancherai immensamente. – dice de Pascale con la voce ora rotta dalla commozione – Ci stringiamo in un caldo abbraccio a Simona e Sayo insieme a tutti i ravennati. Sayo e Simona ritroverete Fabrizio accanto a voi quando ne avrete bisogno, saprete cosa potrebbe dirvi in quei momenti. ”

E poi il saluto finale “a questo grande uomo, ciao Fabrizio”. E un caloroso applauso avvolge le ultime parole di Michele de Pascale. Che poi si stringe in un forte abbraccio alla moglie Simona e al figlio Sayo.

Tocca poi a una commossa Ouidad Bakkali ricordare Fabrizio Matteucci. Cita Jean Giono e il suo romanzo “L’uomo che piantava gli alberi” per ricordare gli alberi piantati da Fabrizio Matteucci nella sua vita politica e sul piano umano. Si migliora il mondo con ciò che si può fare – dice Bakkali – “come hai fatto tu alla guida della tua città”. Ricorda che era vicino alle persone, a partire dagli ultimi. Parla di solidarietà, accoglienza e umanità, “i tuoi valori”. E poi conclude con “sei una persona indimenticabile.”

Partono le note della canzone L’emozione non ha voce (*) di Adriano Celentano e la piazza si scioglie nelle lacrime. Poi un ultimo applauso. Il Sindaco chiede di togliere il cordone della cerimonia e la folla si avvicina al feretro, lo tocca, per l’ultimo abbraccio. Michele de Pascale resta fermo, accanto alla bara, con le lacrime agli occhi.

Ciao Fabrizio. Ciao Sindaco. Ravenna ti porta nel cuore.

L'ultimo saluto. La cerimonia funebre per Fabrizio Matteucci in PIazza del Popolo a Ravenna

(*) Il testo della canzone

Io non so parlar d’amore
L’emozione non ha voce
E mi manca un po’ il respiro
Se ci sei c’è troppa luce
La mia anima si spande
Come musica d’estate
Poi la voglia sai mi prende
E si accende con i baci tuoi
Io con te sarò sincero
Resterò quel che sono
Disonesto mai lo giuro
Ma se tradisci non perdono
Ti sarò per sempre amico
Pur geloso come sai
Io lo so mi contraddico
Ma preziosa sei tu per me
Tra le mie braccia dormirai
Serenamente
Ed è importante questo sai
Per sentirci pienamente noi
Un’altra vita mi darai
Che io non conosco
La mia compagna tu sarai
Fino a quando so che lo vorrai
Due caratteri diversi
Prendon fuoco facilmente
Ma divisi siamo persi
Ci sentiamo quasi niente
Siamo due legati dentro
Da un amore che ci dà
La profonda convinzione
Che nessuno ci dividerà
Tra le mie braccia dormirai
Serenamente
Ed è importante questo sai
Per sentirci pienamente noi
Un’altra vita mi darai
Che io non conosco
La mia compagna tu sarai
Fino a quando lo vorrai
Poi vivremo come sai
Solo di sincerità
Di amore e di fiducia
Poi sarà quel che sarà
Tra le mie braccia dormirai
Serenamente
Ed è importante questo sai
Per sentirci pienamente noi
Pienamente noi

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Commenti

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  1. Scritto da Marco O.

    Molto bravo e ricco di umanità Michele de Pascale nell’orazione funebre di una piazza commossa e grata al ricordo di un uomo di valori e sentimenti preziosi e di un amministratore onesto e attento. La canzone “L’emozione non ha voce” dimostra (accadde anche alla cerimonia di Enrico Liverani) come il pop possa rappresentare più intensamente i sentimenti di un momento di trapasso così doloroso. E’ stata proposta nella versione di Antonacci e Celentano che si chiude con l’inciso “Secondo te avrà capito?” “Io penso di sì, glielo abbiamo detto in due” che ci conforta che Fabrizio possa aver sentito bene quello che oggi hanno detto di lui in tanti.

  2. Scritto da armando

    Riposa in pace, caro Fabrizio, amico di tutti