Bruciata la barca dei pescatori regolari di Baiona Viva: nuovo atto criminale in valle, danno per 20 mila euro

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Ieri la conferenza stampa con almeno una ventina di pescatori che hanno denunciato lo stato di degrado della Pialassa Baiona soprattutto a causa dei pescatori di frodo e hanno chiesto interventi urgenti. Nella notte l’ennesimo grave atto criminale intimidatorio dei predatori della valle: è stata infatti bruciata la barca usata dai pescatori regolari di Marina di Ravenna per fare la prima vagliatura del pescato, uno strumento fondamentale per potere svolgere l’attività di pesca delle vongole.

A denunciare l’accaduto è Luigi Lauro, vice presidente della cooperativa di pescatori Baiona Viva. Lo raggiungiamo al telefono mentre sta uscendo dalla Procura della Repubblica di Ravenna dove si è recato per denunciare il fatto e prima di andare a fare la stessa cosa al Comando dei Carabinieri.

“Dopo la conferenza stampa di ieri, stamattina presto abbiamo trovato la nostra barca incendiata. – dice Lauro – È una barca di 9 metri che noi pescatori avevamo acquistato e adattato con un motore e un generatore per fare la prima vagliatura delle vongole, altrimenti non possiamo lavorare. È una chiara ritorsione. Il danno è di oltre 20.000 euro, ora i soldi sono finiti, non possiamo più lavorare. Siamo sul lastrico.”

“Abbiamo sporto denuncia contro ignoti. Immaginiamo naturalmente che i responsabili siano i pescatori di frodo che stanno mettendo a soqquadro la valle, ma non abbiamo le prove. Certo, questi abusivi hanno tutto l’interesse a mettere fuori gioco i pescatori regolari, così possono fare più liberamente i loro comodi. Questo è solo l’ennesimo atto vandalico, intimidatorio, predatorio contro di noi. Sono dei criminali. – continua Lauro – La gente adesso ha paura di andare al lavoro in Pialassa Baiona. Se uno parcheggia la macchina ha paura di trovarla bruciata. La gente è esasperata e io ho paura che possa succedere qualcosa di molto brutto.”

Per la prima lavorazione del pescato, i pescatori avevano realizzato un pontile mobile di fortuna sequestrato dalla magistratura. Poi avevano preso e adattato questa barca: bruciata. Nel frattempo avevano chiesto di realizzare un punto di sbarco ma una prima proposta è stata bocciata in Commissione Ambiente in Comune a Ravenna. Ora Alvaro Ancisi (LpRa) si propone di rilanciare la proposta con un emendamento al RUE.

“Noi pescatori non sappiamo più cosa fare. Finiremo per incatenarci al Municipio. Abbiamo fatto un pontile e ce lo hanno sequestrato. Adesso ci hanno bruciato la barca. Il Comune non ci dà risposta. In pialassa non ci sono i controlli. Noi non possiamo più lavorare. Non sappiamo più come andare avanti.”

Barca bruciata
Barca bruciata

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Commenti

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  1. Scritto da alan

    Da anni si denunciano atti intimidatori , furti rapine lungo il Reno, il Fossatone , per non parlare dei poveri pescatori che lasciano la macchina davanti al circolo Adriaticwindclub di Porto Corsini , trovando sistematicamente l auto scassinata.
    Per non parlare poi davanti al Cimitero di Ravenna, dove sono stato vivamente sconsigliato dalle forze dell ordine a pescare di notte nel Candiano.
    Oramai si salvi chi puo’.

  2. Scritto da Valeria

    Pazzesco…ce n’è per tutti…che sta succedendo? Forse è il caso di tutelare i pescatori regolari e di investire sulla tutela dei cittadini risparmiando su opere che non sono così necessarie? Mi auguro che i nostri amministratori diano una risposta efficace alle richieste dei pescatori che chiedono solo ciò che è lecito chiedere.

  3. Scritto da agi62

    Come al solito la giustizia italiota tutela più i delinquenti che gli onesti, ti fanno la multa se dai cibo agli uccellini ma se fai razzie in valle o pineta non dicono nulla.
    Viava l’Italia!