Coronavirus. Diocesi Ravenna-Cervia: chiese aperte, ma sospensione dell’obbligo della Messa

Alla luce degli ultimi sviluppi di cronaca e dell’accertamento di un caso di positività al coronavirus sul territorio, domenica chiese aperte, ma viene chiesto di evitare concentrazioni di persone

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AGGIORNAMENTO DELLE ORE 19 DEL 28 FEBBRAIO

Alla luce degli ultimi sviluppi di cronaca e dell’accertamento di un caso di positività al coronavirus sul territorio, rispetto alle disposizioni pubblicate (che rendono possibile la celebrazione della Messa festiva nelle parrocchie pur con limitazioni) la Diocesi di Ravenna-Cervia conferma la sospensione del precetto festivo per cui i fedeli non sono obbligati a partecipare e ribadisce l’invito di evitare la concentrazione di persone in spazi ristretti.

Le chiese saranno aperte per la preghiera individuale e le Messe saranno celebrate. Chi, per ragioni di salute o per altre ragioni non parteciperà alle celebrazioni, è invitato a pregare a casa e/o a seguire la Santa Messa attraverso i media (la televisione).

Rimangono confermate inoltre tutte le altre disposizioni e raccomandazioni, a partire dalla distribuzione della Comunione solo sulle mani e dalla sospensione dello scambio della pace.

“Il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato”: dice Gesù nel Vangelo. La situazione attuale e il rischio di contagio da Covid 19 (e i conseguenti provvedimenti presi per mantenere l’ordine e la sicurezza pubblica) richiedono ai cristiani un supplemento di carità e di prudenza per non mettere a rischio la salute dei più deboli o anche la propria. Si tratta di misure temporanee che verranno revocate non appena sarà opportuno farlo.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 11 DEL 28 FEBBRAIO

L’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia, in accordo con le Diocesi di Bologna, Ferrara-Comacchio, Imola, Faenza-Modigliana, Forlì-Bertinoro, Cesena-Sarsina, Rimini, San Marino-Montefeltro, in seguito all’ordinanza del Ministero della Salute di intesa con il presidente della Regione Emilia-Romagna (circa le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid19 e ai successivi chiarimenti applicativi), adotta le seguenti disposizioni per le comunità ecclesiali:

E’ consentita la celebrazione delle S. Messe festive, evitando processioni e assembramenti di persone anche al temine delle celebrazioni, sempre a condizione che venga ottemperato il criterio fondamentale (al numero 1). Coloro che per motivi di salute non si sentissero di partecipare alla celebrazione, preghino nelle loro case e seguano la Messa trasmessa in tv (Tv 2000).
Sono consentite le celebrazioni liturgiche feriali, come già disposto, che non comportano un afflusso significativo di fedeli.
Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere, si distribuisca la S. Comunione solo sulla mano e si sospenda lo scambio del segno di pace (solo verbale).
E’ sospeso il precetto festivo.

Si suggerisce di evitare concentrazione di persone in spazi ristretti e per lungo tempo, sia in riferimento alle attività parrocchiali che diocesane. Le chiese continuano a rimanere aperte per culto e per la preghiera individuale, come già disposto.

Per i funerali è consentita la celebrazione eucaristica esequiale con i soli familiari.
Sono temporaneamente sospese le visite alle famiglie per le benedizioni pasquali.
Sono consentite le consuete visite ai malati e l’Unzione degli infermi.
Gli incontri di catechismo e del dopo-scuola riprenderanno alla riapertura delle attività scolastiche.
Si consente lo svolgimento delle attività ordinarie di oratorio. Sono sospese le attività che prevedono la presenza di pubblico, per esempio spettacoli teatrali, cinematografici, tornei e ogni altro genere di aggregazione.
Sono sospese feste e sagre parrocchiali.
I Centri d’ascolto e i servizi delle Caritas diocesane e parrocchiali sono aperti, svolgeranno la propria attività in accordo con le rispettive diocesi e secondo le indicazioni delle competenti autorità territoriali.
Sono abrogate le disposizioni precedenti.

La situazione è in continua evoluzione pertanto ci riserviamo la possibilità di ulteriori interventi nei prossimi giorni – spiegano dalla Arcidiocesi.

“Noi Vescovi, sacerdoti, diaconi, consacrati, ministri, siamo vicini con la preghiera alle vittime e ai loro cari, alle persone colpite dalla malattia, ai loro familiari e amici e a coloro che li stanno assistendo e curando. Ringraziamo ed ammiriamo la disponibilità e il coraggio di medici, operatori sanitari, forze di sicurezza e di vigilanza, volontari, operatori delle istituzioni locali e statali” concludono.

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