Aggiornamento Coronavirus. Sono 698 i casi positivi in Emilia-Romagna: a Ravenna salgono a 3 foto

32 i ricoverati in terapia intensiva (6 in più). Sono saliti a 30 i decessi (8 più di ieri), ma aumenta anche il numero delle persone “clinicamente guarite”: ieri erano 6, oggi sono 10

Aggiornamento della Regione Emilia-Romagna delle ore 17 di giovedì 5 marzo

In Emilia-Romagna sono complessivamente 698 i casi di positività al Coronavirus, 154 in più rispetto all’aggiornamento di mercoledì 4 marzo, ma aumentano significativamente anche i campioni refertati, che passano da 2.385 a 2.884. Si conferma anche oggi che si tratta in maggioranza di persone che presentano un quadro clinico non grave, con sintomi modesti o addirittura privi di sintomi.

299 sono i pazienti in isolamento a casa perché non necessitano di cure ospedaliere, 32 quelli ricoverati in terapia intensiva (6 in più rispetto a ieri). Purtroppo, sono saliti a 30 i decessi (8 più di ieri), ma aumenta contemporaneamente anche il numero delle persone “clinicamente guarite”, cioè pazienti che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, diventano asintomatici: ieri erano 6, oggi sono 10.

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che si riferiscono sempre non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 378 Piacenza (59 in più rispetto a ieri), 150 Parma (35 in più), 68 Rimini (35 in più), 45 Modena (4 in più), 31 Reggio Emilia (11 in più), 19 Bologna (7 in più), 4 Forlì-Cesena (2 in più), 3 Ravenna (1 in più rispetto a ieri). Continua a non avere casi positivi la provincia di Ferrara.

Rispetto a ieri, si sono purtroppo verificati 8 nuovi decessi: 3 residenti nella provincia di Parma, di cui una donna di 92 anni e due uomini rispettivamente di 89 e 73 anni; 4 in quella di Piacenza, di cui 3 donne di 81, 85 e 87 anni e 1 uomo di 76; un deceduto, un uomo di 68 anni, è della provincia di Bologna. Per 6 dei nuovi decessi sono ancora in corso gli approfondimenti per verificare se, come in tutti i casi precedenti, si trattasse di pazienti con patologie pregresse. Complessivamente salgono dunque a 30 le persone decedute in regione, 6 delle quali di provenienza lombarda.

Più posti letto in terapia intensiva

La Regione Emilia-Romagna è intanto impegnata a incrementare il numero dei posti letto in terapia intensiva: entro la settimana, per le strutture ospedaliere del piacentino, sarà garantito il raddoppio delle postazioni di terapia intensiva che passeranno da 15 a 33 (oltre le 9 postazioni per l’attività ordinaria, extra Coronavirus).

I moduli per il triage

Si rafforza il numero dei presidi, a protezione degli operatori sanitari e per la sicurezza dei cittadini che accedono alle strutture sanitarie, che serviranno a dividere già all’ingresso i pazienti con possibili sintomi da Coronavirus dagli altri.

La Protezione civile regionale ha infatti predisposto, oltre ai 3 già allestiti nel piacentino, nuovi moduli provvisori per il triage, dove poter sottoporre le persone alle prime valutazioni delle condizioni generali e di esposizione prima di accoglierle all’interno dei servizi ospedalieri: 3 nella provincia di Modena (ospedali di Mirandola, Vignola Pavullo nel Frignano), 1 a Imola; 2 nel parmense, ospedale di Fidenza e Borgo Taro (PR), in aggiunta alle due tende antistanti all’ingresso PS dell’azienda ospedaliera di Parma; si aggiungono nella provincia reggiana 2 a Guastalla, 1 a Montecchio oltre al presidio (2 strutture) in ingresso dell’Ospedale Santa Maria di Reggio Emilia.

In altre strutture ospedaliere (Modena Policlinico e Baggiovara, oltre agli ospedali di Carpi, Sassuolo, Rimini, Riccione e Ravenna per la Romagna ed all’ospedale di Cona a Ferrara sono già operativi specifici spazi con le medesime funzionalità all’interno delle aree di attesa o di ingresso. in tutte le rimanenti strutture della regione, si sta prevedendo una modalità di installazione rapida al crescere del numero dei casi (provincia di Ferrara e di Bologna e Faenza Lugo Cesena Forlì per la Romagna). In tali strutture sono comunque attive modalità per la separazione dei pazienti all’ingresso).

Altre attività messe in campo dalla Protezione civile regionale

Presso la base dell’aeronautica militare di San Polo di Podenzano (PC), è in corso l’allestimento logistico, da completare in 2-3 giorni, di una struttura che verrà resa disponibile per ospitare le persone del Nord Italia che non possono svolgere il periodo di quarantena presso il proprio domicilio. Gli allestimenti in corso (strutture esterne con funzione di servizi e spogliatoi) si limitano a chi dovrà operare nella gestione di queste strutture. Inoltre, 25.200 mascherine FFP2 fornite dal Dipartimento nazionale sono state consegnate al deposito sanitario della Regione di Reggio Emilia, da cui verranno distribuite secondo i criteri prefissati, ad uso esclusivo di medici, infermieri e personale sanitario.

Sospensione di tutte attività di scuole e università in Italia fino al 15 marzo

In data 4 marzo il Governo italiano ha deciso di sospendere tutte le attività di scuole e università in tutta Italia fino al 15 marzo. La decisione è stata presa nel corso di una riunione presieduta da Giuseppe Conte a Palazzo Chigi.  E’ quindi confermata la sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani. Sono esclusi i corsi per i medici in formazione specialistica e dei corsi di formazione specifica in medicina generale, nonché delle attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza. Il decreto, in vigore da oggi, parla di sospensione e non di chiusura, rendendo così possibile l’accesso alle scuole per il personale Ata.

IL DECRETO DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DI IERI IN SINTESI

Ecco le principali misure di prevenzione e di contrasto alla diffusione del Coronavirus in vigore e contenute nei Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri firmati il 4 marzo (e in precedenza l’1 marzo).

➡️ EVENTI E SPETTACOLI
📌Fino al 3 aprile sospese le manifestazioni, gli eventi, gli spettacoli, i congressi e i convegni di qualsiasi natura sia in luogo pubblico che privato. Sono quindi sospesi:
☑️cinema
☑️teatri
☑️discoteche

➡️ SPORT
📌Fino al 3 aprile sospese eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. È consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico.

➡️ NIDI, SCUOLE E UNIVERSITÀ
📌Fino al 15 marzo sospesi i servizi educativi dell’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master e università per anziani, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza.

➡️ STRUTTURE SANITARIE
📌Fino al 3 aprile divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto; l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA) e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

➡️ MUSEI E LUOGHI DI CULTURA
Musei e luoghi di cultura sono aperti solo a condizione che assicurino modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone; i visitatori devono poter rispettare la distanza di almeno un metro fra di loro.

➡️ BAR, PUB E RISTORANTI
Svolgimento delle attività di bar, pub, ristorazione a condizione che il servizio sia effettuato per i soli posti a sedere; i visitatori devono poter rispettare la distanza di almeno un metro fra di loro.

➡️ ATTIVITÀ COMMERCIALI
Apertura di tutte le altre attività commerciali a condizione che vengano adottate misure organizzative tali da consentire l’accesso con modalità contingentate o comunque tali da evitare assembramenti di persone; i visitatori devono poter rispettare la distanza di almeno un metro fra di loro.

MISURE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

Per chi ha soggiornato in zona a rischio 
Chiunque negli ultimi quattordici giorni abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, o sia transitato e abbia sostato nei comuni della zona rossa, deve comunicare tale circostanza al dipartimento di prevenzione dell’Ausl nonché al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta (si possono chiamare il 112 o il numero verde regionale 800 033 033)

Raccomandazione ad anziani e malati cronici 
È fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o particolari di evitare di uscire di casa fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

LE 11 REGOLE DA SEGUIRE PER DIFENDERSI DAL CORONAVIRUS

1)  Lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.

2)  Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute.

3) Evitare abbracci e strette di mano.

4) Mantenere, nei contatti sociali, la distanza interpersonale di almeno un metro.

5) Igiene respiratoria: starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie.

6) Evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva.

7)  Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.

8)  Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce.

9)   Non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico.

10)  Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

11) Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

IL NUMERO VERDE REGIONALE: 800.033.033

IL NUMERO TELEFONICO NAZIONALE: 1500

 

LINK UTILI:

  • www.salute.gov.it
  • www.regione.emilia-romagna.it
  • www.auslromagna.it

 

Commenti

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  1. Scritto da franca mancusi

    se l’agenzia delle entrate continuera’ad avere gli uffici aperti,con mancanza di mascherine ed amuchina x i dipendenti,con gente che si affolla x entrare ,dove andranno a finire ????perche’ non rispettano le regole emanate dal ministero della sanita’???dove sono gli organi competenti su ravenna che sorvegliano,giacche’ i sibdacati non hanno avvisato ausl???il dio denaro vale piu’ della salute???grazie