Sindaco Michele de Pascale: il comportamento sbagliato di poche migliaia di persone rischia di vanificare lo sforzo della stragrande maggioranza dei Ravennati

"Dobbiamo affrontare questa emergenza con lo stesso rigore con cui si dovrebbe affrontare un conflitto... siano in pochi a decidere e tutti gli altri si adoperino per attuare con rigore quello che quei pochi hanno deciso"

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La provincia di Ravenna è una delle meno colpite in Regione, con 19 casi di contagio finora accertati. Alcuni di questi casi sono già “clinicamente guariti” come i due giovani lughesi. Altri sono in fase di guarigione o non sono in condizioni gravi. Tantissimi Ravennati hanno preso sul serio le misure del Governo, giunte a ondate successive, non sempre in maniera ineccepibile sul piano della chiarezza comunicativa. Ma nel weekend e in particolare domenica – dopo l’ultimo Decreto del Consiglio dei Ministri che metteva “i sigilli” e mezza Italia del Nord e certificava così la gravissima conclamata situazione di emergenza che il Paese sta attraversando – molti hanno pensato di ammassarsi in alcuni locali o sulla diga foranea di Marina di Ravenna. La cosa ha fatto scalpore, proprio perché poche ore prima il Governo aveva chiesto a tutti di muoversi il meno possibile e di stare a casa, per dare una mano a sconfiggere la diffusione del virus.

Sindaco Michele de Pascale, all’inizio di questa brutta avventura, dopo le prime misure, le chiesi come stavano reagendo i Ravennati all’emergenza Coronavirus e lei mi disse che i Ravennati stavano reagendo bene, con grande maturità. Dopo ciò che abbiamo visto ieri con la gente ammassata in coda verso il mare o sulla diga foranea, dopo le scene viste ancora in alcuni locali… è sempre della stessa idea?

“Io la dico così. I Ravennati sono 158 mila e io comunico direttamente con tantissimi di loro, ho quasi un rapporto quotidiano diretto con migliaia e migliaia di loro, anche attraverso i social, whatsapp e così via: posso dire che ci sono decine di migliaia di persone che si stanno comportando bene, che stanno facendo quello che devono fare, lo sforzo che è richiesto a tutti. Quello che fa rabbia è che il comportamento sbagliato di poche migliaia di persone rischia di vanificare lo sforzo della stragrande maggioranza dei nostri concittadini.”

Sente di dover dire in particolare qualcosa ai giovani, verso i quali molti puntano il dito perché  sarebbero poco propensi a rispettare certe regole e restrizioni?

“Ai giovani, che hanno con la malattia un rapporto diverso dagli anziani – ed è un qualcosa anche di comprensibile, voglio dire che ci sia un’attenzione e una sensibilità differente – a quei giovani, voglio dire che qui siamo di fronte a un fatto straordinario. Quindi faccio un appello con il cuore anche ai ragazzi perché comprendano tutta la gravità della situazione che stiamo vivendo e perché assumano fino in fondo la necessità di fare qualche sacrificio e accettare alcune regole. Si tratta in fondo solo di un po’ di giorni o di qualche settimana, adesso vedremo come evolve la situazione e quanto a lungo possono durare questi provvedimenti. Per loro, per i giovani, stare a casa non significa essere fuori dal mondo. Sono la generazione della tecnologia e del digitale, delle videochiamate, sono iperconnessi e possono restare tali, in relazione con gli amici e con il mondo, anche se stanno qualche giorno in casa. Utilizziamo tutti questo tempo per studiare, leggere, giocare, guardarci film… qualsiasi cosa da soli o in compagnia. Ma senza bisogno di uscire per ammassarsi nei luoghi affollati. Facciano questo sacrificio i ragazzi, per loro stessi, per le loro famiglie, e per i nostri anziani che hanno fatto tanto per tutti noi. Ora gli anziani hanno bisogno del nostro aiuto. Dobbiamo proteggerli da questo virus.”

Si parla a questo proposito della possibilità di chiudere anticipatamente ovunque bar e ristoranti. Ne ha parlato in conferenza stampa anche il Presidente Bonaccini. Lei che pensa?

“Io fin dall’inizio non ho commentato le misure prese. Sono circostanze così gravi che le misure non si commentano, si praticano. Poi passata l’emergenza avremo tutto il tempo necessario per commentare, esprimere opinioni, giudicare qualsiasi cosa. E questo lo dico anche allo Stato e alla Regione: bisogna prendere pochi provvedimenti, tutti insieme, facilmente comunicabili e comprensibili. Anche oggi nella riunione della cabina di regia nazionale come Presidente dell’UPI ho detto: decida il Governo, decida in fretta, ma non si prendano provvedimenti ogni giorno diversi. Si prendano decisioni per tutto il territorio nazionale e poi alcune misure più specifiche per le zone più colpite, la scelta deve essere forte e deve valere per tutti, e servono messaggi chiari. E ai cittadini chiedo di non esercitarsi a criticare o commentare ora misura dopo misura, piuttosto fanno bene a chiedere chiarimenti sul come contribuire a combattere la diffusione del virus e a raggiungere il risultato generale, applicando tutti insieme le misure.”

Il suo collega di Rimini Andrea Gnassi, a una città fortemente colpita dal virus, ha detto: siamo in guerra. Lei cosa vuole dire ai Ravennati?

“Dico che dobbiamo affrontare questa emergenza con lo stesso rigore con cui si dovrebbe affrontare un conflitto. E questo prevede che siano in pochi a decidere e che tutti gli altri si adoperino per attuare con rigore quello che quei pochi hanno deciso. Durante le grandi emergenze funziona così. E in questo caso le decisioni le deve prendere il Governo. Tutti gli altri debbono attenersi alle misure prese, metterle in pratica. E nel dubbio, nel caso del Coronavirus, è meglio che ciascuno di noi abbia una cautela in più anziché una in meno.”

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Commenti

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  1. Scritto da Cittadino inc..to

    Punire, punire, punire, questi asini faciloni incoscienti che non rispettano le regole!!Sono ancora tanti!

  2. Scritto da Ale76

    Irresponsabili ignoranti ed egoisti.
    E non provate ad offendervi, che non ne avreste motivo…
    E molti giovani pure, con i loro aperitivi ed i loro cicchetti…
    Magari usare il cervello, no?!
    C’è stato pure chi si è detto contento… (per le serrate scolastiche)…

  3. Scritto da Carla

    A me questo sindaco piace…ora atteniamoci alle regole, dopo i commenti.
    La mia stima
    Carla

  4. Scritto da Maria Donatella

    Cmq vi assicuro che i ravennati erano più o meno la metà dei presenti…. molti altri avevano chiari accenti emiliani!!!

  5. Scritto da Joy

    Com’ è che si dice, la mamma degli imbecilli è sempre incinta! Ogni tanto guardo la foto, sono incredula, avvilente!!!

  6. Scritto da Marco O.

    Chiedo agli esperti se il comportamento di andare a passeggiare in palizzata, in pineta o in spiaggia con i propri cari e senza contatti con altre persone debba configurarsi come comportamento scorretto

  7. Scritto da Direttore

    Al signor Marco O. rispondiamo noi che non siamo esperti ma che tuttavia cerchiamo di capire e divulgare le regole e disposizioni appena emanate dal Governo. Se l’italiano ha ancora un senso, nella nostra lingua evitare gli spostamenti e stare a casa significa anche non andare in spiaggia, perché se Marco O. va in spiaggia e insieme a lui per i fatti loro ci vanno altri 10 mila ravennati diventa un assembramento. Proprio quello che si vuole evitare. Non è difficile da capire. Bisogna restare a casa. LA REDAZIONE

  8. Scritto da Giancarlo

    Le parole del Sindaco sono inappuntabili, la salute di tutti noi viene prima di ogni cosa e i giovani dimostrino solidarietà, sensibilita’ e civilta’ verso gli anziani che ahimè sono persone deboli e più vulnerabili al contagio.Le immagini di domenica e tutta quella gente in diga a Marina che fregandosene di questa emergenza rispecchia quante persone hanno un quoziente di intelligenza pari a zero. Cordiali saluti

  9. Scritto da Pierluigi Rambelli

    Io domenica scorsa sono andato a fare un giro con mia moglie a Marina avendo l’accortezza di non uscire dall’auto perché essendo dotato di un minimo di intelligenza so che la situazione è grave e mi attengo alle regole. Sono rimasto sbalordito dal numero esagerato di imbecilli che fregandosene di dette regole se la spassavano a branchi o in diga o nei bagni. La cosa è inaccettabile. Spero che si prendano provvedimenti contro questi imbecilli. Una bella multa. Partirei da mille euro. Sicuramente dopo vedremmo meno assembramenti.

  10. Scritto da Gianni C.

    Applicate i metodi cinesi!! Loro sono riusciti a convincere la gente a non uscire di casa e lenire/mitigare il contagio Cosi’ lo capiranno!

  11. Scritto da Loretta

    Non si potrebbe chiudere la diga di Marina dato che è la passeggiata preferita dai Ravennati anche in questo brutto periodo?Lo stesso anche per i bar e ristoranti:a cosa serve restare aperti fino alle 18?

  12. Scritto da susy

    Le do ragione caro Sindaco! Irresponsabili che buttano discredito sui cittadini corretti e ordinati!

  13. Scritto da armando

    Mi sembra giusta la risposta del Direttore a Marco O.: lo si vuole capire che BISOGNA STARE A CASA ???!!!! Cinesi se ne stanno venendo fuori proprio perche’ sono stati obbligati a NON USCIRE di casa !!! solo cosi ce la faremo, altrimenti per colpa di molti…Chi ha gli appartamenti al mare e viene da fuori Provincia o Regione COMMETTE UN GRaVE ERRORE venire ad aprire per dare aria (che scusa idiota) !!!!

  14. Scritto da alex

    ma li vedo solo io i parchi pieni girando per Ravenna oggi 10 marzo 2020, la polizia municipale non dovrebbe intervenire per sanzionare e fare rispettare il decreto?

  15. Scritto da katia

    Mi risponda qualcuno, cortesemente. Leggi che non rispetta nessuno, soprattutto i giovani, anche quando c’è la vita degli altri in ballo. Perchè morissero solo i deficienti….pazienza, se la sono cercata…ma alla fine verranno curati a spese delle persone responsabili, con l’affanno dei poveri sanitari allo stremo ecc. Inoltre continuo da tempo a chiedermi..che senso hanno leggi che la polizia di ogni grado non fa rispettare? Non per colpa loro naturalmente, ma per colpa di uno Stato che impedisce loro di intervenire, Allora cosa ce ne facciamo di Carabinieri, Polizia, Municipale Esercito quando carcerati si possono permettere di fare ciò che vogliono e le famiglie pure, parenti di un omicida possono devastare un prontosoccorso impunemente e ne potrei citare a bizzeffe senza che possano pesantemente intervenire? Dico pesantemente….perchè proprio per la continua inciviltà di buona parte del popolo italiano la nostra nazione fa sch….!!!!Non lo si raddrizza senza fargli del male purtroppo.E senza esempio dilaga l’anarchia dei prepotenti. La pena detentiva si chiama pena, perchè tale deve essere, non una vacanza.