Ancisi (LpRa) interroga il Sindaco: c’è stato un caso di positività a Ravenna Entrate? Perché non è stato segnalato?

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Il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi interroga il Sindaco di Ravenna sul presunto caso di positività di un dipendente di Ravenna Entrate, non segnalato dalla società e dall’Amministrazione comunale. “Un dipendente di Ravenna Entrate è risultato positivo al coronavirus. – afferma Ancisi – È stato in servizio fino al 12 marzo, poi è entrato in malattia. Sia Ravenna Entrate, sia Ravenna Holding, cosiddetta “cassaforte” del Comune di Ravenna della quale l’azienda è parte, hanno taciuto sulla sua condizione, diversamente, per identici casi, da altri enti o società pubbliche (tra cui ad esempio Ravenna Farmacie) e private. Nessuno dei colleghi è stato sottoposto a tampone di controllo, né messo in quarantena. I colleghi del suo stesso ufficio si sono però assentati per malattia. Nella mattinata del 12 marzo stesso è stata disposta la chiusura immediata degli sportelli al pubblico. Dal giorno dopo fino al 25 marzo, sono state imposte al personale ferie coattive a rotazione. Di fatto, è stata dimezzata la presenza giornaliera dei dipendenti. Il 23 marzo tutti a casa, in ferie coatte, per asserita disinfezione dei locali.”

“Non sembra potersi dire che la mancata tempestiva adozione di provvedimenti preventivi di ulteriori contagi consista nell’avvenuta assenza, in azienda, di contatti significativi tra la persona positiva al Covid 19 e i colleghi. – contesta Ancisi – Con loro pranzava regolarmente nei ristoranti convenzionati con l’azienda. L’organizzazione degli spazi interni alla sede di lavoro non assicura la distanza di almeno un metro tra i colleghi, salvo che non stiano tutti incollati al loro sedile. La altre persone, utenti e no dell’azienda, per salire ai piani superiori sono obbligate a passare su un retro corridoio posto quasi a contatto degli sportellisti che servono il pubblico nel piano terra. La persona contagiata lavorava peraltro al primo piano.”

Ancisi chiede al Sindaco “se ritiene, nel caso della persona contagiata, avvisaglie eventualmente comprese, che l’azienda, nella persona dell’amministratore unico, abbia posto in opera, a protezione dei colleghi e del pubblico, le dovute misure di prevenzione della diffusione virale;
se la risposta è positiva, da quale documentato parere/prescrizione dell’autorità sanitaria (di cui comunque è richiesta copia) sia supportata;
se, indipendentemente dai fatti di cui sopra, sia legittimo che Ravenna Entrate resti in attività, dal momento che il proprio codice Ateco (8299.1 “imprese gestione esattoriali”) non sembra al riguardo autorizzato dal decreto del presidente del Consiglio dei Ministri datato 22 marzo 2000;
se sì, se ne richiedono gli espliciti riferimenti giuridici; e come intende comunque disporre perché la situazione non debba ulteriormente precipitare” conclude Alvaro Ancisi.

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Commenti

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  1. Scritto da Giovanna

    In compenso si dà la caccia a qualche disperato che gira da solo e si minaccia di denuncia una coppia sposata e convivente che porta un attrezzo ai genitori invalidi. Veri complimenti !

  2. Scritto da ROBERTO

    lo dovevano dire i capi dell’agenzia che c’era un caso di contagio…..