Carovana di nomadi a Ravenna. Ancisi (LpRa): non rispettano le misure anticoronavirus

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Domenica 29 marzo, a Classe, la Polizia Locale ha fatto evacuare dal parcheggio camper presso la Basilica di Sant’Apollinare una carovana di nomadi, composta da una decina di veicoli tra cui tre camper, che – secondo le segnalazioni di Lista per Ravenna – vi si era accampata da dieci giorni. A darne notizia è lo stesso Alvaro Ancisi, il capogruppo di Lista per Ravenna in consiglio comunale, spiegando che i residenti avevano più volte richiesto questo intervento lamentando soprattutto la trasgressione dei nomadi delle regole antivirus (camminamenti a gruppi, bambini che giocavano tra loro, uso dei servizi igienici della basilica con accostamento di persone, nessun uso delle mascherine, ecc).

La carovana è stata scortata da due pattuglie di agenti fino agli spiazzi di Fornace Zarattini posti sul retro dei capannoni di via Ricci Curbastro, che, pur non attrezzati ad usi domestici, il Comune ha ritenuto idonei a fronteggiare l’emergenza Coronavirus non essendo prossimi ad aree residenziali.

Ancisi spiega in una nota che si tratta degli stessi nomadi “già segnalati da Lista per Ravenna al comandante della polizia municipale Andrea Giacomini, che nei loro confronti, ha firmato 13 ordinanze di sgombero e rimozione per “occupazione indebita di suolo pubblico, tramite accampamento e posizionamento di carovane e mezzi di trasporto”: cinque in zona Darsena (via Eraclea, via Trieste e soprattutto via Travaglini presso il centro commerciale Teodora), una in zona ESP (via Bussato) e sette in zona mercato ambulanti (via Marconi, via Sighinolfi e piazzale del Commercio).”

“L’effetto è stato sempre momentaneo – spiega Ancisi -, perché le carovane si spostavano ogni volta da un’altra parte, parimenti inidonea. Due “sfratti” sono state impartiti ad una stessa famiglia, per lo stesso caravan, addirittura lo stesso giorno: di primo mattino in via Trieste, di primo pomeriggio in via Travaglini, a due passi. Questo è il massimo che legge e regolamenti consentano oggi alle forze di polizia di fare, anche moltiplicando i controlli”.

“Passata l’emergenza – dichiara Ancisi – bisognerà finalmente approvare, dopo oltre un anno dalla sua presentazione al sindaco da parte della polizia municipale, il nuovo regolamento di polizia urbana, in cui è stato introdotto, come Lista per Ravenna aveva chiesto, il cosiddetto Daspo urbano. Sarebbe applicato all’intera città di Ravenna, a tutte le località balneari e alla zona compresa entro 400 metri dalla Basilica di Sant’Apollinare in Classe, con facoltà di disporre l’allontanamento forzato da tali zone di chi ne fa uso illegale, con recidive che possono portare al divieto di accesso e infine anche all’arresto dei renitenti. Tuttavia, una città come Ravenna deve avere, anche ai fini turistici, un’area camper attrezzata, anche per lunga sosta, con acqua, luce e servizi igienici, non essendo idonea e sufficiente a tale scopo quella modesta di piazza della Resistenza”.

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Commenti

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  1. Scritto da Francesco

    Gentile sig.Ancisi, la leggo sempre con attenzione, lei crede stante le leggi in vigore, di poter effettivamente ridurre questo problema con un Daspo o con una norma locale? Purtroppo tutti abbiamo le mani legate e oltre lo sconforto nulla possiamo.
    Con stima
    Francesco

  2. Scritto da Alvaro Ancisi

    Gentile Francesco, grazie per l’attenzione. Togliendo la residenza fittizia e col DASPO (sulla base anche delle ordinanze di sgombero che fanno già precedenti utili per motivarlo) si potrebbe. Ovviamente serve la volontà politica di andare giù fino in fondo, come la Polizia municipale fin ad oggi ha dimostrato di volere. In fondo sono due famiglie allargate. Certo che non si può giurare sulla volontà politica. Ne vedremo qualcosa, per cominciare, quando finalmente si voterà il nuovo regolamento urbano. Si fa quel che la volontà politica consente. Se no dovremmo arrenderci ad ogni strapotere di turno. Ma non sarà Lista per Ravenna. Cordialmente.