Ordinanza proroga fino al 13 aprile tutte le misure ulteriormente restrittive della Regione ER

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Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, d’intesa con il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha firmato una nuova ordinanza che proroga fino al prossimo 13 aprile tutte le misure ulteriormente restrittive – rispetto a quelle valide per l’intero territorio nazionale – adottate fino ad ora nella nostra Regione per contenere la diffusione del Coronavirus.

Roberto Speranza: atteggiamenti sbagliati mettono tutti a rischio, per la fase 2 ci vuole tempo

In alcune città italiane c’è troppa gente in giro, malgrado le misure restrittive varate dal Governo. E il Ministro della Salute Roberto Speranza, così come la comunità scientifica, è molto preoccupato: “Gli atteggiamenti sbagliati o l’idea che la battaglia sia già vinta – ha dichiarato ieri – rischiano di compromettere i tanti sacrifici fatti finora. Non bastano i decreti, questa battaglia si vince esclusivamente con il contributo di ogni cittadino”.

Il distanziamento sociale è al momento l’unica arma che abbiamo e a questo puntano le misure restrittive adottate dal Governo appunto. “Il distanziamento sociale è l’unica arma per ridurre il contagio e dobbiamo insistere su questa strada – ha detto Speranza – perché si tratta di una battaglia ancora in pieno svolgimento, non abbiamo ancora vinto. Nessuna sottovalutazione, serve massimo rigore e massima serietà.”

Le misure prese in via sempre più stringente dalla fine di febbraio e poi a marzo hanno prodotto risultati importanti. “C’è stato un alleggerimento, un primissimo segnale – ha aggiunto Speranza – che ci dice che la strada delle misure rigorose e del distanziamento sociale è la vera arma di cui disponiamo. La ricerca sta facendo tutto il possibile ma non è disponibile un vaccino, né una terapia certa. E i tempi non saranno brevi”.

Ma quando arriverà la cosiddetta “fase 2” – quella della convivenza con il virus – di cui ha parlato il Presidente Conte e che tutti gli italiani aspettano con ansia?

“Ci sarà bisogno di grande gradualità e prudenza, è l’unica strada possibile. Senza vincere la battaglia sanitaria non ci potrà essere ripartenza” ha risposto Speranza a RaiNews24.

L’aumento dei contagiati da Coronavirus in Italia è in lenta decrescita, ma il picco non è ancora passato. Ieri sono stati resi noti 2.339 casi in più rispetto al giorno precedente (quasi 120 mila casi dall’inizio della pandemia, finora circa 1 caso ogni 500 italiani), con 766 nuovi decessi, che portano la cifra totale a oltre 14 mila.

Insomma è ancora presto per dire che la fase acuta sarà superata dopo Pasqua, con la fine delle misure previste oggi fino al 13 aprile. È assai più probabile che le misure di restrizione siano ulteriormente prorogate di una o due settimane. Quindi non è difficile immaginare che si vada a dopo il 1° maggio.

Le ordinanze anticontagio decise da ogni Regione possono essere prorogate fino al 13 aprile (come nel caso dell’Emilia-Romagna) ma non potranno riguardare le attività produttive, su cui valgono e varranno le direttive del Governo. Così è stato deciso al tavolo di ieri a Palazzo Chigi.

Proroga al 13 aprile delle misure restrittive specifiche disposte dalla Regione ER

In particolare, la Regione conferma le disposizioni che consentono solo l’attività di consegna a domicilio di cibo e pasti preparati, col fermo di quella da asporto, compresi i take-away. Negli esercizi polifunzionali possono proseguire solo le attività consentite (ad esempio giornali e tabacchi) ma non quelle di bar e ristorazione; così come sono consentite quelle di servizi alla casa (idraulici, elettricisti, etc.) e ai veicoli (gommisti, elettrauto, meccanici, carro attrezzi). Per quanto riguarda le strutture ricettive e gli alberghi, sono sospese le attività di accoglienza a fini turistici, mentre possono proseguire le attività collegate alla gestione dell’emergenza (ad esempio, pernottamento di medici e infermieri) con attività di ristorazione consentita solo per gli ospiti che vi soggiornano.

Invariate le disposizioni per supermercati, medie e grandi strutture di vendita con aperture, nei prefestivi, consentite solo a farmacie, parafarmacie, edicole, tabacchi e punti vendita generi alimentari, prodotti per l’igiene personale e la pulizia della casa e articoli di cartoleria. Sospese nei festivi, ad esclusione di farmacie e parafarmacie, tutte le attività di commercio al dettaglio e all’ingrosso, comprese le attività di vendita di prodotti alimentari, sia nell’ambito degli esercizi di vicinato che delle medie e grandi strutture di vendita, anche quelli ricompresi nei centri commerciali o nelle gallerie commerciali.

Restano sospesi sempre tutti i mercati, ad esclusione di quelli all’interno di strutture coperte o in spazi pubblici recintati e solo per la vendita di prodotti alimentari.

Le misure restrittive in vigore nei Comuni ravennati

Dopo il Governo, anche la Regione Emilia Romagna ha confermato fino al 13 aprile tutte le misure ulteriormente restrittive rispetto a quelle valide in tutta Italia per contrastare la diffusione del Coronavirus, che quindi SI AGGIUNGONO a esse. Si ribadisce che la principale e più importante è STARE IN CASA, ricordando che gli spostamenti sono ammessi solo per ragioni di lavoro, salute, necessità.

➡️ CONSENTITA SOLO L’ATTIVITÀ DI CONSEGNA A DOMICILIO DI CIBO E PASTI, col fermo di quella da asporto, compresi i take-away (negli esercizi polifunzionali possono proseguire solo le attività consentite, ad esempio giornali e tabacchi, ma non quelle di bar e ristorazione)

➡️ SOSPESE le attività di accoglienza a fini turistici negli ALBERGHI E STRUTTURE RICETTIVE, mentre POSSONO PROSEGUIRE LE ATTIVITÀ COLLEGATE ALLA GESTIONE DELL’EMERGENZA (ad esempio pernottamento di medici e infermieri) con attività di ristorazione consentita solo per gli ospiti che vi soggiornano

➡️ CONSENTITE NEI PREFESTIVI, all’interno di SUPERMERCATI, MEDIE E GRANDI STRUTTURE DI VENDITA, SOLTANTO LE APERTURE DI farmacie, parafarmacie, edicole, tabacchi e punti vendita generi alimentari, prodotti per l’igiene personale e la pulizia della casa e articoli di cartoleria

➡️ SOSPESE NEI FESTIVI, ad esclusione di farmacie e parafarmacie, TUTTE LE ATTIVITÀ DI COMMERCIO AL DETTAGLIO E ALL’INGROSSO, comprese le attività di vendita di prodotti alimentari, sia nell’ambito degli esercizi di vicinato che delle medie e grandi strutture di vendita, e anche quelle ricompresi nei centri commerciali o nelle gallerie commerciali

➡️ SOSPESI SEMPRE TUTTI I MERCATI, ad esclusione di quelli all’interno di strutture coperte o in spazi pubblici recintati e solo per la vendita di prodotti alimentari

➡️ SEMPRE CONSENTITA la VENDITA DI PRODOTTI DI QUALSIASI GENERE merceologico quando è prevista la CONSEGNA AL DOMICILIO del cliente su ordinazione tramite e – commerce, per televisione e per corrispondenza, radio e telefono

➡️CHIUSI al pubblico GLI STABILIMENTI BALNEARI e le relative aree di pertinenza (l’accesso è consentito solo al personale impegnato in comprovate attività di manutenzione e vigilanza)

➡️ CHIUSI al pubblico I CIMITERI

➡️ CHIUSI al pubblico (fino a nuova disposizione) i PARCHI, le AREE VERDI, le PINETE, le SPIAGGE, le DIGHE FORANEE.

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Commenti

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  1. Scritto da Cromwell

    E’ piu’ facile mantenere la distanza nei mercati contadini (chiusi) di piazza della Resistenza o in quello (aperto) perche’ chiuso e recintato? Chi fa le norme deve avere studiato alle serali.

  2. Scritto da franco

    in quali giorni si può accedere alle seconde case di proprietà o in affitto…

  3. Scritto da Andrea

    Qualcuno potrebbe spiegarmi perchè le esigenze fisiologiche dell'”animale di compagnia” sono più importanti di quelle di una persona?
    Nella esigenza fisiologica “ciò che è proprio del funzionamento sano di un organismo” di un essere umano rientra anche poter passeggiare o fare moto fuori casa (soprattutto se la casa è un appartamento condiviso senza giardino).
    Non sarebbe meglio per tutti consentire di uscire alle regole corrette di distanziamento sociale o con mascherina che è ciò che conta davvero per limitare i contagi? possibile che chi oggi è chiamato a decidere consideri il popolo incapace di scelte consapevoli?

  4. Scritto da Direttore

    Le esigenze fisiologiche essenziali sono le stesse per gli esseri umani e per gli esseri animali. L’uscita di casa, attorno a casa, per mezz’ora o un’ora non è vietata. Con o senza cane. Ma vale per tutti, che l’uscita deve essere fatta attorno a casa – max 200 metri – e senza creare assembramenti. Queste le regole fino al 13 aprile. Poi si vedrà. LA REDAZIONE