Ravenna, Michele de Pascale: stiamo cercando di proteggere al meglio i nostri anziani e a Pasqua non vogliamo esodi

Più informazioni su

Nell’ambito delle strategie di prevenzione del contagio da Coronavirs, uno dei punti più delicati riguarda gli ospiti delle strutture socio-sanitarie per anziani che garantiscono assistenza a una popolazione fragile e particolarmente esposta al rischio di complicanze fatali associate, appunto, all’infezione da Covid-19.

In Italia le case protette si sono rivelate in molti casi focolai di infezione del virus con esiti drammatici sulla popolazione anziana ospite. A Ravenna no. In provincia, sulla base delle indicazioni di Regione e Ministero della Salute, da lunedì 30 marzo hanno preso avvio, all’interno delle strutture socio-sanitarie per anziani, i Nuclei di Osservazioni finalizzati ad accogliere persone anziane, non autosufficienti o adulti con condizione assimilabili all’anziano, che accedono in struttura una volta dimessi dagli Ospedali (e a tutti coloro che provenienti dal domicilio necessitano di accedere in una struttura socio-sanitaria, sia per evitare il ricorso a percorsi di ospedalizzazione sia in presenza di particolari condizioni di fragilità familiare).

La necessità di prevedere tali Nuclei di Osservazione, prima di procedere all’inserimento nella struttura socio-sanitaria è finalizzata proprio a evitare lo sviluppo di focolai da contagio Covid-19 nelle strutture per anziani. I Nuclei sono stati attivati per il Distretto di Ravenna, presso la Casa Residenza Anziani Galla Placidia, con una disponibilità pari a 20 posti letto, per il Distretto di Lugo presso la struttura San Rocco di Fusignano con 19 posti letto e per il Distretto di Faenza presso la struttura Sant’Umiltà con 20 posti letto.

Il Sindaco di Ravenna e Presidente della Provincia Michele de Pascale ci spiega meglio la situazione.

“Bisogna fare una premessa: non si può parlare di rischio zero in questo caso. Le visite esterne sono state vietate. Ma gli Oss entrano ed escono dalle strutture protette per anziani e non si può fare diversamente, dunque pur con tutte le cautele del caso non si può essere sicuri al 100% che non avvengano contagi. Comunque, sia in Lombardia sia in Emilia-Romagna si è visto che il punto critico è determinato soprattutto dal passaggio degli anziani dall’Ospedale alle strutture. Come si sa, molti anziani delle Case protette hanno bisogno di ricoveri in Ospedale per malattie di varia natura. Quando vengono dimessi dall’Ospedale – che oggi sono, come sappiamo, un luogo pericoloso per il contagio – e tornano in struttura, gli anziani rischiano di portare il contagio dentro la struttura che li ospita. Il rientro è la fase più problematica. Abbiamo quindi deciso di realizzare delle Case protette ponte, i Nuclei di osservazione, appunto, dove l’anziano dimesso dall’Ospedale viene assistito per alcune settimane, prima di essere reinserito nella struttura da cui proveniva. In queste Case protette ponte il personale Oss è dedicato, cioè lavora solo lì e non viene a contatto con altri anziani, mentre i dispositivi di sicurezza adottati hanno standard più alti. In questo modo cerchiamo di azzerare il rischio. Non c’è però la garanzia dello zero assoluto, lo ripeto.”

Al momento non abbiamo ancora avuto focolai come si sono registrati altrove, anche nella vicina Forlì?

“No. In questi casi non sai mai quanto tu sia bravo e quanto tu sia fortunato. Cioè non sai quando finisce una cosa e comincia l’altra. Quindi è sbagliato assumersi troppi meriti, anche perché rischiamo di essere smentiti poche ore dopo. Comunque, posso dire che abbiamo cercato di fare la massima attenzione e abbiamo registrato almeno due o tre casi in cui il rischio della diffusione del contagio è stato scoperto in tempo grazie ai controlli maniacali messi in atto dopo la dimissione dall’Ospedale. Abbiamo identificato immediatamente i casi di positività e le persone Covid-19 positive appena dimesse sono state rimandate immediatamente in Ospedale. Con un sistema di controlli meno rigido e accurato il rischio di focolaio sarebbe stato molto reale. E, ripeto, non possiamo escludere che qualcosa del genere succeda anche qui in futuro.”

Passiamo ad altro argomento. Buoni pasto e aiuti alimentari. Avete ricevuto centinaia di richieste e avete già cominciato a distribuire gli aiuti. Circola un’idea per noi aberrante fra alcuni Sindaci di destra, per cui si dovrebbe adottare in questo caso la parola d’ordine ‘prima gli Italiani’. Lei, nel corso di un’intervista ha detto, ‘no, prima chi ha fame’. Ci è parsa una cosa di molto buon senso e di giusta umanità. Ci vuole spiegare.

“Qualche Comune ha annunciato con soddisfazione che da oggi distribuisce i buoni pasto. Noi, senza troppo clamore, abbiamo già cominciato da martedì scorso, nel pomeriggio, a distribuire i primi aiuti. Ho detto ‘prima a chi ha fame’ di getto, la cosa mi è uscita spontanea. Si può discutere di tutto, però mettersi a fare una gerarchia in base alla nazionalità delle persone rispetto al diritto di mangiare, francamente mi pare troppo. Non voglio seguire queste polemiche, che lasciano il tempo che trovano, ma io direi di non passare il segno. Stiamo parlando di buoni alimentari e i buoni alimentari, per nutrirsi, ripeto, vanno dati a chi ne ha bisogno, senza guardare alla carta d’identità o al colore della pelle. Vanno distribuiti con grande attenzione, questo sì, perché vanno dati a chi ha veramente bisogno. Noi abbiamo utilizzato il principio in questa fase di dare i buoni a chi è privo di altre forme di sostegno. Io mi fido dei nostri assistenti sociali. Loro conoscono le esigenze delle persone e dei nuclei famigliari: dunque poca ideologia e pochi paletti, ma molto pragmatismo per rispondere alle esigenze reali delle persone. Se no rischiamo di adottare il sistema Inps per cui ci perdiamo in farraginosi iter burocratici.”

Mentre bisogna dare risposte subito, qui e ora.

“Sì. Guardando in faccia le persone. E, ripeto, per fare questo io mi fido dei miei assistenti sociali. Io non entro nel merito di chi deve avere o non avere. Questo lavoro lo devono fare gli assistenti sociali. Hanno la conoscenza e la competenza per farlo. La politica si deve tenere lontano dalla gestione di queste cose.”

Veniamo al rispetto delle regole del decreto #iorestoacasa. Questo weekend appena trascorso è andato bene. I Ravennati in grandissima parte sono stati bravi e hanno fatto il loro dovere. Siete preoccupati invece per il prossimo weekend, quello di Pasqua?

“Io sono molto preoccupato per Pasqua e siamo già d’accordo che a giorni ci troveremo di nuovo al tavolo della Prefettura, perché penso che dobbiamo mettere in campo un sistema di controlli molto forte per il weekend pasquale. Sia per mandare un messaggio chiaro ai nostri concittadini, che però mi sembrano assolutamente consapevoli che non devono abbassare la guardia né devono vanificare il sacrificio fatto finora. Sottolineo che stiamo assistendo ad una flessione nella crescita dei contagi e soprattutto all’aumento forte delle guarigioni: quindi continuiamo su questa strada. Ma il messaggio forte va dato anche a chi vorrebbe venire qui da fuori: sia chiaro che non devono venire.”

Ognuno deve fare Pasqua a casa sua, niente seconde case o case vacanza, niente traffico o esodo pasquale.

“Assolutamente no. Quindi struttureremo controlli sia all’interno del territorio, sia per chi sta arrivando da fuori.”

Insomma, noi stiamo a casa, state a casa anche voi.

“Sì. Lo dico con la consapevolezza che le case non sono tutte uguali. C’è chi ha il giardino di mille metri e chi il giardino non ce l’ha. C’è chi ha la cameretta con il grande schermo o il mega impianto hi-fi con tutte le attrezzature ipertecnologiche e chi ha solo la casa e basta. E poi c’è chi non ha nemmeno quella. Quindi il mio è un invito alla tolleranza e al buon senso. Chi dal proprio grande giardino impreca contro chi esce per un’ora d’aria attorno a casa, forse dovrebbe farsi qualche domanda. Come in tutte le cose serve equilibrio, buon senso. C’è chi ha più bisogno di quella passeggiata attorno a casa e chi no. L’importante è usare la testa, il buon senso. L’importante è non esagerare. Usiamo l’intelligenza e abbiamo rispetto per le vite degli altri, soprattutto per chi è costretto a lavorare. E se mi consente vorrei aggiungere un aneddoto, una cosa che mi è capitata giusto ieri.”

Dica.

“È una cosa che mi ha fatto riflettere e che consegno a tutti. Ieri parlavo con mio nonno, un uomo del 1933, che durante la Seconda Guerra Mondiale aveva l’età che oggi ha mio figlio. Mi è scappato di fare il paragone fra il momento che stiamo vivendo e la guerra. Non l’avessi mai fatto. Lui mi ha ricordato che durante la guerra lui dormiva nel fango, sotto un fienile, per paura di essere rastrellato dai nazisti. Mio figlio invece è chiuso in casa che gioca, si guarda i cartoni animati, e poi scende in giardino a giocare con la palla. Mi ha fatto riflettere anche per alcune mie affermazioni negli ultimi tempi, perché dobbiamo essere consapevoli che stiamo vivendo un momento molto difficile, a cui non siamo preparati, ma pur tuttavia i sacrifici che ci vengono chiesti in questo momento non sono quelli che hanno dovuto affrontare gli Italiani di altre generazioni. Insomma, dobbiamo avere senso delle proporzioni e, soprattutto, questa consapevolezza ci deve restituire senso di responsabilità nell’affrontare con rigore le regole di convivenza che ci siamo dati in questa fase di emergenza.”

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Giovanna

    Ricordo al sindaco che da lui è arrivata la richiesta di segnalare casi di trasgressione, proprio quello a cui ora si riferisce : “qualcuno che dal suo giardino ecc ecc “

  2. Scritto da Direttore

    La richiesta del Sindaco non riguardava l’ora d’aria attorno a casa – come poi è stato precisato – ma chi andava a fare la gita in spiaggia, in palizzata o in pineta. LA REDAZIONE

  3. Scritto da ALBERTO

    OCCORRE CONTROLLARE LE SECONDE CASE AI LIDI RAVENNATI, NON SOLO LE STRADE, E’ Già IN CORSO L’ESODO DAL NORD, TROPPE PERSONE SONO GIA’ ARRIVATE IN QUESTO FINE SETTIMANA !!!

  4. Scritto da Titti

    Vorrei far presente che nella corte comune di.molti condomini,ho notato che nel.pomeriggio di queste giornate soleggiate c e
    sempre l assemblamento, tutti scendono per l’ora d aria a discapito della.comunita , non serve guardare lontano…

  5. Scritto da Gianni C.

    Grazie!!

  6. Scritto da armando

    A Pasqua non vogliamo esodi ??? molti dal Nord sono gia arrivati, in silenzio.- A Marina Romea e Punta Marina !!! si sbarrino le strade: Via Trieste -Via Molinetto – Via Marabina e controlli severissimi gia da ora.- !!! e stangateli a dovere, con multe severissime e tutti i soldi di queste donarli agli Ospedali.- Sig. Sindaco: non vogliamo essere i piu coglioni a restare chiusi in casa !!! il sacrificio lo devono fare tutti !!!