Piccoli gruppi, in parchi e giardini. A Ravenna i Cre si organizzano per partire, in attesa delle linee guida regionali

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C’è ancora molta incertezza su come sarà l’estate dei bambini e dei giovanissimi in tempi di pandemia globale. Nell’attesa che Governo e Regione fissino le linee guida sui centri ricreativi estivi, punto di riferimento per i bimbi e le loro famiglie, Ravenna si sta muovendo per organizzare servizi fondamentali non solo a sostegno dei genitori che, lavorando, hanno indispensabile bisogno di contesti consoni e sicuri ai quali affidare i propri figli, ma anche dei bimbi e ragazzi stessi, che dopo mesi di reclusione potrebbero finalmente tornare a socializzare e a giocare.

In città, l’offerta di cre estivi è molto variegata e si va dai servizi offerti dal Comune nelle scuole e negli asili, ad una miriade di esperienze private diverse, organizzate da parrocchie, associazioni sportive, culturali e quant’altro.

“Il Comune è parte del Tavolo regionale, al lavoro per predisporre le linee guida – spiega l’assessora all’istruzione Ouidad Bakkali -. Aspettiamo risposte certe anche dal Governo, ma ad oggi le indicazioni di massima sono quelle già comunicate dalla Regione: piccoli gruppi, spazi aperti, sanificazioni, rapporto basso tra educatori e bambini, forse 1-5. Noi stiamo immaginando i nostri servizi all’interno di questi scenari. Non è detto che qualche esperienza non possa partire anche prima della fine dell’anno scolastico, come auspicato dal sindaco”.

I cre comunali, quelli organizzati all’interno di scuole e asili da soggetti accreditati, per intendersi, dovranno svolgersi principalmente nei giardini delle scuole e nei parchi, ma ci saranno e copriranno tutta la fascia 0-11. “Stiamo mappando le aree verdi disponibili – continua l’assessora – per trovare quelle più idonee, attrezzate con servizi igienici, spazi ombreggiati. Abbiamo un patrimonio di conoscenze importanti sull’outdoor education, sono anni che lavoriamo su questo fronte. La sicurezza sanitaria sarà abbinata ad una rimodulazione dei contenuti educativi, ma i bandi per l’accreditamento dei gestori e per i vaucher da erogare alle famiglie per la conciliazione casa-lavoro sono pienamente operativi, speriamo anzi di poter implementare l’aiuto”.

Uno dei cre privati, tra i più richiesti e frequentati, che ogni estate ospita tra i 200 e 230 bambini per turno settimanale, è organizzata dalla parrocchia di San Simone e Giuda. “Non sappiamo ancora se saremo in grado di attivare il cre o meno quest’anno – ci dicono dalla parrocchia -, siamo in attesa di capire meglio le condizioni che verranno poste. Noi abbiamo spazi aperti molto ampi, ma i bambini non sanno cosa sia il rispetto della distanza, come si fa ad imporre loro di giocare ad un metro l’uno dall’altro? Comunque è ancora presto per dire cosa succederà. Attendiamo di avere più informazioni”.

Un’altra realtà privata, cresciuta molto negli ultimi anni è quella dell’associazione Tralenuvole, gestita da due mamme imprenditrici ravennati, Elena e Francesca.

“Noi siamo pronti a partire appena ci sarà il via – spiega Elena -. Stiamo progettando modalità nuove di gestione dei campi estivi e faremo tutto ciò che ci sarà richiesto per garantire la sicurezza di famiglie e bambini. Abbiamo già tantissime richieste da parte delle famiglie e a breve cominceremo a prendere le prime prenotazioni. Non abbiamo ancora una data certa, ma appena possibile lo comunicheremo tramite i nostri canali web”.

La loro attività è sempre stata realizzata all’aperto, tra il campo sportivo del Marchesato a Marina di Ravenna, struttura completamente dedicata al cre, e il parco della Rocca Brancaleone. “Già fin da ora immaginiamo difficile poter garantire il trasporto tra Ravenna e Marina, che realizzavamo con pulmini da 8-9 posti. Forse salterà”.

“Stiamo pensando ad istituire un operatore incaricato della sanificazione, per i bagni e gli spazi comuni e per vigilare che non ci sia un uso promiscuo delle borracce – continua -. Disporremo l’utilizzo di mascherine e igienizzanti per gli educatori che staranno con i bambini, sempre lo stesso educatore con lo stesso gruppo. Noi abbiamo sempre predisposto 1 educatore ogni circa 5 bambini, dunque il creare piccoli gruppi non ci spaventa. Ovviamente dovremo rimodulare l’offerta formativa, puntando di più su letture, passeggiate e laboratori all’aperto. Ma non abbiamo giochi da sanificare non ne abbiamo mai usati. Su alcuni aspetti invece, come gestire lo sporzionamento dei pasti e il momento del pranzo, attendiamo di avere informazioni istituzionali”.

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Commenti

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  1. Scritto da Marco74

    Non e’ facile trovare soluzioni adeguate e sicure mantenendo il distanziamento quando si deve far capire ai bambini soprattutto ai più piccoli che devono mantenere distanza tra loro.
    Spiegare ai più piccoli che non devono condividere giochi.
    Vedendo la realtà’ degli asili bisogna fronteggiare anche la problematica dell’ignoranza delle persone che portano i bambini in situazione di salute non sempre ottimale
    In caso che lascino un bambino con il raffreddore come vi comportate?
    Poi non capisco perché muoversi se non hai le linee guida, sicuramente già farsi un’idea è giusto ma se a livelli ministeriale e regionale non hai le linee guida c’è poco da studiare !!!!
    E’ come dire voglio fare un viaggio in auto e non avere l’auto!!

  2. Scritto da Roberto

    E’ comprensibile che per aver apprezzamenti si fa di tutto…. ma poi si esagera. Non è ripartita la scuola … come si più pensare alle attività per i più piccoli.
    1. I bambini dovranno tenere la mascherina……provateci
    2. I bambini non potranno stare vicino….. provateci
    3. I bambini dovranno mantenere una igiene importanteed ogni volta che un gioco passa ad un altro dovrà essere sanificato….. sicuro
    4. Le insegnato dovranno essere dotate con gli stessi DPI da infermiere ospedaliere, perché dovranno necessariamente prendere in braccio bambini piangenti…. buona fortuna
    5. A tutti i bambini e loro accompagnatori dovrà essere misurata la temperatura corporea….auguri
    Se volete vado avanti…. ma non si fanno dichiarazioni per puro spot per alzare i gradimenti politici.