Conselice. Celebrazioni “sociale” per il 130° anniversario dell’eccidio delle mondine

A causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria tuttora in atto, il Comune di Conselice non potrà ricordare in maniera “consueta” il 130° anno dall’eccidio delle mondine, avvenuto a Conselice il 21 maggio 1890.

La celebrazione di questo anniversario si sposta quindi sui canali “social” del Comune, le sue pagine Facebook ed Instagram. A partire da domani, venerdì 15 maggio, verranno pubblicati vari contenuti: immagini, video, interviste e testi provenienti in buona parte dagli archivi comunali, grazie al noto fotografo conselicese Romano Neri, e da pubblicazioni nate grazie al ricco programma di eventi ed iniziative volute dall’Amministrazione Comunale del 1990, in occasione del Centenario dell’eccidio.

Fra questo materiale, la rievocazione dei bambini delle elementari di Conselice e San Patrizio; le foto del convegno nazionale di studi dal titolo “Le donne delle campagne nella storia sociale d’Italia”, curato dall’istituto Cervi, che vide anche la partecipazione di Nilde Iotti; foto dell’inaugurazione del monumento con la stessa Iotti; il video realizzato con l’ex sindaco Cocchi…

Venerdì 21, poi, il sindaco Paola Pula farà una deposizione di corone in memoria delle tre persone uccise quel 21 maggio 1890.

La mattina del mercoledì 21 maggio 1890, alcune centinaia di mondine, scesero in sciopero: lasciarono per protesta le risaie Massari recandosi in paese per chiedere l’aumento del salario giornaliero da 65 centesimi ad una lira. Arrivate in piazza Foresti si unirono ad una folta delegazione di braccianti ai quali la truppa di fanteria aveva impedito con la forza l’accesso al palazzo municipale per sollecitare l’avvio di lavori pubblici. Era la scintilla della rivolta.

Dalla piazza salì allora il grido “Pane e lavoro!”. Si levò una gragnola di sassi. La truppa sparò. Albina Belletti, una giovane mondina, fu uccisa con due colpi di revolver alla nuca; Annunciata Felicetti, risaiola e Francesco Tabanelli, sarto, caddero esanimi. Circa trenta furono i feriti. I segni delle pallottole restarono a lungo sui muri delle case, della torre civica e della chiesa. A Ravenna, in ottobre si tenne il processo contro 8 braccianti e un ragazzo: 6 imputati furono condannati a dieci mesi di carcere, uno a cinque.

L’eccidio di Conselice ebbe vasta risonanza in Italia. Da tutti regno giunsero attestati e contributi di solidarietà per i familiari delle vittime. Se ne occupò la stampa nazionale e non passò inosservato nemmeno nel resto d’Europa. Anche Edmondo De Amicis e Antonio Labriola presero la penna per ricordare quella tragedia ai posteri.