Domenica 24 maggio prima Messa festiva col popolo. Monsignor Ghizzoni: “Sia occasione per essere più fratelli”

Domenica 24 maggio 2020 nelle parrocchie della diocesi si celebrano le prime Sante Messe festive dopo il lockdown dovuto all’epidemia da Covid-19, con le norme stabilite dal protocollo firmato il 7 maggio 2020 dal Ministero dell’Interno e dalla Cei recepite a livello diocesano. Un momento di ritrovo per le comunità parrocchiali della Diocesi alle quali l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni ha voluto inviare un messaggio, attraverso una videointervista pubblicata sul sito e sul canale Youtube del settimanale diocesano Risveglio Duemila.

“In questo periodo di celebrazioni a porte chiuse – ha spiegato monsignor Ghizzoni – abbiamo condiviso la situazione di molti fratelli nella fede che vivono in luoghi in cui non c’è la Messa o non ci sono i sacerdoti o peggio Paesi in cui la Chiesa è perseguitata. Noi non siamo in questa situazione, e ora potremo tornare a celebrare”, con tutti i nostri fedeli, finalmente.

Ma il partecipare all’Eucaristia in questo momento di pandemia dev’essere per i cristiani, avverte l’arcivescovo, un’occasione di solidarietà e di attenzione per i più fragili: “Bisogna che allarghiamo lo sguardo e il cuore – spiega nella parte finale della videointervista – verso le persone che vivono questo periodo di abbandono e solitudine. Stiamo ripartendo e la solidarietà si deve manifestare, oltre che nell’andare a Messa insieme, anche nell’aprirci alle persone che sono in difficoltà nei nostri condomini, nei nostri paesi, per cogliere i bisogni e fare di questo un tempo di ulteriore carità e attenzione alle povertà materiali e morali presenti in mezzo a noi”.

Timore, da un lato ma anche grande gioia: sono i sentimenti espressi su questo passaggio delicato in una lettera firmata da mons. Ghizzoni assieme a tutti i vescovi della Conferenza episcopale emiliano-romagnola: “Timore – affermano nella nota – perché viviamo ancora nell’incertezza circa l’evoluzione della pandemia, della quale non si esclude un’ulteriore diffusione: di qui la prudenza, continuamente raccomandata dalle autorità civili, dal Papa, dai vescovi. Ma anche gioia grande perché possiamo cominciare ad incontrarci, a recuperare l’integralità dell’esperienza ecclesiale: di qui la speranza, alimentata per noi cristiani non tanto dalle proiezioni e dalle statistiche, quanto dalla parola di Dio e dalla fede”.

“È una condizione che richiede estrema prudenza, prima di tutto per una ragione di giustizia – concludono i vescovi –: non possiamo mettere a rischio la vita e la salute dei fratelli, specialmente quelli più fragili ed esposti; il principio di precauzione è una esigenza del principio di responsabilità. Per noi cristiani c’è inoltre una ragione di carità: il rispetto per l’altro, anzi la custodia dell’altro, è una traduzione pratica del comandamento dell’amore. Non avrebbe senso quindi partecipare alla mensa del Signore, qualora mettesse a rischio la salute dei fratelli. La prudenza si traduce in gradualità nella ripresa, osservanza scrupolosa delle disposizioni, attesa ulteriore nei casi di dubbio”.

La Diocesi ha pubblicato una serie di indicazioni per lo svolgimento delle liturgie che saranno a breve consultabili sul sito www.diocesiravennacervia.it. Di seguito una sintesi:

Capienza massima. L’accesso ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi, come per esempio le sacrestie e il sagrato. Ogni parroco sarà chiamato ad individuare la capienza massima della sua chiesa, tenendo conto della distanza minima di sicurezza tra i posti, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale.

Accesso ai luoghi di culto. L’accesso allo spazio celebrativo, in questa fase di transizione, sarà regolato da volontari e/o collaboratori. Dove sarà possibile, si utilizzeranno porte diverse per l’entrata e l’uscita dei fedeli, che rimarranno sempre aperte all’inizio e alla fine della celebrazione per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate. Ciascun fedele entrando si siederà nel posto libero più distante dall’ingresso. Le procedure di uscita saranno scaglionate a partire dai banchi più vicini alle porte.

Celebrazioni all’aperto. Saranno permesse e consigliate, dove possibili, le celebrazioni all’aperto, mantenendo le distanze previste dall’autorità: anche in questo caso va determinata la capienza massima in funzione dello spazio utilizzato.

Precetto festivo. Resta ancora in vigore la dispensa del precetto festivo per motivi di età e salute. Dove possibile, proseguiranno le trasmissioni in streaming delle celebrazioni per quanti non possano o non ritengano prudente partecipare alla Messa.

Regole di comportamento per i fedeli. Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche sono tenuti a indossare mascherine e a rispettare la distanza di sicurezza. I minori fino a 6 anni di età possono stare seduti di fianco ad un genitore. Durante la Messa non si effettuerà lo scambio della pace e la processione offertoriale. La liturgia potrà essere accompagnata da un organista ma non dalla presenza del coro.

La Comunione. Fra i momenti importanti c’è quello della Comunione che sarà distribuita ai fedeli solo sulle mani e mantenendo la distanza di sicurezza tra un fedele, dopo che il celebrante ed eventualmente il diacono e il ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso e mascherina.

Sacramenti. Da lunedì 18 maggio riprende anche la celebrazione degli altri sacramenti, nel rispetto di tutte le disposizioni contenute nel Dpcm del 7 maggio, fatto salvo per le Cresime che sono rinviate.

Comunicazione.  La Diocesi metterà a disposizione di tutte le parrocchie un “manifesto” che riassume tutte le misure di sicurezza essenziali che dovranno essere affisse e in evidenza nelle chiese, a partire dalla capienza massima prevista per l’edificio di culto, dal divieto di accesso per chi avesse una temperatura corporea superiore a 37,5 gradi e del mantenimento delle distanze.

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