Infermieri in piazza a Ravenna l’8 giugno per dar voce a delusioni e aspettative disattese

Dopo aver combattuto nelle corsie e nelle stanze d’ospedale, sopportato turni massacranti,  vissuto, per amore del loro lavoro, lunghi periodi di lontananza dalle loro famiglie,  anteposto il dovere professionale e l’impegno per la salute pubblica alle questioni personali, rischiato anche la vita, come “soldati sul campo”, gli infermieri dell’Emilia Romagna si sentono delusi, offesi, feriti, umiliati soprattutto bistrattati e non valorizzati, sia da parte dei politici nazionali che da quelli regionali. Per questo motivo sono pronti a manifestare e rivendicare il loro giusto riconoscimento sia sociale che economico.

Gli infermieri emiliano-romagnoli hanno deciso di scendere in strada per manifestare pacificamente il loro dissenso, per far arrivare il loro messaggio alla società civile. “Gli infermieri ci chiedono di portare la nostra voce e le nostre ragioni in tutte le sedi istituzionali, pretendendo la giusta visibilità” dichiara Francesca Batani, Responsabile regionale del Sindacato Nursing Up. “Troppo facile proclamarci eroi nel momento del bisogno e poi voltarci letteralmente le spalle”.

Per questo gli infermieri scenderanno anche a Ravenna l’8 giugno davanti al Palazzo del Governo, “vìs-à-vìs” con i cittadini

Il Nursing Up Emilia Romagna grazie alle richieste avanzate dagli infermieri, scenderà al loro fianco e si è fatto portavoce delle numerose richieste a tutela della professione e della cittadinanza. Per l’agognato e meritato salto di qualità della nostra professione, dicono gli infermieri, ci facciamo portatori di queste istanze:
– La necessità di un contratto fuori dal comparto
– Aumento stipendiale serio, sostanzioso e strutturale.
– Diciamo basta ai bonus una tantum!
– Rivisitazioni e istituzioni di nuove indennità, in particolare indennità infermieristica permanente che sia parte del trattamento economico fondamentale e non una “una tantum”.

L’emergenza Covid-19 ha accentuato le profonde differenze rispetto alle altre professioni. La libera professione alla stregua dei medici – Aggiornamento professionale e riduzione del debito orario settimanale per la frequentazione, come già avviene per i medici.

Per la salute e la cura dei cittadini:
– l’istituzione SERIA dell’infermiere di famiglia in quanto figura fondamentale per la prevenzione ed educazione sanitaria: l’infermiere è la figura che si prende cura della persona e del mondo che lo circonda (famiglia, società ecc)
– Più infermieri nei reparti (a fare gli infermieri e non i factotum) per tutelare la vita dei pazienti: è dimostrato scientificamente (British Medial Journal, NR4Cast ecc) che avere un rapporto di 1 infermiere ogni 6 pazienti riduce del 20% la mortalità nei reparti di medicina e del 17% in quelli di chirurgia
“L’emergenza Covid ha messo in ulteriore evidenza, che la nostra professione è indispensabile, ha stigmatizzato ciò che da sempre denunciamo: ovvero che gli infermieri sono la spina dorsale del sistema sanitario nazionale: ma in concreto la politica e tutte le istituzioni continuano a trattarla in modo inadeguato sia socialmente che economicamente”, conclude con forza la responsabile del Coordinamento Nursing Up Emilia Romagna.

Gli infermieri scenderanno in piazza:
il 04 giugno davanti al Palazzo del Governo a Rimini
il 05 giugno davanti al Palazzo del Governo a Ferrara
l’08 giugno davanti al Palazzo del Governo a Ravenna
il 09 giugno davanti al Palazzo della Regione a Bologna

Commenti

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  1. Scritto da mg

    Eroi, eroi, canzoni al balcone…poi vedi come si comportano le persone ad alcune manifestazioni, nei locali nelle spiaggie e nelle piazze della movida…purtroppo niente è cambiato e niente cambierà…in bocca al lupo per la vs. protesta, con tutti i soldi che arriveranno dall’europa il momento dovrebbe essere propizio.

  2. Scritto da Francesco

    Tutta la mia solidarietà!!!ma sappiamo bene cosa sono le promesse dei politicanti!!!

  3. Scritto da Piemme

    Perdonatemi avete RAGIONE, ma non credo che le cose che state chiedendo si possano verificare in 3 mesi, forse sarebbe opportuno attendere qualche altro mese, volete scendere in piazza perchè si assista al bello spettacolo delle piazze di ieri mattina (assembramenti e persone senza mascherina), se non abbiamo ancora capito il maledetto virus è ancora in mezzo a noi.

  4. Scritto da Roberta

    Vorrei partecipare assolutamente, ma non ho ben capito se sarà un giorno di sciopero. Come mi dovrò comportare nella giornata lavorativa del giorno 8 essendo in servizio?