Ravenna, lutto nel mondo della musica per l’improvvisa morte di Titta

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È morto improvvisamente a Ravenna l’8 luglio all’età di 51 anni Titta, al secolo Giuseppe Tittarelli, cantante e musicista. Molto popolare e seguito dal suo pubblico, Titta era considerato il Re della musica “trash” e del rock demenziale, con testi memorabili, cantati a squarciagola dai tanti fans che lo hanno seguito ad ogni concerto. La sua carriera era iniziata assieme alle “Fecce Tricolori”, band che si scioglie però nei primi anni 2000 e da allora Titta ha proseguito la carriera da solista. Poi nel 2015 compaiono i primi sintomi di una malattia che lo porterà per alcuni anni lontano dalle scene – ma non dai fans – e della quale non si capiscono subito i contorni. Ne parlerà lui stesso. Nel luglio di un anno fa l’annuncio: sono guarito. Così si raccontava a Ravennanotizie il 29 luglio 2019.

“La mia è stata un’esperienza terribile – spiegava Titta – perchè il linfoma di Hodgkin che ho avuto, è un tumore che ha come principale caratteristica un prurito atroce per tutto il corpo. Ho avuto i primi sintomi nel 2015, ma la diagnosi è arrivata solo nel dicembre 2017”.

Il calvario è fatto di un paio d’anni in cui il cantante ravennate non è riuscito a chiudere occhio per più di 4 o 5 ore a notte: “Trovavo un sollievo a quel prurito atroce solo con una pomata, che però funzionava solo per qualche ora”. Un inferno. “Ero ovviamente esausto – continua il suo racconto – e ho dovuto interrompere tutte le mie attività. Quando mi hanno diagnosticato la malattia per me è stata una liberazione, perchè finalmente ho saputo cosa avevo. Mi sono sentito come in “Caro Diario” dove Nanni Moretti parla della sua esperienza con la malattia, la stessa che ho avuto io. Ecco, mi è successo tale e quale”.

Con la diagnosi arriva anche la chemioterapia, che ha impiegato più tempo del previsto a fare effetto, visto che il linfoma lavorava da molto tempo: “Invece dei 6 mesi di terapia che mi erano stati preannunciati c’è voluto un anno e mezzo. Approfitto per ringraziare tutti i dottori, le dottoresse e le infermiere del reparto ematologico di Ravenna, dove sono stato trattato molto bene e che è un’eccellenza in Italia, assieme ai volontari Ail e Ior, preziosi. E ringrazio il cielo di essere nato in un paese dove la sanità è pubblica…”.

“Adesso – aggiunge – mi devo ancora riprendere del tutto fisicamente: nell’aprile di quest’anno ho effettuato l’autotrapianto di cellule staminali, che è stato l’ultimo atto della terapia. Sto tornando poco a poco a condurre una vita normale. Per quattro anni ho vissuto da invalido ed anche psicologicamente devo riabituarmi alla vita, visto che sono guarito da poco e ancora non mi sembra vero”.

L’8 novembre scorso c’era stato anche il suo rientro sulle scene con il “Sono tornato tour”. Il primo concerto in calendario al Bronson di Madonna dell’Albero aveva fatto registrare il tutto esaurito.

“La malattia non ha certamente cambiato il mio rapporto con la musica – disse in quella occasione – e quello che voglio comunicare, semmai mi ha insegnato delle cose che spero di mettere in atto in futuro nella mia vita privata, come ad esempio non arrendersi ai primi ostacoli ed essere più deciso e concreto nelle scelte che la vita spesso ti mette di fronte”.

Purtroppo oggi la triste notizia della sua morte che ha gettato i fans nello sconforto.

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Commenti

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  1. Scritto da Aldo

    Condoglianze, sembrava guarito. Peccato.

  2. Scritto da Marco O.

    Grandissimo Titta. Il genere demenziale che rappresentava sul palco nascondeva un personaggio di spessore e sensibilità. Nel mare delle battute “grasse” ne inseriva alcune di grande qualità e arguzia. Una delle sue preferite è memorabile: “Io e il Maestro Muti siamo le due più grandi eccellenze musicali di Ravenna!” e quando sfumava l’effetto comico della prima parte della battuta aggiungeva a mezza voce “… sì, anche se lui in fondo fa solo delle cover…”.

  3. Scritto da Sara

    Ciao uomo strip, hai allietato tante belle serate in compagnia, con te va via un piccolo pezzo della storia di Ravenna