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Lugo, la città riparte: dopo l’emergenza Covid, riaprono i cantieri in molte aree strategiche

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L’emergenza Covid ha picchiato duro sull’economia locale, le molte indagini congiunturali diffuse in queste ultime settimane lo rimarcano con chiarezza: perdita di fatturato per le aziende, posti di lavoro a rischio e molte incertezze sul futuro sono i tratti distintivi di questa fase di ripartenza, dopo i lunghi mesi di standby dovuti al lockdown.

Anche l’economia lughese, principalmente incentrata su manifattura e attività agroalimentare, non è uscita certo indenne da questo periodo: “Le indagini diffuse dalla Regione parlano di perdite di posti di lavoro in tutta l’Emilia Romagna attorno alle 40-60mila unità, ma sono ovviamente proiezioni che in questa fase è difficile sapere in che misura si realizzeranno”, commenta il sindaco di Lugo, Davide Ranalli.

“Quello che avvertiamo nel nostro territorio – prosegue il sindaco – è che c’è una forte preoccupazione per il riavvio di settembre. Il polso della situazione ce lo danno i frequenti incontri che teniamo con gli imprenditori e le associazioni di categoria. Ci sono settori, come quello dell’edilizia, del manifatturiero e dell’agroalimentare, colpito anche dai fenomeni meteorologici avversi della primavera, che hanno sofferto di più: qui prevalentemente le aziende stanno cercando di sopravvivere a questa fase difficile, senza intaccare il patrimonio di capitale umano dato dai propri dipendenti. Altri settori, meno colpiti stanno provando con coraggio a rilanciare gli investimenti”.

Come è intervenuto il Comune in sostegno alle imprese? “Senza dubbio – prosegue Ranalli – noi abbiamo messo in campo una serie di provvedimenti e strumenti che hanno cercato di contenere questa crisi. L’ultimo in ordine di tempo è la determina del Consiglio dell’Unione per l’abbassamento della Tari, che va a coprire per un 20% con risorse dei Comuni i costi delle imprese. Ogni provvedimento assunto è sempre stato frutto della concertazione col Tavolo delle imprese. Non sempre si riesce a fare tutto il necessario, ma serve anche un sano realismo per rendersi conto della precarietà in cui versano gli enti locali. Noi ad oggi non siamo in grado di capire a quanto ammonteranno le minori entrate che deriveranno da questa crisi: impoverimento del tessuto economico, significa minori entrate per i Comuni che di conseguenza dispongono di minori risorse da riversare sul territorio. Altro provvedimento che, nonostante le incertezze, siamo riusciti a realizzare è quello a vantaggio dei commercianti in affitto nei locali del Comune di Lugo, per i quali abbiamo coperto il 100% del credito di imposta per l’affitto. Continuiamo a lavorare per sostenere al meglio l’economia”.

In città c’è attesa per diverse riqualificazioni, partendo da quella di Piazza Savonarola, in pieno centro storico. A che punto siamo?

“A brevissimo ripartiranno diversi cantieri che erano stati sospesi durante l’emergenza Covid. Primo fra tutti quello di Piazza Savonarola, che definirei il vero cantiere post Covid. Partirà il 4 agosto e ridonerà uno spazio pubblico rigenerato ai cittadini entro la primavera del 2021. Abbiamo visto come l’impossibilità di vivere gli spazi sociali al chiuso oggi ci chieda di riprendere una riflessione approfondita sul tema degli spazi pubblici. Se già prima piazza Savonarola rappresentava un investimento importante di rigenerazione urbana, oggi diventa un grande cantiere di ricostruzione sociale, che ritesse le relazioni sociali attraverso uno spazio che torna ad essere a disposizione delle persone”.

“Ad inizio settembre – aggiunge il sindaco – partirà invece il cantiere nell’area dell’ex acetificio Venturi. Lo scorso anno è stato demolito l’edificio che ospitava l’opificio fino all’inizio degli anni ‘80 e qui sorgerà una struttura commerciale e di servizi del welfare del Comune, oltre che, nei prossimi anni, la Casa della Salute. Un significativo lavoro, stiamo parlando di più di 20milioni di euro tra investimenti pubblici e privati che va a riqualificare un’area abbandonata e porta i servizi vicino ai cittadini. Anche qui, nonostante i tempi non dipendano solo dal Comune, si parla indicativamente di Pasqua 2021”.

“Un altro cantiere importante che è già partito – prosegue Ranalli -, finanziato per oltre 600mila euro da parte del Comune è quello per la realizzazione della cassa di laminazione per il contenimento delle acque nel quartiere di Lugo Nord, tra la via Fiumazzo e la via Bedazzo, un’area artigianale che da tempo viene colpita dalle sempre più frequenti bombe d’acqua degli ultimi anni. Con questo intervento, concordato con le associazioni artigianali, andremo a mettere in sicurezza queste due strade, soggette a frequenti allagamenti”.

“Tra gli altri progetti in cantiere – continua -, uno su cui puntiamo molto è la rigenerazione del patrimonio dell’edilizia popolare. Vogliamo recuperare e ridare un grande senso di dignità all’abitare: la Regione ha messo in campo un piano straordinario che noi vogliamo raccogliere, finanziando questi interventi di rigenerazione energetica e degli spazi. Parlando invece del Teatro cittadino, è ormai in dirittura di arrivo il progetto che ci permetterà di ridare alla città un teatro ancora più bello e più sicuro, dal punto di vista strutturale. Gli interventi che avevamo programmato sono stati ultimati, purtroppo però le limitazioni dovute alle norme anticovid consentirebbero l’utilizzo solo di un centinaio di posti sui 450 disponibili, una situazione difficilmente gestibile. Quindi stiamo sfruttando questo ulteriore periodo di standby per completare altri lavori strutturali di minore impatto, come la bonifica di alcune murature, emersi durante il cantiere principale. Puntiamo alla riapertura ufficiale per la stagione 2021”.

Sulla riapertura delle scuole a settembre cosa ci può dire? Nel Comune di Lugo sono necessari molti interventi strutturali per riadattare gli spazi?

“Gli interventi sono già partiti. Abbiamo realizzato una mappatura molto precisa delle esigenze dei vari istituti, grazie agli uffici del Comune e al lavoro degli assessori Valmori e Pezzi. Fortunatamente disponiamo di un patrimonio in buono stato, ma qualche intervento di rimodulazione delle aule sarà necessario. Siamo in una buona condizione perché nei 5 anni precedenti abbiamo investito molto sull’edilizia scolastica, facendo ampliamenti e manutenzioni puntuali. C’è necessità di lavori che potranno tranquillamente essere pronti per l’inizio dell’anno scolastico”.

“Il punto vero – spiega Ranalli – è capire come ricostruire per i bambini e per i ragazzi un recupero rispetto a tutto quello che hanno perduto. Se è vero che dal punto di vista didattico c’è stato un grande sforzo della scuola e delle amministrazioni per non lasciar soli gli studenti con la Didattica a Distanza, dal punto di vista educativo e del vivere la scuola come uno spazio in cui si cresce, ci sarà bisogno di recuperare ben oltre i 4 mesi di scuola persi. Ci sarà bisogno di mettere in campo uno sforzo che non è sanabile solo con la rimodulazione degli spazi e col distanziamento. Bisognerà capire come, con il contributo di insegnanti, genitori, pedagogisti saremo in grado di costruire un progetto complessivo di riavvicinamento educativo dei ragazzi alla scuola”.

È notizia recente l’approvazione da parte della Regione delle linee guida per i servizi 0-6, molto attesa per garantire la ripartenza di nidi e scuole dell’infanzia. Qual è la situazione a Lugo?

“A Nidi e Scuole Materne abbiamo sempre prestato grande attenzione e anche alla luce delle recenti dichiarazioni della vicepresidente Elly Schlein, stiamo facendo tutto il possibile per far rientrare tutti i bambini nelle loro scuole”.

Ultimo punto, ma non certo ultimo per importanza, l’ospedale.

“È proprio di ieri l’incontro tra i vertici di Ausl Romagna, i referenti amministrativi locali (per il Comune di Lugo era presente il sindaco, per l’Unione il sindaco Piovaccari, n.d.r.), il Direttore Sanitario dell’ospedale, ma anche i medici e i coordinatori infermieristici di Lugo, per tracciare la rotta da seguire per recuperare la funzionalità dell’ospedale al servizio della comunità della Bassa Romagna. Lo faremo attraverso un percorso che vedrà il ritorno al pieno regime alle attività ospedaliere, non ancora funzionanti al 100%. La struttura sarà potenziata anche in termini di personale. Si stanno sviluppano condizioni favorevoli di consolidamento e crescita per il nostro nosocomio, grazie al continuo presidio e dialogo tra la cittadinanza e gli operatori. Non dimentichiamo che il nostro ospedale ha svolto un ruolo fondamentale durante l’emergenza e credo che questo lavoro di generosità ci debba essere in qualche modo riconosciuto”.

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