Elezioni Faenza. “In chiesa non si fa politica”: il vicario generale della diocesi non concede sale parrocchiali per iniziative politiche

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La Chiesa faentina si tira fuori da possibili azioni di strumentalizzazione per fini elettorali e, con una lettera inviata ai sacerdoti delle varie parrocchie, fa sapere che non è consentito l’uso delle sale parrocchiali per lo svolgimento di riunioni di tipo politico e che dunque le stesse non possono essere concesse ad alcun partito o simile per questi scopi.

Il riferimento preciso è alle prossime elezioni comunali del 20 e 21 settembre: “Mi preme ricordare – spiega il vicario generale don Michele Morandi – che sempre, ma soprattutto in prossimità delle elezioni, non è consentito concedere l ‘uso di locali della parrocchia (nemmeno se sono dati in uso a terzi) per iniziative politiche. La circostanza che non via siano altri spazi disponibili o che la richiesta sia presentata solo per consentire l’incontro nel caso di maltempo non costituisce motivo valido per porre un’eccezione a questa regola”.

“Anche i sacerdoti – precisa inoltre – sono invitati a non prestarsi ad iniziative e ad affermazioni che possano apparire a sostegno di un candidato o di uno schieramento. La formazione all’impegno sociale e politico in linea con la dottrina sociale della Chiesa è una dimensione fondamentale dei percorsi catecheti ci e l’impegno dei cattolici non può essere strumentalizzato per meri motivi elettoralistici”.

“Infine – conclude il vicario generale -, occorre prestare attenzione anche alle richieste che possono pervenire da parte di associazioni o movimenti che, pur dichiarandosi formalmente apolitici o apartitici, in realtà assumono una precisa valenza politica o partitica. Pertanto, tali richieste potrebbero essere il tentativo per ottenere, comunque, l ‘uso della sala parrocchiale”.

Occhio vigile dunque, in chiesa non si fa politica per i partiti.

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