Settimo Centenario Dantesco. A Ravenna una cerimonia bella, sobria e rigorosa, con il prezioso suggello di Mattarella foto

Sobria. Come il momento che viviamo suggeriva. Elegante. Con quell’eleganza un po’ compassata che sa esprimere la provincia fiera delle sue glorie cittadine. Rigorosa. Come la sapiente regia di Ravenna Manifestazioni sa sempre garantire. Senza sbavature. Grazie al duro lavoro di organizzazione, solidamente ispirato dal meticoloso e rigido protocollo del Quirinale, oltre che dalla necessità di mettere in opera tutte le misure di precauzione anti-Covid. Forse un po’ algida. Ma nella stagione del distanziamento e delle mascherine, senza il popolo e il calore dell’assembramento, era oggettivamente difficile ottenere di più.

Celebrazioni Dantesche

Così abbiamo visto la cerimonia di apertura del Settimo Centenario Dantesco a Ravenna, sabato 5 settembre, in una giornata che possiamo definire storica, se non altro per il fatto che i centenari ricorrono solo ogni cento anni. In realtà, malgrado l’inevitabile deficit di calore popolare – a cui solo in parte ha potuto ovviare il numeroso pubblico accorso in Piazza del Popolo, a seguire l’evento sul grande schermo – la cerimonia ha senza dubbio avuto momenti alti, emozionanti e significativi.

A partire dall’inaugurazione della Tomba di Dante dopo il restauro, con i due enormi corazzieri del Presidente che si mettono a guardia della porta del sacello. Arrivano il Presidente Mattarella, il Sindaco de Pascale, il Prefetto Caterino, il Presidente della Regione Bonaccini. Accanto a loro l’Arcivescovo. Il Sindaco apre finalmente il portone della Tomba e poi entra con il Presidente, si trattengono per qualche minuto a parlare fittamente fra loro, di fronte alla lastra funebre di Pietro Lombardo che raffigura Dante pensoso e un leggio. Momento semplice e solenne. Da brividi i due brani eseguiti dall’ensemble vocale Voces Suaves nei pressi della Tomba, per la prima parte della serata, quella che ha incorniciato appunto l’inaugurazione del monumento funebre restaurato. Hanno proposto subito Quivi sospiri dal Secondo libro di madrigali a cinque voci (1576) del ferrarese Luzzasco Luzzaschi, maestro del più celebre Frescobaldi. A concludere l’atto solenne Io sono amore angelico di Joanne Metcalf, brano tratto da Il nome del bel fior che la compositrice statunitense ha composto per l’Hilliard Ensemble nel 1988 sui versi del Canto XXIII del Paradiso.

Presidente e Sindaco escono. Si fa avanti l’Arcivescovo Lorenzo Ghizzoni che benedice la Tomba. Dopo la breve cerimonia presso il tempio del Morigia, il piccolo corteo si sposta in Piazza San Francesco davanti alla chiesa dove 699 anni fa si celebrarono le esequie del poeta e quando il Presidente fa il suo ingresso scatta l’applauso, tutti si alzano in piedi. Parte l’Inno di Mameli. Un altro momento toccante. Anche in Piazza del Popolo il pubblico si alza in piedi, riferisce chi c’è.

Ora la parola è al Sindaco Michele de Pascale che tiene la prolusione ufficiale di apertura dell’anno dantesco, un discorso breve, intenso, appassionato (che pubblichiamo integralmente) concludendo con le parole già pronunciate cento anni fa a Ravenna da Benedetto Croce in occasione del Sesto Centenario. “La conclusione, insomma, è che il più alto e vero modo di onorare Dante è anche il più semplice: leggerlo e rileggerlo, cantarlo e ricantarlo, tra noi e noi, per la nostra letizia, per il nostro spirituale elevamento, per quell’interiore educazione che ci tocca fare e rifare e restaurare ogni giorno, se vogliamo “seguir virtute e canoscenza”, se vogliamo vivere non da bruti, ma da uomini.” E da donne.” Aggiunge le ultime tre parole, il Sindaco de Pascale, d’altronde cento anni non sono trascorsi invano.

Dopo il discorso e gli applausi, il concerto in Piazza San Francesco si apre con la Dante Sonata. Après une lecture du Dante ultimata da Franz Liszt nel 1849. Il brano giudicato tra i più ardui di tutto il repertorio pianistico, nel quale Liszt raffigura alcuni momenti della Commedia fra cui anche l’episodio di Paolo e Francesca, è stato eseguito magistralmente da Yulianna Avdeeva, già vincitrice del prestigioso Premio Chopin. È seguito un altro quadro dantesco, Il conte Ugolino di Gaetano Donizetti, nella splendida interpretazione del baritono Luca Micheletti accompagnato al pianoforte da Davide Cavalli. La conclusione è intensa come sa essere l’attore Elio Germano, straordinario interprete di Ligabue nel film di Giorgio Diritti Volevo nascondermi e qualche anno fa indimenticato protagonista nei panni di Leopardi nel film di Mario Martone Il giovane favoloso. Germano ha letto – con un timbro più cinematografico che teatrale, ma non per questo meno vibrante e potente – il Canto XXXIII del Paradiso che chiude la Commedia. E con L’amor che move il sole e l’altre stelle cala il sipario sulla serata con tanti applausi per tutti e in particolare per un ispirato Elio Germano.

Il Presidente si trattiene brevemente con gli artisti e poi se ne va. La cerimonia è finita. L’anno dantesco è iniziato. È stato un tributo al poeta forte e convincente, in cui parole e musica, voce e strumenti, poesia e melodia si sono continuamente intrecciati in un flusso di emozioni. Un tributo a cui è mancato solo l’afflato popolare – per le ovvie ragioni – ma che è stato impreziosito dalla presenza simbolicamente fortissima del Presidente della Repubblica.

Celebrazioni Dantesche
Elio Germano
Pianista
Celebrazioni Dantesche
Celebrazioni Dantesche
Celebrazioni Dantesche
Sindaci
Celebrazioni Dantesche

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Emanuele

    Complimenti. Dopo tante polemiche, l’apertura che merita un grande evento.

  2. Scritto da roberta ianiero

    Grazie Presidente!!!