Ravenna. Associazioni Sportive e di Volontariato condannano la tragedia di Colleferro

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Francesco Tritto, ex pugile ed allenatore di primo livello, Gesualdo Dinaro ex pugile, allenatore e titolare della palestra Edera Gym ed il pugile Marocchino Achidu Abdessamam, hanno sostenuto come la boxe e gli sport di combattimento non sono i responsabili della tragedia di Colleferro. Nelle palestre ravennati così come nella stragrande maggioranza delle palestre italiane non si fa solo esercizio fisico e non si lavora solo per migliorare la  tecnica di combattimento ma si insegna soprattutto a gestire i propri sentimenti, ad usare la propria intelligenza a controllare il proprio istinto ed a vedere nell’ avversario non un nemico ma un semplice rivale sportivo.
 Nelle palestre tutti condividono tutto, fatica, gioia, sofferenza senza alcuna distinzione di razza, origine di provenienza, religione o colore della pelle.

Billy Mamadou Diange della Cooperativa Sociale Tatanga ha sostenuto che “la città di Ravenna rifiuta questo atto di inciviltà e violenza che offende la giustizia, il buon senso e tutti coloro che lavorano in modo che si possa vivere assieme come cittadini con gli stessi diritti e gli stessi doveri”.

Arijon Abdyli della Associazione Madre Teresa ha, invece, sottolineato “come gli sport popolari come la boxe e gli altri sport di combattimento sono, appunto, sport del popolo per tradizione e che è tremendo vedere come dei ragazzi del popolo possano uccidere così brutalmente un altro ragazzo del popolo”.

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