A Brisighella inaugura ‘Passaggi-Il senso dell’arte tra emozione e appartenenza’, antologica di pittura di Luigi Bassetti

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Dal 20 settembre all’11 ottobre, a Brisighella al convento dell’Osservanza, in via Fratelli Cardinali Cicognani n. 37, si può visitare la mostra ‘Passaggi, il senso dell’arte tra emozione e appartenenza’,  antologica di pittura del tredoziese Luigi Bassetti. La mostra sarà inaugurata domenica 20, alle ore 17, dall’intervento del curatore, il collezionista Pier Luigi Gentilini.

“Conosco e seguo da tempo il mio conterraneo Luigi Bassetti – spiega Gentilini, raccontando di incontri, scontri e confidenza paesana. – La sua pittura, le sue evoluzioni, le sue contraddizioni, le sue ossessioni, le abbiamo discusse spesso davanti a un buon bicchiere. E tutto termina quasi sempre con quel “Tanto io, dipingo per me stesso” che è duro da buttar giù. Ma che ogni volta, segna un passo avanti, verso quell’idea di arte che riconcilia, portando consapevolezza”.

“Passaggi” parte proprio dalla torre d’avorio che ciascun artista crea e dentro la quale costruisce il suo universo”. Nel caso di Bassetti, una torre trasparente, che “lascia vedere pienamente, e a volte persino invita, a fare parte di quel mondo, di quelle sue-nostre: fragilità. Paradossi, paure, insicurezze; in una ricerca di forma ed equilibrio, con un dosaggio sapiente del colore e dell’uso della materia”.

La mostra, sviluppa un percorso che interessa l’intero convento, rivendicando nel dialogo con le radici, quella contemporaneità che non è solo linguaggio formale, pittorico, ma voce interiore. Un’antologica che conduce, opera dopo opera, agli ultimi nati, i “pittogrammi”, dipinti la cui chiave è affidata al numero. “Stilemi – anticipa il curatore – riconducibili a una forma espressiva che attraversa forme accennanti ad altre poetiche, fra tutte la poetica del muro di novelliana memoria; e col valore non solo simbolico che ha avuto il “muro” nella cultura del Novecento, letta e reinterpretata in una forma nuova”.

Qualcosa che riporta anche ai pitagorici, all’archè, dove “tutto è fatto di numeri, di rapporti, che se sono armonici portano vita, se non lo sono portano dolore e morte”. O ancora, alla successione numerica di Fibonacci e al rapporto che c’è fra numero e natura, fino al numero aureo. “Forse giocando, forse giocandoci – conclude Gentilini – Bassetti ci ha portato a una lettura molto più semplificata e per questo apribile ad altre valenze, riconducibili a loro volta a simboli, a momenti, quasi enumerando in una lista l’emozionalità e il senso del suo fare arte”.

Luigi Bassetti, nasce l’11 novembre 1946 a Tredozio (FC). Fin dalla giovanissima età scopre la sua spiccata passione per la pittura. Frequenta gli studi di artisti tredoziesi, Francesco Gurioli e Pino Tomba dai quali mutua la conoscenza dell’uso del colore e del disegno. Autodidatta, è un profondo conoscitore dei movimenti artistici dell’arte contemporanea italiana e internazionale. La prima mostra risale agli anni ’80. Da allora ha esposto in sedi istituzionali e museali. Fra le altre, ricordiamo le ripetute presenze alla Fondazione di Cà la Gironda; le mostre al Monastero SS.Annunziata Tredozio, al Palazzo Esposizioni di Faenza e per l’estero quella al Hofbieber-kleivsassen in Germania.

Di lui hanno scritto, fra gli altri: Giorgio Celli, Enzo Dall’Ara, Davide Argnani, Francesco Martani, Pier Luigi Gentilini, Rosanna Ricci, Odette Gelosi, Vittorio Spampinato, la rivista “Confini” e testate locali e nazionali.

La mostra è aperta mercoledì, giovedì, venerdì dalle 16.30 alle 19.30; sabato e domenica 10.30 – 12.30, 16.30 – 19. 30.

 

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