Michele de Pascale sul Dpcm: “non ho paura di prendermi responsabilità, auspico di non dover prendere misure restrittive a Ravenna”

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Come molti Sindaci d’Italia – da Decaro (Bari) a Gori (Bergamo) a de Magistris (Napoli) – anche il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale si è arrabbiato ieri sera ascoltando la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Un punto, in particolare, il Sindaco non ha digerito: laddove il Governo lascia di fatto ai Sindaci la facoltà di adottare misure più restrittive per contrastare fenomeni di movida incontrollata e pericolosa in certe aree delle città, dalle 21 in poi. E così, quasi a caldo, il Sindaco di Ravenna aveva scritto un post insolitamente duro su Facebook. Si parlava di “scaricabarile” sui Sindaci, di misura “inapplicabile” e di metodo “vergognoso”. Diverse ore dopo, con un secondo post il Sindaco di Ravenna chiarisce meglio il suo pensiero, forse anche di fronte alle perplessità espresse da alcuni cittadini, e ammorbidisce un po’ la sua posizione. Michele de Pascale si dice in ogni caso pronto – come sempre – a collaborare con il Governo, sostiene di non avere “paura di prendersi delle responsabilità, i Sindaci lo fanno tutti i giorni, in questo 2020 più che mai, senza guardare alla popolarità o impopolarità delle decisioni. Ma per decidere e attuare le decisioni servono gli strumenti giusti.” E infine sottolinea che si augura di non dovere adottare misure restrittive a Ravenna “perché essere costretti a vedere vie e piazze presidiate dalle forze dell’ordine, per evitare che ci si assembri fuori dai locali senza mascherina, fa male al cuore.”

IL SECONDO POST DI DE PASCALE  NEL PRIMO POMERIGGIO DEL 19 OTTOBRE

“PREMESSA
Il Governo ha il diritto e il dovere di assumere le misure che ritiene necessarie per contrastare la diffusione della pandemia, e, come avvenuto finora, troverà la massima collaborazione dei Sindaci, che, oltre a fornire, laddove richiesto, il proprio supporto alle decisioni, poi applicheranno le norme adottate, a prescindere dal fatto che le condividano o meno. Nessuno ha paura di prendersi delle responsabilità, i Sindaci lo fanno tutti i giorni, in questo 2020 più che mai, senza guardare alla popolarità o impopolarità delle decisioni. Ma per decidere e attuare le decisioni servono gli strumenti giusti.

FATTO
Fino all’annuncio in diretta di ieri sera, da parte del Governo nessuno aveva mai presentato come imminente la possibilità di interdire al pubblico la libera circolazione nelle città o in parte di esse dopo una certa ora (il cosiddetto “coprifuoco” alle 21, per capirci). Nella prima stesura, quella che abbiamo appreso in diretta e che ci ha fatto molto arrabbiare, non era prevista una “possibilità”, ma un obbligo, di chiudere alle 21 tutti gli spazi dove potenzialmente si potesse creare assembramento. Di fatto non una scelta discrezionale, ponderata e gestita fra Sindaci, AUSL, Prefetti e Forze dell’Ordine e di Polizia, come molti di voi nei commenti avete auspicato, ma quello che abbiamo definito come uno “scaricabarile” sui Sindaci che da soli si sarebbero dovuti assumere la responsabilità di blindare, per conto del Governo, parti della città.

GIUDIZIO
Bene che il governo, abbia, in extremis corretto questa norma, oggettivamente un po’ improvvisata e scritta male (probabilmente se non si fosse fatto un po’ di rumore notturno la correzione non ci sarebbe stata). Male che non abbia ritenuto opportuno confrontarsi preventivamente con noi, come per altro fa da 8 mesi quasi quotidianamente. Ora il Ministero dell’Interno ci convochi per chiarire definitivamente come ritiene che questa norma vada applicata e chi si debba fare carico dei controlli, e poi, in tutta Italia, laddove servisse, come sempre, faremo la nostra parte.

POST SCRIPTUM
Per la nostra città, Ravenna, il mio auspicio è che i comportamenti individuali di ciascuno e ciascuna di noi, ci consentano di non dovervi ricorrere o al limite, di farlo il meno possibile, perché essere costretti a vedere vie e piazze presidiate dalle forze dell’ordine, per evitare che ci si assembri fuori dai locali senza mascherina, fa male al cuore.”

IL PRIMO POST DI DE PASCALE NELLA NOTTE FRA IL 18 E 19 OTTOBRE

“Come Sindaci da ormai otto mesi cerchiamo di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per gestire chiusure, riaperture, contenimento del virus, controlli, aiuti economici, politiche sociali, edilizia scolastica e quant’altro. Questa mattina alle 10, insieme al Presidente Decaro, siamo stati 3 ore in riunione con Governo e Regioni sul nuovo DPCM. Non una parola ci è stata anticipata rispetto allo “scaricabarile” ai Sindaci sul coprifuoco alle 21 che dovremmo stabilire nelle vie e nelle piazze delle città, che Conte ha annunciato a sorpresa questa sera. La misura, così come è scritta è inapplicabile, ma soprattutto è vergognoso il metodo utilizzato. Va ritirata immediatamente.”

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Commenti

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  1. Scritto da roberto D

    Ci sono sindaci orientati all’interesse dei loro cittadini ed altri orientati alla poltrona!
    Vedi Sindaco di Aosta e soprattutto di Forlì che ha emanato provvedimenti già sabato! prima del decreto!!
    E’ una questione di responsabilità tutt’altro che chiacchiere !

  2. Scritto da Andrea

    Bene, il Sindaco ci fa sapere di non avere “paura di prendersi delle responsabilità, i Sindaci lo fanno tutti i giorni”; ricordiamo al Sindaco che in effetti le responsabilità le ha assunte nel momento in cui ha accettato l’incarico e che ottemperare a determinate funzioni istituzionali non è una gentile concessione o un atto di volontariato ma un preciso obbligo.
    Inoltre, indubbiamente farebbe male al cuore essere costretti a vedere vie e piazze presidiate dalle forze dell’ordine, per evitare che ci si assembri fuori dai locali senza mascherina, ma fa altrettanto male vedere che gli assembramenti fuori dai locali e senza mascherina già ci sono e non da ieri (basta fare un giro per Ravenna il sabato sera per rendersene conto, in certe vie per percorrerle bisogna passare letteralmente fra i tavoli pieni dei locali) e che ben poco è stato fatto fino ora in termini di controllo per verificare il rispetto delle norme; oppure neanche in questa fase era chiaro chi si doveva fare carico dei controlli?

  3. Scritto da Lorenzo

    Mi sa che è arrivata una telefonatina da Roma

  4. Scritto da Piemme

    Non è scaricare la responsabilità di blindare per conto del governo parti della città , ma ogni Sindaco conosce e vede ciò che avvine nella propria città e quindi dovrebbe essere in grado di intervenire immediatamente…..
    Se il governo arroga a se la facoltà di chiudere le zone a rischio non va bene se da questa facoltà viene data a chi è sul territorio non va bene.
    Signori Sindaci date Voi la soluzione a questo PROBLEMA.
    E’ ora di finirla con tutte queste polemiche.

  5. Scritto da Francesco

    Cosa devo credere, vale il primo pensiero o il secondo!?!? Io da modesto artigiano ho sempre onorato le mie responsabilità!

  6. Scritto da Luca Balducci

    Non comprendo. Forse è colpa mia. Chi, se non i primi cittadini conoscono la propria città, le sue attività ed i luoghi sensibili? Non sono poi i sindaci la massima autorità sanitaria locale? Accettare di essere il primo cittadino di un paese, una città, significa assumersi delle responsabilità. Assumersi responsabilità significa scegliere. A mia opinione in momenti come questi i sindaci sono le persone più idonee, avendo, ci si auspica, il polso della situazione, a prendere decisioni. Non demandare ma essere sul pezzo.

  7. Scritto da risvolto

    Sarei pronto a scommettere che non verrà presa alcuna decisione “restrittiva”, in alto Adige hanno già annullato i mercatini di Natale, da noi si farà tranquillamente, Giovinbacco, la maratona, i più svariati mercatini ecc… La salute passa sempre in secondo piano soprattutto se le elezioni si avvicinano!

  8. Scritto da Gianni C.

    Fortuna che abbiamo la malaria dalla nostra parte!

  9. Scritto da Linda.

    Signori miei! La vita và vissuta, CHI HA PAURA STIA A CASA! E lasci vivere in pace chi ha voglia di vivere.

  10. Scritto da Ed

    Dovrà rimangiarsi la parola su Giovinbacco, Maratona e mercatini.
    Io sinceramente fossi stato in lui non mi sarei esposto così nelle settimane precedenti però ora sì: deve assumersi la responsabilità di annullare tutto laddove necessario.

    E chi se non il Sindaco?
    Meglio strade presidiate che presidi ospedalieri pieni

  11. Scritto da Gio

    Cara Lidia, che tristezza…

  12. Scritto da Aldo

    Si è rimangiato quello che aveva detto subito, lo hanno informato che il PD governa a Roma.