Condotte illecite all’interno del Consorzio Bonifica Romagna Occidentale. Misure cautelari interdittive per 8 figure apicali

In seguito ad un’ articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Ravenna –  Alessandro Mancini, Procuratore Capo e Angela Scorza, Sost. Proc. – e condotta nel corso del 2019 dalla Polizia di Stato (D.I.G.O.S.), il GIP presso il Tribunale di Ravenna, Andrea Galanti, su richiesta della Procura, ha emesso ordinanza applicativa della misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio nei confronti di otto persone,  figure apicali operanti nell’ambito del Consorzio di Bonifica Romagna Occidentale di Lugo, con competenza sulle province di Ravenna, Bologna, Forlì-Cesena, Ferrara e Firenze. I periodi di sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio variano, a seconda della posizione degli indagati, dai dodici ai sette mesi.

“Le indagini della Procura ravennate, scaturite da una iniziale fonte confidenziale che agli inizi del 2019 aveva tinteggiato una situazione della gestione interna del Consorzio caratterizzata da numerose e ripetute condotte illecite, hanno permesso di ricostruire, attraverso le numerose attività investigative svolte dalla D.I.G.O.S., un sistema diffuso del ‘malaffare’ tra diverse figure direttive del Consorzio” spiega una nota inviata dalla Questura.

Gli investigatori hanno accertato: utilizzo improprio dell’auto di servizio per  scopi personali quali l’andare a giocare a carte con gli amici al circolo o al supermercato per fare la spesa; allontanamento sistematico dal posto di lavoro durante l’orario di servizio; falsa attestazione di ore di lavoro straordinario in realtà non prestate. A queste, poi, si aggiunge la creazione di un vero e proprio ‘sistema’ illecito di rimborsi chilometrici per conseguire, di fatto, una indebita integrazione stipendiale, in base al quale alcuni capi reparto, assegnatari di auto di servizio, falsamente attestavano di aver utilizzato la propria auto privata per motivi di lavoro, chiedendo in seguito un rimborso spese per i chilometri percorsi (ed in realtà non effettuati).

In seguito a quanto accertato nel corso dei mesi di indagine, oggi è stata data esecuzione alle misure cautelari sopra indicate nei confronti dei dipendenti del Consorzio, che risultano allo stato indagati dalla Procura della Repubblica di Ravenna per i reati di peculato, truffa ai danni dello Stato e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici aggravata.

Commenti

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  1. Scritto da b

    cose di questo tipo ne parlavano al bar anche decenni fa

  2. Scritto da Giovanni lo scettico

    Intanto che ci siamo si potrebbero anche controllare quante e quali sono le zone assoggettate a contributi. Quando si tratta di incassare…

  3. Scritto da stevan e smaghe'

    AVERE LA FORTUNA DI AVERE UN POSTO DI LAVORO COSI’ E RUBARE………ALTRO CHE SOSPENSIONE BISOGNEREBBE LASCIARLI PROPRIO A CASA!!!!