Il Comune di Ravenna stanzia 1,5 milioni di euro per le aziende colpite dall’ultimo Dpcm. Gli aiuti totali arrivano a 7 milioni

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Sale a 7 milioni di euro il sostegno che il Comune di Ravenna offre alle aziende colpite dalla crisi dovuta alla pandemia. In una conferenza stampa tenuta questa mattina via web il sindaco Michele de Pascale ha infatti annunciato lo stanziamento di 1 ulteriore milione e mezzo di aiuti comunali alle aziende colpite in particolare dall’ultimo DPCM. Si tratta di palestre, bar, pub, ristoranti, ma l’elenco preciso delle categorie che potranno usufruire dei contributi è in via di definizione e sarà frutto del lavoro comune di Amministrazione comunale e associazioni di categoria.

I fondi sono stati reperiti sfruttando ogni possibile disponibilità finanziaria presenti nel bilancio 2020 del Comune e avranno tre direzioni: sostenere le imprese attraverso l’abbassamento delle tasse, l’erogazione di contributi a fondo perduto e agevolare l’accesso al credito.

Sul fronte fiscale, il Comune aveva già messo in campo 5 milioni di euro per l’abbattimento della Tari, ridotta alle imprese in misura variabile dal 60 all’80%. “Nessuna azienda ravennate ha ancora pagato un euro di Tari – ha precisato il sindaco – e con questo provvedimento spostiamo la scadenza al 31 marzo 2021, anche se il bollettino per il pagamento della cifra residua sarà spedito entro dicembre, perché la legge lo impone. Sulla riduzione della Tari, posso dire che il Comune di Ravenna ha fatto interventi senza precedenti e senza eguali in Italia”.

Altri 500mila euro circa erano andati divisi in molte azioni diverse: riduzione della Tosap, per categorie che non erano sgravate dal DPCM, sostegni alle associazioni e imprese che lavoravano in ambito sportivo, modifiche delle rendicontazioni per quel che riguarda le imprese culturali soprattutto per quel che riguarda le imprese che avevano già avuto delle spese ma che erano stati costretti ad annullare gli eventi.

Il grosso dei nuovi soldi stanziati dal Comune di Ravenna in questo ultimo intervento, circa 1 milione di euro, andrà in un bando per contributi a fondo perduto destinato alle imprese colpite dalle restrizioni di questo ulteriore DPCM. In queste ore, Comune e associazioni di categoria sono al lavoro per definire criteri e modalità di erogazione, che saranno presentati la settimana prossima. L’auspicio è quello erogare le cifre disponibili entro la metà del mese di novembre, attraverso il meccanismo veloce e già collaudato per il pagamento dell’anticipo della cassa integrazione: un’autocertificazione del rispetto di alcuni requisiti e poi direttamente il bonifico sul conto corrente dell’impresa, con forti controlli ex post per verificare che i contributi siano arrivati a chi aveva realmente le caratteristiche per richiederli.

Il resto delle risorse, circa 500 mila euro, andranno a finanziare un intervento fatto a livello provinciale sui Consorzi Fidi, per abbattere interessi e spese di istruttoria alle imprese che hanno bisogno di accedere ai finanziamenti.

Queste misure sono state concertate a livello provinciale con gli altri Comuni della provincia, che a loro volta metteranno in campo interventi analoghi, rapportati alle dimensioni e alle caratteristiche del singolo territorio di competenza.

“Siamo in fase nella quale l’emergenza sanitaria torna ad essere molto seria e grave – ha commentato il sindaco -, e nella quale la priorità assoluta va data alla tutela della salute. È giusto che le misure che il Governo ha deciso di adottare siano discusse e che possano essere anche contestate – ha detto riferendosi alle manifestazioni organizzate nei giorni scorsi e in calendario nei prossimi sia a Ravenna che nel resto della provincia – e che ci sia un dialogo continuo tra il Governo e le parti sociali per il loro aggiornamento. Quello che mi sento di dire è che i cittadini devono essere messi nelle condizioni di capire, non solo che l’emergenza è grave ma anche i dati scientifici, le evidenze, il perché viene adottata una certa misura di chiusura piuttosto che un’altra. C’è bisogno del massimo livello di trasparenza e pubblicità in questa fare. Questa è l’unica via che abbiamo per far capire ai cittadini perché determinati comportamenti non vanno attuati. Il tema è serio e complesso”.

“Oggi noi, e intendo con noi sia i singoli che le istituzioni – ha proseguito – siamo chiamati a fare tutto ciò che è nella nostra possibilità per sostenere il tessuto economico locale e come amministrazione locale lo stiamo facendo, a partire dalle Regione che ha stanziato 10 milioni di euro, fino al più piccolo dei Comuni”.

Accanto all’impegno delle istituzioni, de Pascale ha tenuto a sottolineare anche lo sforzo che ogni singolo cittadino è chiamato in questo momento a mettere in campo a sostegno delle aziende: “Ognuno – ha precisato – può dimostrare sostegno con i propri comportamenti individuali, orientando i propri consumi, scegliendo di comprare dal negoziante sotto casa piuttosto che con acquisti online”.

“Credo di poterlo dire senza timore di essere smentito – ha aggiunto il sindaco -: non esiste un altro Comune in Italia che in rapporto alla propria popolazione abbia stanziato più risorse per le imprese di quelle stanziate dal Comune di Ravenna in questo 2020”.

Il dialogo in questi giorni è stato molto intenso tra la Camera di Commercio e il Comune: “mi sento – ha detto de Pascale – di fare appello al Governo perché sblocchi definitivamente la questione delle camere di commercio “commissariate”, perché è impensabile che in un momento di crisi come questo non possano essere pienamente operative e collaborare con gli enti locali”.

Sugli aiuti al settore culturale, de Pascale ha precisato che si sta operando con altri strumenti, quelli con con cui normalmente venivano sostenute le attività culturali: “stiamo lavorando su rendicontazioni e contributi già stanziati. Ma se ci sono realtà che non hanno rapporti di convenzione col Comune potrebbero rientrare nei nuovi provvedimenti”, ha dichiarato.

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