Cervia, una targa dedicata a Stefano Guidazzi nel Parco Antico Lavatoio

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Nel Parco Antico Lavatoio in via Caduti Libertà angolo viale Milazzo a Cervia è stata posta una targa in memoria di Stefano Guidazzi. L’amministrazione comunale ha accolto la richiesta di oltre 250 firme per ricordare Stefano proprio in quel luogo da lui tanto amato. Questo il testo della targa: “La Città di Cervia in memoria di Stefano Guidazzi (1961- 2018). Maestro di nuoto e sportivo cervese. Negli anni ’70 insieme agli amici, rese questo luogo uno spazio di aggregazione sociale, organizzando partite di calcio amatoriali e momenti di incontro spensierati per la gioventù cervese.” Alla cerimonia, avvenuta nello scrupoloso rispetto delle disposizioni e norme sul coronavirus, hanno partecipato i familiari, gli amici più stretti e il Vicesindaco Gabriele Armuzzi che ha portato il saluto dell’amministrazione.

Così gli amici hanno ricordato Stefano nel testo della petizione: “Stefano Guidazzi, nato a Cervia il 14/11/1961 ed ivi deceduto il 16/04/2018; di professione maestro di nuoto. Nel corso degli anni ’70 il Parco dell’Antico Lavatoio, allora chiamato da tutti “Macello” per essere stato in precedenza appunto sede del macello comunale, veniva frequentato quotidianamente da stuoli di ragazzi cervesi che vi giocavano a calcio. Era un periodo in cui ogni spazio verde idoneo veniva utilizzato da gruppi spontanei di bambini e adolescenti diventando teatro di innumerevoli ed interminabili partite. Non c’era bisogno di fissare appuntamenti: ognuno sapeva che dopo la scuola ed il pranzo ci si trovava al “Macello” per giocare fino all’imbrunire. Tra i tanti assidui presenti il più bravo era lui, Stefano Guidazzi. Tutti lo ammiravamo per le sue capacità ma anche per la sua modestia. Tutti sapevamo che averlo in squadra significava molto probabilmente vincere. Ed anche da avversario non potevi che accettare ineluttabilmente la sconfitta quando nell’altra squadra militava Stefano. Lui era il campione del “Macello” e nessuno poteva mettere in dubbio tale nomea. La sua superiorità tecnica unita al comportamento umile lo rendeva una figura unanimemente apprezzata ma allo stesso tempo scevra da rancori o gelosie. Una sorta di icona. Il desiderio di intitolargli il parco nasce quindi sia dalla stima per una persona sempre cordiale e disponibile per quanto schiva, sia perché rappresenta il simbolo di un’epoca che tutti i cervesi nati negli anni ’50 e ’60 hanno vissuto durante la loro gioventù. Tra l’altro appartenente ad una famiglia storica di Cervia, i cui componenti si sono sempre distinti in ambito sportivo e sociale. Stefano Guidazzi, “campione del Macello” ma anche simbolo di una generazione, di un modo di vivere e giocare organizzandosi in modo spontaneo nonché di una Cervia che cresceva con lo stesso spirito con cui i suoi figli facevano esperienza di vita su quel prato verde.”

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