+Europa Ravenna. Mercoledì 2 dicembre sciopero della fame per il diritto alla salute dei carcerati e delle guardie penitenziarie

+Europa Ravenna ‘per una società aperta’, in staffetta coi gruppi delle altre province dell’Emilia Romagna, ritiene che “sia il tempo di riaffermare l’importanza dei valori fondamentali come la libertà, la democrazia e lo stato di diritto, senza dimenticanza alcuna”. Così, accogliendo l’appello di Rita Bernardini (presidente onoraria di Nessuno Tocchi Caino), ha deciso d’intraprendere un’azione non-violenta di digiuno. Tre sono gli esponenti che digiuneranno e tre sono gli obiettivi: contrastare il diffondersi dei contagi nelle carceri; impedire definitivamente la presenza dei bambini dietro le sbarre; nominare anche a Ravenna il garante dei detenuti.

“In una situazione così difficile il diritto alla salute appartiene a tutti. Invece, in questa seconda ondata pandemica il numero di contagi – tra detenuti e agenti penitenziari – è in costante aumento, mentre le istituzioni italiane e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede rimangono immobili” riporta una la nota di +Europa Ravenna.

“Mercoledì 2 dicembre metterò in atto, per 24 ore, il mio digiuno a staffetta – dichiara Nevio Salimbeni co-portavoce di +Europa Ravenna – e invito a seguirmi tutte le persone che hanno a cuore le fondamenta dello stato di diritto, ovunque esso sia minacciato. Chiediamo interventi concreti e incisivi, che possano far fronte alla situazione drammatica presente nelle carceri”.

“Digiuno in nome di un interesse collettivo, non per uno slancio filantropico – racconta Sara B. anche lei digiunante il 2 dicembre – nelle società contemporanee, infatti, la salute pubblica non consente zone franche e non prevede spazi definitivamente immuni”.

“Sebbene Ravenna goda di una situazione carceraria più serena di tante altre città – conclude Davide Amadori, storico esponente radicale e altro digiunante – manca ancora un garante cittadino dei diritti delle persone private di libertà che possa monitorare le situazioni di marginalità generate soprattutto dalla pandemia. La figura è stata istituita dal comune di Ravenna già dal 2010, auspichiamo quindi che possa avviarsi un percorso comune ad associazioni e professionisti del settore che giunga alla sua nomina effettiva”.

Chi volesse unirsi a questa iniziativa, volta a sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica sul delicato tema delle carceri e della mancanza di tutela di detenuti ed agenti, può farlo comunicandolo nella pagina Facebook del gruppo ravennate: https://www.facebook.com/societaperta o all’indirizzo email (salimbenin@gmail.com), spiegando le proprie motivazioni.