Il nuovo Dpcm del Governo Conte: dal 21 al 6 gennaio no spostamenti fra Regioni, il 25, il 26 e l’1 si resta nel comune, tutte le misure

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L’imperativo è evitare una terza ondata dell’epidemia a gennaio che potrebbe essere violenta e che complicherebbe enormemente le cose proprio mentre dovrebbe partire la campagna vaccinale. Quindi non si abbasserà la guardia. In altre parole, in vista del Natale il Governo non ha voluto ripetere l’errore di allargare troppo le maglie come a Ferragosto – malgrado le pressioni dei Presidenti di alcune Regioni e anche di settori della stessa maggioranza – e ha tenuto duro sulla linea della cautela e delle restrizioni. Come peraltro chiedevano i Sindaci dell’Anci. Insomma, sarà un Natale davvero diverso quello 2020. Con molte limitazioni: poste dal virus e dalla pandemia, ancora prima che dal Governo. Ma non c’è un nuovo lockdown generalizzato. Alcune regole varranno per tutti. Poi chi si troverà in zona gialla avrà meno limitazioni di chi si troverà in zona arancione o in zona rossa. Questo il succo della conferenza stampa di ieri sera in Tv del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con cui ha presentato le misure del Dpcm 3 dicembre, in vigore per tutte le feste e fino al 15 gennaio. Subito dopo l’annuncio delle misure e della linea dura è partito il tradizionale tam tam dei contrari, con le opposizioni (Salvini e Meloni) e i Governatori del centrodestra come Fontana (Lombardia) e Toti (Liguria) in testa.

QUI IL TESTO INTEGRALE: DPCM 3 DICEMBRE 2020

regali natale

LE PRINCIPALI MISURE PREVISTE

Coprifuoco dalle 22 alle 5. A Capodanno il coprifuoco si allunga fino alle 7 del mattino. No assembramenti. “Dalle ore 22 alle ore 5 del giorno successivo, nonché dalle ore 22 del 31 dicembre 2020 alle ore 7 del 1 gennaio 2021 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”. Nel provvedimento «è in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi». Rimane anche il divieto di assembramento, i sindaci in accordo con i prefetti potranno disporre la chiusura di strade e piazze o comunque gli ingressi contingentati per evitare gli affollamenti. In questo caso è sempre consentito oltrepassare il varco per recarsi nei negozi aperti e tornare nella propria abitazione.

Divieto di mobilità fra regioni durante le festività dal 21/12/2020 al 6/1/2021. Dal 21 dicembre al 6 gennaio è vietato ogni spostamento “in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome”. Questo indipendentemente dal colore delle stesse regioni (le tre fasce di colore – rosso, arancione e giallo – con differenti misure restano in vigore, anche se il Governo immagina che per le feste di Natale tutte le regioni italiane saranno in zona gialla). Gli spostamenti possono avvenire solo per ragioni di lavoro, di salute o di necessità (per esempio per assistere un familiare solo o in situazioni di difficoltà). È consentito il rientro alla residenza, domicilio o abitazione. È vietato raggiungere le seconde case. Ovviamente fino al 20 dicembre si può uscire dalla propria regione se si trova in fascia gialla (oggi sono attese le nuove decisioni sul colore delle regioni e l’Emilia-Romagna spera di rientrare in fascia gialla) per andare in un’altra regione sempre in fascia gialla. Gli spostamenti da e per le regioni che sono in fascia rossa o arancione sono consentiti solo per «comprovate esigenze», legate al lavoro, la salute e l’urgenza.

Divieto di muoversi dal proprio comune di residenza a Natale, Santo Stefano e Capodanno. Il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio ogni spostamento tra comuni è vietato, anche qui salvo che per comprovate esigenze di lavoro, necessità o salute. Anche in questo caso la scelta prescinde dal colore della regione. A parte questi tre giorni speciali, negli altri giorni chi si trova in una regione in fascia gialla può sempre uscire dal proprio comune di residenza o domicilio. Chi si trova in una regione in fascia arancione non può uscire dal proprio comune di residenza o domicilio. Chi si trova in una regione in fascia rossa non può uscire dalla propria abitazione se non per «comprovate esigenze», legate al lavoro, alla salute e all’urgenza.

Autocertificazione in caso di uscite non consentite. Tutti gli spostamenti non consentiti devono essere giustificati con il modulo di autocertificazione. Chi esce dalla propria abitazione quando è in vigore il coprifuoco per «comprovate esigenze» di lavoro, salute e urgenza deve compilare il modulo e indicare il motivo. La stessa procedura deve essere adottata per gli spostamenti da e per i luoghi dove è invece vietato muoversi. Nell’autocertificazione oltre alle generalità di chi si sposta deve essere indicato il luogo di partenza e quello di arrivo eventualmente specificando la persona che si raggiunge se si tratta di un motivo di urgenza o di salute. Il modulo va consegnato al momento dell’eventuale controllo e sarà poi compito delle forze dell’ordine verificare la fondatezza di quanto dichiarato. Ogni spostamento necessita di un modulo diverso che deve essere consegnato al momento del controllo.

Sono consentiti i ricongiungimenti familiari? È consentito muoversi se si deve raggiungere una persona che non è autosufficiente. E dunque nel caso di anziani soli o di parenti malati, sarà consentito andare ad assisterli. Non è invece consentito spostarsi per andare a trascorrere le festività con i parenti che vivono in una regione diversa se non ci sono motivi di necessità. Nel caso di coppie che vivono in due luoghi diversi è consentito spostarsi per il ricongiungimento familiare anche nel periodo di divieto. Nel corso di questo periodo è sempre consentito il ritorno presso la propria residenza, domicilio o abitazione e dunque uno dei due può ritornare in qualsiasi momento dove lavora o studia.

Cosa si può e non si può fare per Natale. Il giorno di Natale è consentito andare a pranzo a ristorante. La raccomandazione per chi invece decide di rimanere a casa è di non invitare persone non conviventi. E comunque di proteggere le persone anziane e con fragilità, anche utilizzando il distanziamento e le mascherine quando non si sta a tavola. È confermato il divieto di organizzare feste nei locali pubblici e nei luoghi privati. Così come non si può uscire dal proprio comune. La sera della vigilia di Natale, il 24 dicembre si deve rientrare nella propria abitazione entro le 22. La messa di Natale sarà celebrata alle 20 e la Conferenza episcopale ha comunque raccomandato alle parrocchie di fissare funzioni religiose nell’arco dell’intera giornata di Natale per evitare gli assembramenti e sempre nel rispetto dei protocolli che prevedono l’uso della mascherina, il distanziamento e le acquasantiere vuote.

Niente Capodanno in strada: a casa alle 22. I botti non sono vietati. La sera del 31 dicembre si dovrà tornare nella propria abitazione alle 22 e il coprifuoco durerà fino alle 7 del 1° gennaio 2021. Il 1° gennaio non si potrà uscire dal proprio comune. Chi vive in una regione gialla e vuole andare in un altro comune dovrà farlo prima e il rientro a casa è sempre consentito. I ristoranti saranno aperti a pranzo. È confermato il divieto di organizzare feste nei locali pubblici e nei luoghi privati. Chi trascorrere la notte del 31 dicembre in albergo non potrà cenare a ristorante, sarà consentita soltanto la consumazione in camera. La raccomandazione per chi sta a casa è di non invitare persone non conviventi. E comunque di proteggere le persone anziane e con fragilità, anche utilizzando distanziamento e mascherine quando non si sta a tavola. Non è vietato l’uso dei botti.

Orari per fare shopping. Dal 4 dicembre e fino al 6 gennaio 2021 i negozi al dettaglio possono rimanere aperti fino alle 21. Nel fine settimana e nei giorni festivi sono chiusi «gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali, dei mercati, delle gallerie commerciali, dei parchi commerciali, delle aggregazioni di esercizi commerciali». All’interno potranno però rimanere aperti: farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi ed edicole. All’interno dei negozi dovrà essere rispettato il distanziamento e l’uso obbligatorio della mascherina. Gli ingressi dovranno essere contingentati. I sindaci potranno contingentare l’accesso a strade e piazze oppure deciderne la chiusura per evitare gli assembramenti, ma dovrà essere sempre consentito l’accesso ai negozi e il rientro nelle abitazioni.

Ecco quando durante le feste si può andare al ristorante. Qui dipende dal colore della regione. Nelle regioni in fascia gialla i bar e i ristoranti, i pub, le gelaterie e le pasticcerie sono aperti dalle 5 del mattino alle 18. Dopo quest’orario è consentita la vendita da asporto fino alle 22 ma è vietato consumare cibo e bevande nelle adiacenze del locale. È consentita la consegna a domicilio. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, a patto che siano conviventi. Se ci si alza dal tavolo è obbligatorio indossare la mascherina. Negli «alberghi e in altre strutture ricettive è consentita senza limiti di orario la ristorazione limitatamente ai propri clienti». Il 25 e il 26 dicembre, il 1° e il 6 gennaio i ristoranti potranno essere aperti a pranzo. Nelle Regioni in fascia arancione e rossa i bar e i ristoranti invece dovranno essere chiusi per tutta la giornata e anche durante le feste.

Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Chiusi i ristoranti degli alberghi a Capodanno: la cena si potrà fare solo in camera. Chi deciderà di passare il 31 notte in albergo dovrà accontentarsi. Secondo il nuovo Dpcm, infatti, “resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; dalle ore 18 del 31 dicembre 2020 e fino alle ore 7 del 1° gennaio 2020, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive è consentita solo con servizio in camera”.

A sciare solo dal 7 gennaio. “Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti di interesse nazionale… per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive o lo svolgimento di tali competizioni. Dal 7 gennaio 2021, gli impianti sono aperti, agli sciatori amatoriali” con l’adozione delle linee guida di Regioni e Province autonome validate dal Cts Comitato Tecnico Scientifico.

Quarantena per il rientro dall’estero. Per chi si reca all’estero in vacanza è prevista la quarantena obbligatoria al rientro.

Scuola: dal 7 gennaio superiori in presenza al 75%. È previsto il ritorno in classe degli studenti delle superiori a partire dal 7 gennaio, ma in presenza al 75%. Saranno i Prefetti a coordinare l’organizzazione del sistema del trasporto scolastico. “Presso ciascuna Prefettura, infatti, e nell’ambito della Conferenza provinciale permanente – così si legge – è istituito un tavolo di coordinamento, presieduto dal Prefetto, per la definizione del più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, in funzione della disponibilità di mezzi di trasporto utilizzabili, volto ad agevolare la frequenza scolastica anche in considerazione del carico derivante dal rientro in classe di tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado”.

Ancora sospese le attività di palestre, piscine e centri benessere. La loro attività resta sospesa, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi.

Nessun cambiamento previsto per musei, teatri, cinema e spettacoli dal vivo che resteranno off limits per il pubblico.

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Commenti

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  1. Scritto da Gianni C.

    Guardiamo il lato positivo, finalmente i paesini , nei giorni delle festivita’, quelli “in rosso”..non saranno deserti.

  2. Scritto da (San) Michele

    Faccio sommessamente presente che del “tradizionale tam tam dei contrari, con le opposizioni (Salvini e Meloni) e i Governatori del centrodestra come Fontana (Lombardia) e Toti (Liguria) in testa” faceva parte anche forza Italia (Tajani).
    Ma forse scriverlo non era politically correct, visto che ancora c’è chi spera che, specie nella vicenda Mes, il partito di Berlusconi faccia da stampella alla maggioranza claudicante

  3. Scritto da Wainer

    Nessuno spostamento tra comuni nei 3 giorni festivi, però puoi andare all’estero….questo governo è composto da disagiati….