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Russi. Celebrato il funerale di Lino Bondi, storico partigiano “Andrea” e figura di spicco russiana foto

Il 28 dicembre si è svolto a Russi, alla presenza di oltre cento persone, il funerale di Lino Bondi, lo storico partigiano “Andrea” che a maggio aveva festeggiato il suo centesimo compleanno. Ricoverato dal 7 dicembre assieme alla moglie Franca a causa della pandemia, sono rimasti fino alla mattina del 24 dicembre l’uno accanto all’altro nella stessa camera dell’ospedale di Ravenna. Figura di spicco nel panorama russiano, nel corso degli anni ha ricoperto incarichi di assessore e successivamente di vice sindaco. Il suo impegno sociale per la sua città ha portato Lino Bondi nel 1987 a creare l’attuale centro sociale e culturale “Porta Nova”, per dare un supporto agli anziani che versavano in stato di solitudine.

Il funerale odierno era stato annunciato nei giorni scorsi da ben sei cartelli funebri. Oltre a quello della famiglia hanno dato il loro estremo saluto anche i cartelli dell’amministrazione comunale, del centro sociale “Porta Nova” da lui fondato, del sindacato dei pensionati Cgil, della segreteria russiana dell’Anpi e della segreteria provinciale del Partito Democratico. Numerosi gli attestati di stima e affetto nei confronti di Lino Bondi. Il figlio Andrea lo ricorda cosi: “Dopo 70 anni di conoscenza e 63 di matrimonio avvenuto in chiesa come immensamente desiderava la mamma, nonostante mio padre fosse di un punto di vista completamente opposto, tant’è che per portare a compimento il matrimonio e ottenere qualche giorno di licenza mio padre ha ricevuto i sacramenti di battesimo, comunione e cresima e aveva quindi le carte in regola per presentarsi all’altare. Per lui è stato sicuramente un grosso sacrificio accettare questa proposta, ma l’amore riesce a vincere sopra ogni cosa, e per ringraziarlo mia madre gli ha dedicato l’intera vita, alla ricerca di quella bontà e l’amore che l’ha sempre distinta. Dopo il piccolo festeggiamento per il compimento dei 100 anni avvenuto a maggio in totale sicurezza, non siamo riusciti a terminare l’anno che questo virus ha costretto entrambi i genitori al ricovero ospedaliero, dove purtroppo la mattina del 24 dicembre mio padre ci ha lasciati. Ciao babbo, questo pensiero avrei voluto leggertelo assieme alla mamma al vostro ritorno a casa, dovevamo ancora festegiare il tuo centesimo compleanno al tuo centro sociale, una festa che in un qualche modo vedremo di farla comunque.

Quest’anno ci hanno lasciato gli artefici di Porta Nova, mio padre e Remo Ponti, spero abbiano raggiunto gli amici Bucalo, Bosi e Miget”. Per il sindaco di Russi Valentina Palli: “Questo 2020 non smette di ferirci in modo brutale. Caro Lino è con infinita tristezza ed enorme dolore che oggi ti salutiamo. Per noi sei stato una colonna portante della nostra città, della libertà, della democrazia, dei valori partigiani. Un esempio da seguire sempre. La nostra città piange la tua perdita, con te se ne va un pezzo di noi. Il modo migliore di ricordare Lino è narrare ciò che lui è stato, perchè questa è stata la vocazione più grande della sua vita, la tutela della pace della libertà e della giustizia. Alla nascita fu battezzato Lenin, ma poi nel 1928 suo padre ricevette una comunicazione dal comune che riteneva di sottrargli questo nome, perchè ritenuto offensivo all’ordine pubblico, perciò il tribunale emise la sentenza e il suo nome tramutò in Lino. Ora che ci ha lasciato dovremo farci carico del suo lascito, tramando la memoria e i valori, affidandoli alle nuove generazioni affinchè seguendo il suo sentiero e il suo esempio continuino ad operare nell’interesse dei cittadini e la tutela della giustizia sociale”.

Per l’ex sindaco e attuale presidente del centro sociale, Daniele Bolognesi, “Lino trascinatore di passioni, profondamente impegnato nel volontariato a sostegno e beneficio degli altri ci ha lasciato. La sua assenza però non cancellerà il suo ricordo e il suo impegno di partigiano combattente che ha con tanti altri costruito un paese democratico, senza guerre e che tutti assieme ci hanno donato la libertà, la socialità e i valori di cui siamo orgogliosamente portatori. Lino, profeta del futuro e uomo delle istituzioni, lascia a tutti noi un patrimonio di valori, di tensioni morali e ideali per i quali saremo sempre grati. Ciao Lino, sei stato e sempre sarai un esempio da seguire”.

Anche il presidente dell’Anpi di Russi Enzo Bolognesi aggiunge il suo ricordo: “Un uomo gentile che con la tua vita antifascista ci hai dato una chiara testimonianza della lotta partigiana e della ricostruzione dopo la guerra. Hai lavorato fin da piccolo e a 22 anni vieni inviato dal fascismo nella guerra di Russia. Riesci a sopravvivere alle pallottole e al gelo, e rientrato a casa in licenza cambi esercito ed entri nella resistenza per combattere fascisti e tedeschi. Hai vinto il nazifascismo e nella vita poi hai vinto tante altre volte, fino al 24 dicembre 2020 il giorno in cui purtroppo hai perso la tua ultima battaglia contro un cattivo virus. Per una decina di anni io e te siamo andati nelle scuole elementari a raccontare ai ragazzi cosa fu la dittatura fascista, la lotta di liberazione, gli ideali e le motivazioni che spinsero tanti giovani come te a rischiare la vita per la libertà, la giustizia sociale, l’uguaglianza delle opportunità. Ciao carissimo Lino Bondi, compagno partigiano ‘Andrea’, uomo gentile. Fortuna mia averti frequentato”.

Innumerevoli i messaggi di cordoglio e le attestazioni di stima nei confronti di tanta gente comune. I termini più ricorrenti “un uomo buono”, “un vero signore che ti sapeva raccontare con il sorriso gli orrori di una guerra”. Al commiato era presente il gonfalone della città di Russi e tutta l’amministrazione comunale al completo, le bandiere del centro sociale Porta Nova, del partito Comunista, dell’Anpi di Russi e Bagnacavallo. Al termine del rito sotto una pioggia battente il feretro è stato tumulato nella nuda terra del locale cimitero.

A cura di Gianni Zampaglione