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I poveri di Ravenna e la Ronda della Carità. Un volontario: “Aiutiamo persone che hanno perso il lavoro o con problemi di salute”

"Per molti di loro la vita di strada diventa una scelta"

La Ronda della Carità è uno di quei progetti di comunità, inclusione e solidarietà, di cui fa bene al cuore parlare e ascoltare, soprattutto di questi tempi. È un progetto nato la notte di Natale del 2014 e da quel giorno si rinnova ogni domenica sera, quando il gruppo di volontari della Diocesi si ritrova nella sede della Caritas, in piazza Duomo, a Ravenna: qui si dividono i viveri ricevuti in beneficenza da portare ai senzatetto, si prepara il té caldo e, suddivisi in diversi gruppi, i volontari iniziano il loro consueto giro per raggiungere e portare un po’ di conforto alle persone della città che ne hanno più bisogno.

Francesco Rivelli, classe ’94, di Ravenna, per gli amici della Diocesi detto “Zebra”, è uno dei coordinatori del progetto. Lui, quella notte del 2014, quando tutto ebbe inizio, c’era insieme ad un gruppo di amici. E ci racconta com’è andata.

Francesco Rivelli, com’è nata la Ronda della Carità? Quanti volontari ne fanno parte?
“Il progetto della Ronda nasce la notte di Natale del 2014. Insieme ad alcuni amici, con cui già condividevo altre esperienze di volontariato, sentimmo il bisogno di andare alla ricerca dei poveri che vivevano in città. Incontrammo qualcuno, ma la provvidenza ci donò ancora di più: trovammo un volantino con il numero di telefono di un certo Paolo Coccheri che reclutava volontari per fare partire a Ravenna una Ronda umanitaria della Carità. Contattammo Paolo, originario di Firenze e fondatore delle Ronde della Carità in giro per l’ Italia (su youtube si può trovare la sua intervista nel programma “A sua immagine” con la presentatrice Lorena Bianchetti) e lo incontrammo insieme ad altre persone che avevano risposto all’annuncio. Con la sua esperienza ed il suo approccio nei confronti dei più bisognosi, ci guidò nelle prime uscite e così, passo dopo passo, si formò il primo gruppo della Ronda della Carità ravennate. Paolo fece poi ritorno a Firenze per continuare la sua missione, ma siamo tuttora rimasti in contatto. Negli anni si sono succeduti una moltitudine di volontari, attualmente siamo una quindicina, prevalentemente giovani dai 18 ai 40 anni, ma il gruppo è comunque aperto a volontari di ogni età.”

Quante sono le persone che aiutate a Ravenna?
“Attualmente assistiamo una dozzina di persone senza fissa dimora, prevalentemente stranieri (la nazione più rappresentata è la Romania), ma c’è anche qualche italiano. Si tratta nella maggior parte dei casi di uomini di mezza età, ma abbiamo assistito anche alcune donne. Molti di loro si trovano in questa condizione, perché purtroppo hanno perso il lavoro, hanno avuto o hanno tuttora problemi di salute, inoltre hanno interrotto le loro relazioni famigliari. Parecchi di loro hanno poi sviluppato una dipendenza dall’alcool e di conseguenza sono molto fragili dal punto di vista psicologico. Purtroppo non è sempre facile aiutarli a reinserirsi nella società. Per molti di loro la vita di strada diventa quindi una scelta.”

La Ronda della Carità è attiva anche in altre città della nostra provincia?
“Nella nostra provincia il servizio si svolge solo a Ravenna. Ma in passato abbiamo fatto alcune uscite di Ronda anche a Cervia con i giovani della parrocchia di Pinarella, visto che la nostra arcidiocesi comprende anche il comune di Cervia.”

L’emergenza sanitaria legata al Covid in che modo ha influito sulle vostre attività? Si è registrato un aumento delle richieste di aiuto?
“Il Covid ovviamente ha imposto delle limitazioni anche alla Ronda della Carità, che comunque è sempre andata avanti anche durante il primo lockdown, grazie all’aiuto dei gruppi Scout e del Pronto Intervento Caritas. Adesso la situazione si è abbastanza stabilizzata. Quasi tutti i volontari sono ritornati a far parte della Ronda, ovviamente osservando tutte le prescrizioni sanitarie del caso. Sì, le richieste di aiuto sono aumentate: nell’ultimo anno in strada abbiamo trovato diverse persone nuove, anche come conseguenza della diminuzione dei posti letti messi a disposizione dai dormitori per limitare le possibilità di contagio. Inoltre c’è da aggiungere che se negli anni passati, alcuni senzatetto accettavano la possibilità di dormire nei dormitori almeno durante i mesi invernali, quest’anno invece per paura del contagio e per tutte le conseguenze che ciò comporta, quasi nessuno di loro ne ha voluto sentire parlare.”

Entriamo nel merito del progetto: come si svolge la Ronda della Carità?
“Ci troviamo tutte le domeniche sere nella sede della Caritas diocesana, in piazza Duomo. Dividiamo i viveri da portare ai senzatetto (abbiamo pizze e dolci che ogni domenica ci vengono donati dal forno Forcelli di via Garigliano e altri prodotti che ci mette a disposizione la Caritas), prepariamo il té caldo e ci suddividiamo in gruppetti in base a quante sono le persone da raggiungere. Negli ultimi periodi consegnamo loro anche strumenti di protezione individuale come le mascherine. Infine, ed è la parte più importante della Ronda, trascorriamo del tempo con i nostri amici di strada mettendoci in ascolto e condividendo le loro storie fatte di sofferenze e difficoltà, ma anche di speranza. Una volta concluso il giro, ci ritroviamo in sede, dove ogni gruppo racconta all’altro com’è andata la serata.”

Le piacerebbe condividere con noi e con i nostri lettori una storia di Ronda, che le sta particolarmente a cuore? 
“Mi viene in mente la storia della prima persona che incontrammo la notte di quel Natale del 2014. Si chiamava Luciano, originario di Fossacesia, in provincia di Chieti. Lo vedemmo nella sala d’attesa della stazione avvolto in una coperta. Ci avvicinammo e gli offrimmo un sorso di té e una fetta di pandoro. Aveva gli occhi molto lucidi: ci tese una lettera con la quale sua madre, prima di morire, raccomandava ai suoi fratelli di prendersi cura di lui il giorno in cui lei non ci sarebbe stata più, perchè era il più fragile della famiglia. I fratelli però disattesero la lettera e Luciano si trovò fuori di casa a vagare nelle stazioni, in giro per l’Italia. Non lo incontrammo più, finché con grandissimo stupore lo ritrovammo quattro anni più tardi, sempre nei pressi della stazione e sempre nel periodo di Natale: questa volta, con nostro piacere, ci sembrò più allegro, forse si era abituato a quel modo di vivere. Degli aneddoti che ci raccontava, il più significativo che ricordo, è quello della sua grande passione per la canzone italiana. Una passione che tutti gli anni lo portava a Sanremo, durante la settimana del Festival: qui girovagava per la città intonando alcune famosissime canzoni (su youtube ci sono alcuni simpatici video che lo testimoniano). Da allora siamo rimasti in contatto ed ogni volta che è venuto a Ravenna ci siamo incontrati. Nell’ultimo anno, per via delle restrizioni, è tornato nel suo paese d’origine, ma ci ha inviato per posta dei filmati di feste tipiche della sua zona e noi in cambio gli abbiamo spedito il calendario della nostra città.”

Cosa la spinge ad essere un volontario della Ronda?
“Ciò che più mi muove è il desiderio di andare incontro agli ultimi, agli abbandonati e scoprire la presenza di Dio nei più poveri, mettendo in pratica le parole di Papa Francesco quando dice “uscite da voi stessi per andare nelle periferie”, non solo della città, ma anche della società. Negli anni ho capito che la Ronda stava diventando parte integrante della mia vita e oramai non potrei più farne a meno. L’amicizia e la relazione che si instaura con le persone di strada non ha prezzo ed è molto di più quello che riceviamo rispetto a ciò che doniamo. Ogni volta che si fa la Ronda, si torna a casa con qualcosa di nuovo dentro di sè e molto più arricchiti umanamente.”

Come si diventa volontari?
“Partecipare alla Ronda è molto semplice: basta non avere pregiudizi, tanta buona volontà e capacità di ascolto! Per chi è interessato a partecipare o vuole semplicemente donare coperte e altro materiale utile, può contattarmi al 347/7443041.”

Domenica 7 febbraio ci sarà una nuova Ronda della Carità, cosa prevede il programma della serata?
“Negli ultimi anni è nata una bella collaborazione con la Pastorale Giovanile Vocazionale della diocesi. Domenica 7 febbraio rinnoveremo questa sinergia organizzando insieme la Ronda della Carità, ma l’invito a partecipare è rivolto anche a tutti i giovani della città e dei gruppi parrocchiali. Le iscrizioni sono aperte sul sito https://www.giovaniravenna.it/, anche se i posti sono limitati per via delle restrizioni anticovid (ma c’è sempre la possibilità di partecipare a nuove Ronde, ogni domenica). Per la serata del 7 febbraio cambia il luogo del ritrovo, che sarà alle 19.30 al seminario arcivescovile, sempre in piazza Duomo, a Ravenna”.

RONDA DELLA CARITà

Foto tratta dalla pagina Facebook della Ronda della Carità-Ravenna