Scuola elementare di Russi. Genitori in rivolta: costretti a iscrivere i nostri figli al tempo pieno o a Godo

Brutta sorpresa per una decina di famiglie di Russi, che avevano deciso di iscrivere i propri figli al tempo modulo della primaria. Circa una decina di giorni fa sono stati chiamati dalla dirigente scolastica che li ha informati che automaticamente i 10 tempi moduli sarebbero passati al tempo pieno, in parte a Russi e in parte a Godo.

“Durante la riunione straordinaria, la dirigente ci ha spiegato che gli alunni iscritti al tempo modulo erano insufficienti per formare una classe, mentre alla scuola elementare di Godo era stato raggiunto il numero minimo per la classe del tempo pieno. Pertanto 3 o 4 alunni sarebbero stati inseriti nel tempo pieno a Russi, mentre gli altri al tempo pieno a Godo” racconta una delle mamme, che preferisce restare anonima.

“Noi, genitori che per i nostri figli  avevamo scelto il tempo modulo a Russi, abbiamo fatto presente che tale variazione avrebbe comportato non pochi disagi avendo, in alcuni casi, già dei figli maggiori iscritti al modulo alla scuola di Russi. Come spiegare ai nostri bambini questo diverso trattamento, uno a casa il pomeriggio, l’altro a scuola? Perché essere obbligati ad un servizio mensa, che comporta un costo extra? Non è assolutamente detto che tutte le famiglie siano in grado di coprire tale spesa” prosegue la mamma, raccontando che la risposta della dirigente è stata categorica, suggerendo che, eventualmente, ci sarebbe stata la possibilità di andare a prendere i figli al termine delle lezioni della mattina per poi riportarli a scuola prima dell’inizio delle lezioni del pomeriggio fino alle 16.30. Soluzione che ovviamente non è piaciuta ai genitori, difronte al rischio di fare avanti e dietro 4 volte al giorno.

“All’incontro era presente anche la sindaca di Russi – prosegue la mamma -. Palli ha spiegato che, per risolvere il problema del trasporto Russi-Godo, il comune avrebbe messo a disposizione un scuolabus gratuito sia al mattino che al pomeriggio. La soluzione logistica comunque non ha convinto le famiglie, obbligate, in ogni caso, a coprire le spese della mensa”.

“Secondo i genitori inoltre, considerata l’emergenza sanitaria, la possibilità di attivare una classe a numeri ridotti sarebbe auspicabile, piuttosto che riempire un’aula di 24 alunni. Ma la dirigente ha dato un “aut aut”: così è, oppure scegliete un’altra scuola. Inoltre – prosegue la mamma – durante la riunione, a cui era stato inviato un solo genitore per via delle misure anticovid, è stato richiesto di stabilire, seduta stante,  la destinazione del bambino, altrimenti si sarebbe passati al sorteggio. Ovviamente abbiamo chiesto di avere un paio di giorni per poter ragionare sulla decisione da prendere, ma anche in questo caso non siamo stati ascoltati. Sono stati concessi 10 minuti per telefonare all’altro genitore. Nulla di più”.

“Sono molti i genitori che ora non sanno come gestire la situazione – conclude la mamma – e chiedono l’intervento del Provveditorato, nella speranza che si possa trovare una soluzione”.