È morto a 88 anni Angelo Miserocchi. Il ricordo di Giannantonio Mingozzi: “campione in bici e nel PRI”

Si è spento all’età di 88 anni Angelo Miserocchi, in quella Santerno che negli anni ’50 lo festeggiò per i tanti successi conseguiti nelle più importanti corse ciclistiche italiane, da dilettante e poi professionista nella Bianchi.

Il PRI e la sezione Saffi-Fratti di Santerno, nel porgere le più vive condoglianze alla moglie Maria, al figlio Davide ed alla sorella Dina ne ricorda lo spirito battagliero anche in politica, testimonianza di passione repubblicana e di sostegno al PRI al quale si iscrisse fin da giovane.

“In tutte le occasioni di incontro sui problemi locali e sulle battaglie nazionali Angelo era presente e non mancava di far sentire la sua voce e contribuire con idee alla politica repubblicana di ispirazione mazziniana e lamalfiana” ricorda Giannantonio Mingozzi.

“Per noi è sempre stato un esempio di dedizione all’Edera e di impegno sportivo, ma anche un campione morale per la sobrietà con cui ricordava le sue gloriose imprese ciclistiche, impegnandosi anche negli ultimi mesi a rappresentare il PRI particolarmente nel forese e nella sua delegazione” prosegue Mingozzi.

“Lo ricorderemo con affetto e gratitudine ogni qualvolta si parlerà di Pedale Ravennate e Rinascita, di Coppi, Baldini, Bartali, Ronchini e Pambianco con i quali si è misurato e anche vinto, della scalata del Ghisallo e del suo record, del Giro d’Italia e di quel maledetto diabete che gli stroncò la carriera nel 1958; ma per noi repubblicani -conclude Mingozzi –  rimarrà sempre quel campione di stile, di umiltà,  di affetto verso i giovani, di idealità e di impegno sul lavoro che tanto ha insegnato alla nostra generazione”.

Commenti

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  1. Scritto da bruno Zattini

    Ho conosciuto Angelo in tarda età, quando per caso ci trovammo a parlare di ciclismo. Eravamo nel Bar ENDAS di Santerno. Io in attesa che passasse il tempo e lui a smadonnare contro il diabete che gli aveva rovinato la carriera di ciclista. Mi piacque un sacco Angelo e così ci siamo incontrati tante altre volte al bar e fuori. Condoglianze alla famiglia. Bruno Zattini