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Parole intercettate incastrano Nanni: si tradisce, come se sapesse dell’omicidio in corso

Emergono nuovi inquietanti dettagli che sembrerebbero incastrare i due accusati del femminicidio di Ilenia Fabbri, uccisa brutalmente nella sua casa di Faenza all’alba di sabato 6 febbraio. Come si sa, ad un mese dalla morte, gli inquirenti hanno arrestato due persone, l’ex marito della donna, il 53enne Claudio Nanni, accusato di essere il mandante del massacro e un suo conoscente, il 52enne Pierluigi Barbieri, individuato come esecutore materiale, il killer che ha portato a termine l’omicidio di Ilenia Fabbri.

Come riporta Il Resto del Carlino di Ravenna in edicola oggi, a rovinare il piano messo in piedi dai due uomini, cioè simulare un furto finito male, pare che siano sopraggiunti due elementi inaspettati: la presenza in casa al momento del delitto di una testimone, la fidanzata della figlia Arianna e l’approssimazione del killer, che ha dato tempo alla vittima di reagire e, urlando, allertare i vicini e i soccorsi.

Sembra infatti che il killer dovesse entrare – grazie ai “ganci di sicurezza” alle porte sollevati dalla figlia uscita da poco e ad una copia delle chiavi – in una casa vuota e silenziosa, arrivando a sorprendere la vittima nel sonno e strozzandola a mani nude, lasciandosi tutto il tempo poi per rovistare in casa e simulare un furto. Le cose hanno invece preso una piega diversa, anzitutto perchè il killer improvvisato ha dato modo alla vittima di lottare e tentare di difendersi dall’aggressione: Ilenia Fabbri si è divincolata dalla sua presa, ha forse tentato la fuga verso l’uscita di casa e ha gridato, allertando sia la fidanzata della figlia che ha chiamato Arianna e il padre in auto verso la Lombardia, che alcuni vicini che hanno suonato al campanello.

A quel punto il killer ha concluso la sua opera sbrigativamente, con la prima arma che ha trovato a disposizione, il famoso coltello da cucina rinvenuto inizialmente dalla Polizia nella prima perquisizione, e si è allontanato in tutta fretta, consapevole che non c’era più il tempo di simulare il furto.

Ma c’è di più: in una intercettazione ambientale del 15 febbraio, alla presenza di Nanni, della sua attuale compagna e della figlia Arianna, l’uomo avrebbe fornito una involontaria confessione. Incalzato dalla ragazza, che gli chiedeva conto del perché non aveva voluto che la fidanzata della figlia uscisse dalla stanza e andasse in soccorso di Ilenia Fabbri, l’uomo dice che non poteva certo dirle di andare fuori, con un morto in casa a farsi ammazzare anche lei. Ma all’epoca dei fatti si presupponeva che si trattasse di un furto non di un omicidio. Secondo gli inquirenti, queste parole lascerebbero supporre che l’uomo fosse consapevole del delitto che era in corso in quella casa. Insomma Nanni si sarebbe tradito.

Inoltre, pare che Nanni non fosse a conoscenza della presenza in casa della fidanzata della figlia. La ragazza l’aveva detto solo alla madre, come emerge da un’altra intercettazione.

Gli inquirenti stanno ora setacciando con il luminol la Toyota Yaris di Barbieri, quella rilevata a Faenza la mattina del delitto dalle telecamere della città. A casa sua hanno trovato e sequestrato 2.200 euro, che si sta cercando di capire se possano essere legati al pagamento per l’uccisione per procura di Ilenia Fabbri.