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GrIG alla Soprintendenza su sede CMC in Darsena Ravenna: complesso di archeologia industriale da tutelare

Un gruppo di cittadini ha contattato l’associazione Grlg, Gruppo di Intervento Giuridico odv, esprimendo preoccupazione per il futuro della area dove insiste l’ex sede operativa della Cooperativa Muratori e Cementisti, in Darsena. Cittadini che temono “una possibile ennesima speculazione edilizia a Ravenna, presso la Darsena di Città, area urbana interessata anche da un intervento di recupero urbanistico”.

“La preoccupazione è stata amplificata per il grande valore identitario, oltre che commerciale, dell’area: si tratta infatti del subcomparto che ospita, da quasi 100 anni, la sede operativa della Cooperativa Muratori e Cementisti, la famosa CMC nota in tutto il mondo e pietra miliare del movimento cooperativo italiano – spiega Stefano Deliperi  per Grlg -. La CMC, infatti, fu fondata a Ravenna il 7 marzo 1901 da 35 muratori che costituirono la “Società anonima cooperativa fra gli operai, muratori e manuali del Comune di Ravenna”. L’area è stata messa in vendita, e con essa si rischia che l’immenso patrimonio materiale ed immateriale che essa rappresenta per Ravenna e per l’Italia intera possa scomparire o venir pesantemente manomesso”.

“Non a caso, è partita una condivisibilissima iniziativa spontanea da parte di numerosi cittadini che chiedono di destinare ad altro un luogo così importante e centrale per il quartiere Darsena di Città. Ciò che si potrebbe prospettare, invece, è una sua radicale trasformazione ad usi commerciali e residenziali intensivi” prosegue Grlg.

Deliperi  sottolinea che ” il Gruppo d’Intervento Giuridico odv, valutando degno di nota il valore dell’immobile principale del subcomparto, l’ampio edificio a galleria da cui dipartono una serie di corpi di fabbrica, il cosiddetto “Cantiere Darsena”, ovvero l’attuale sede della CMC, si è attivato e ha inviato (7 marzo 2021) alla Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le  Province di Ravenna, Forlì-Cesena, e Rimini un’istanza per verificare se per l’edificio sia stata avviata la procedura di dichiarazione d’interesse culturale, ai sensi degli articoli 10 e seguenti del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., al fine di preservare un complesso di archeologia industriale di grande rilievo, posto dunque in pericolo dalla radicale trasformazione dell’area conseguente a prossima acquisizione da parte di uno o più soggetti imprenditoriali immobiliari”. GrIG auspica che, nel caso il procedimento non fosse stato avviato, la stessa Soprintendenza proceda come fatto in passato per l’ormai centenario magazzino ligneo Montecatini in sinistra Candiano.